Fisica e donne: cos’è il progetto ScienXXa

Avevamo già parlato di Fisica e di cosa vuol dire essere una dottoranda in quella materia. Beh, oggi continuiamo a parlare del fantastico binomio donne-scienza presentandovi un progetto che coniuga social network e divulgazione scientifica. Si tratta del profilo Instagram ScienXXa, aperto da pochi mesi e gestito da tre ragazze che hanno sfidato il pregiudizio secondo cui le facoltà scientifiche sono prettamente maschili. Con post e video parlano della loro passione, dei dubbi più curiosi che si possono avere in ambito scientifico e del significato di termini che sentiamo spesso ma che non abbiamo mai avuto occasione di approfondire. Ce ne parla oggi Beatrice e vi invitiamo a seguirle su IG!

Cos’è ScienXXa

La nascita del progetto

Quando ho varcato la soglia del Dipartimento di Fisica, mi sono resa conto di cosa significasse frequentare una facoltà considerata “per maschi”. Entrata in aula per la prima ora di Analisi 1, ad una prima occhiata non contai più di dieci ragazze in un’aula che conteneva circa un centinaio di studenti. Sul momento non ci feci molto caso, l’emozione era tanta che avevo occhi solo per quel minuscolo gesso bianco danzante su una lavagna gigantesca. Ma con il tempo ho imparato a contare le professoresse donne (pochissime) e i professori uomini (quasi tutti) che incontravo per i corridoi.
Anni dopo, precisamente poco più di un mese fa, insieme a due delle ragazze che frequentavano con me quei corsi complicatissimi, e insieme ad una terza amica che invece studia medicina (pure lei, che coraggio!), abbiamo fondato un canale social di divulgazione scientifica. Il nome la dice lunga: si chiama ScienXXa, una storpiatura di una delle più antiche parole del nostro vocabolario che consiste in quelle due X che
distinguono i cromosomi femminili da quelli maschili (XY).

L’obiettivo

Il progetto nasce dalla necessità di mostrare ad un pubblico più vasto possibile che le donne sono in grado non solo di studiare la scienza, ma anche di amarla e appassionarsi a tal punto da mettersi alla prova e tentare di trasformarla in gioco, in simpatici racconti, insomma, di metterla a disposizione di tutti. Infatti, bisogna sapere che negli ambiti delle scienze tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (le cosiddette STEM), così come delle scienze naturali, c’è una porzione di studentesse molto più piccola di quella degli
studenti (la proporzione ad oggi è circa in media 30%-70%). Una possibile spiegazione di ciò è che la maggior parte delle ragazze non riesce a immaginarsi “da grande” come una fisica o un’ingegnera, ma piuttosto come una letterata o un’artista… E il contrario si riscontra per quanto riguarda la presenza maschile negli
ambiti delle scienze umane! Ovviamente le cause più profonde sono da ricercarsi in convenzioni sociali ben radicate in praticamente quasi tutti i Paesi del mondo, che vedono le donne come molto più propense ad occuparsi dell’istruzione morale e umanistica dei giovani, che del progresso scientifico. È ovvio e sacrosanto che, contemporaneamente, i giovani vengano educati e l’umanità progredisca: le due cose non esisterebbero l’una senza l’altra ed entrambe vanno coltivate nel modo più completo, ma… Perché gli uomini si occupano quasi solo della seconda, e le donne quasi solo della prima?

I social

Per noi quattro, è davvero importante che maschietti e femminucce si sentano ugualmente in grado di affrontare e di appassionarsi alle materie che amiamo, e così abbiamo deciso di combattere questa “segregazione” del mondo della scienza tramite l’uso dei social! Che, diciamocelo, sottraggono un sacco di tempo e di concentrazione (per questo bisognerebbe imparare ad utilizzarli con il sale in zucca), ma proprio per la loro “contagiosità” si dimostrano una fonte di diffusione della cultura e delle notizie incredibile!
Un semplice post ci permette di condividere con centinaia di persone il significato di “buco nero”, la respirazione di una pianta, termini medici poco conosciuti come la “disforia post-coitale”, fino ad arrivare a come si prepara un vero caffè a prova di fisica! E il pubblico che raggiungiamo va dai giovanissimi agli adulti, grazie all’utilizzo sia di Instagram che di Facebook.
ScienXXa non rappresenta ai nostri occhi semplicemente una pagina di divulgazione scientifica, ma uno strumento per raccontarci e per parlare della nostra ricerca, e che al contempo soddisfi dubbi e curiosità dei nostri lettori appassionati!
E anche per i più “pigri”, che su Instagram preferiscono scorrere foto anziché mettersi a leggere, crediamo che ScienXXa possa essere interessante! Infatti il solo sapere che un certo strano fenomeno dal nome assurdo esista è pur sempre uno stimolo, e magari uno spunto dopo l’altro riusciremo a farli incuriosire di più…
Dalla redazione di ScienXXa, questo è tutto! Ci vediamo sulle nostre pagine!

Beatrice

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