Intervista a Ezediel: artista da mezzo milione di ascolti in un anno

C’è chi ha vissuto la pandemia come un momento down e chi invece come uno sprone per realizzare finalmente il proprio sogno. Robert Wayne, in arte Ezediel, ha decisamente parte della seconda categoria. Classe 1991, nato a New York, è un artista emergente italoamericano che ha debuttato proprio all’inizio del 2020 e in nemmeno un anno ha raggiunto il mezzo milione di ascolti con soli tre brani. Ezediel scrive, co-produce ed è direttore artistico e creativo della sua musica. Crede fermamente in ciò che fa, e probabilmente è questa la chiave del suo successo.

Ecco la nostra intervista!

Intervista a Ezediel

  • Ciao Robert, o meglio, Ezediel, parlaci di te per chi non ti conosce. Chi è Robert e chi “Ezediel”, e
    perché questo nome?

Ciao FreedArte. La prima risposta che mi verrebbe istintivamente da darti è che Robert sia semplicemente un essere umano, con la sua storia, i suoi trascorsi, qualcosa di troppo lungo ed articolato per essere essere contenuto in qualche domanda; Ezediel non è altri che il suo riflesso, la sua identità artistica, la sua necessità di esprimersi, il suo coraggio di porsi al mondo, pur restando in ogni caso la medesima persona. In un certo qual senso Ezediel è la mia personale metafora proposta al mondo: il suo nome deriva da “Hesediel”, Arcangelo della libertà e del perdono all’interno del coro delle Dominazioni, insieme a Michael è uno dei generali in testa all’esercito del Paradiso. Mi sento rappresentato da questo simbolismo.

  • Sei originario di NY ma sei bilingue, cosa rappresenta per te l’Italia? Ti dà spunti o ispirazioni per la
    tua musica?

Si sono nato a New York, precisamente a Manhattan, ho vissuto in diversi paesi, contesti, culture, spesso e volentieri non per mia diretta scelta, causa trascorsi impegnativi che non approfondisco al momento, ma da cui ho sempre cercato di trarre il meglio nella mia vita. La mia prima lingua resta l’Inglese ma ‘Italia è stata la culla di parte della mia infanzia ed adolescenza: non ho mai subito pesanti influenze musicali da parte di autori italiani, ma dal punto di vista genericamente artistico, pittorico, storico, l’Italia è per me uno dei luoghi più belli al mondo che mi ha aperto al mondo dell’Arte in quanto tale e le sarò sempre riconoscente.

  • Passiamo ora alla musica. Come nasce la tua passione, cosa vuoi trasmettere al pubblico che ti ascolta e come curi il processo che porta alla creazione di un brano?

La musica mi accompagna da quando ero bambino ed è stata per me un rifugio sicuro in cui sfogarmi e lasciar trapelare le mie emozioni: ci siamo passati tutti, camminare per le strade nel caos della vita, ma osservare il mondo con la musica nelle orecchie ti lancia all’interno di altri Universi, letteralmente. Ho prima divorato anni di musica per poi sentire la concreta e personale necessità di crearne una mia, per esprimermi in toto, così come la lotta, la danza, il teatro od il cinema, è tutto connesso nel medesimo disegno. Io curo maniacalmente ogni aspetto e processo della mia musica, co-produco, scrivo, ne sono il direttore artistico e creativo e sicché non sarà per collaborare con un artista di cui ho piena stima non permetterò mai a nessuno di riempire il mio bicchiere. E’ la mia visione, spesso mi accorgo quanto mi sia difficile anche solo tentare di farla comprendere. E’ tutto nella mia testa, talvolta sul limite della follia, un lampo che si delinea tutto d’un tratto nella mente che poi confluisce nella necessità di prendere una forma concreta, ma sempre e comunque con disciplina. Quello che voglio trasmettere? Trascinare per i piedi chi abita nella propria oscurità verso mondi di energia e luce, ispirare a reagire, creare connessioni, insegnare a danzare con i propri demoni interiori, elevare la propria coscienza. Imparare ad essere felici e resilienti, inseguire i propri sogni con rigore, determinazione e visione d’insieme. Io non sono speciale, ognuno lo è ed ognuno può sbocciare nel proprio, spesso voglio ricordarlo.

Ezediel
  • In realtà nel tuo profilo Spotify ci sono solamente tre singoli ma hai già più di 24mila ascoltatori
    mensili. Ti aspettavi un tale successo? E qual è il segreto?

Sono arrivato oltre i 30mila e sto chiudendo il mio primo anno con oltre mezzo milione di ascolti in totale, su YouTube ancor di più. Onestamente non parlo mai di numeri come un vanto, anche perché ci sono artisti nettamente superiori a me da questo punto di vista, lo faccio più per ricordarmi il percorso, per essere grato di quello che stia ottenendo. Mi aspettavo questo successo? Si. Credo fermamente nel mio lavoro, nella mia volontà e nel potere di manifestare vibrazionalmente le proprie intenzioni e desideri in questo Universo. Il segreto è alla luce del sole: strategia, visione, comprendere in che modo e dove valorizzare il proprio lavoro, non temere di fallire, ritentare ogni qual volta necessario, non lasciarsi abbattere e non mollare. Non basta credere nei propri sogni, devi lavorare, impegnarti, concentrarti ma soprattutto devi avere qualcosa da dire per davvero, altrimenti non otterrai altri che un vuoto risultato ad inseguire quell’utopia di fama, soldi e via discorrendo, sono conseguenze non causa né motivazioni. Intenzioni pure portano a potenti traguardi, devi amare ciò che fai sul serio o non ne varrà mai la pena.

  • Sappiamo che hai iniziato da poco e la tua carriera è agli esordi, quanto e come ha influito sul tuo
    lavoro il 2020 con tutte le sue difficoltà e la pandemia in corso?

Si, ho debuttato praticamente nel 2020 e diversamente da molti anziché spammare pezzi su pezzi mi concentro sulla qualità che sulla quantità. Non ho vissuto questo lockdown come una maledizione, è stato per me il giusto sprone per affrontare me stesso, per interiorizzare, meditare, per non fuggire da ciò che, magari, albergava in me silenziosamente e che costantemente evitavo distraendomi volutamente con l’ambiente esterno. Il 2020 mi ha insegnato tanto perché ho saputo apprendere, e non sono il solo. Essere resilienti dovrebbe essere uno stile di vita, e lo dico con l’umiltà di un certo trascorso personale, nella mia vita non mi è mai stato quasi regalato niente. E va bene così.

  • Dato il successo che stai riscuotendo già adesso, come ti vedi tra qualche anno? Quali sono gli
    obiettivi che ti sei posto sia a breve che a lungo termine?

Mi vedo migliore. Migliore come artista, migliore come essere umano, mi vedo in continua evoluzione ed espansione in tutti i campi cui desidero espormi. Voglio tutto, il più possibile, e voglio condividerlo, che le persone possano comprendere il mio messaggio e trarne del Bene reale. Mi ricordo quando cominciai, sono cosciente di dove sono ora e ho visione di quello che sarà domani.

Un saluto a tutto il team di FreedArte, bless!

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