Scambio culturale in Finlandia: la storia di Giulia

Continuiamo con il nostro viaggio tra le esperienze di ragazzi italiani all’estero e parliamo oggi della Finlandia! Giulia ai tempi del liceo ha avuto la possibilità di partecipare a uno scambio culturale in questo Paese e non ha perso l’occasione. Come si sarà trovata?

Ecco il suo racconto.

scambio culturale finlandia

Scambio culturale in Finlandia: la storia di Giulia

Ero in seconda superiore, quando la professoressa di chimica annunciò la possibilità di partecipare ad uno scambio culturale con degli studenti finlandesi. La mia scuola aveva già organizzato in passato questo tipo di attività e tutti ne erano sempre rimasti positivamente colpiti, quindi decisi di prendervi parte.

La partenza era fissata per fine settembre, sarebbe durata una settimana e saremmo stati ospitati dalle famiglie degli studenti finlandesi. La nostra destinazione era Tampere, una città situata a sud del Paese, nella zona dei grandi laghi, a circa due ore da Helsinki.

Appena atterrati fummo accompagnati a scuola, per incontrare le nostre famiglie ospitanti e lungo il tragitto ebbi come la sensazione di trovarmi in una località poco abitata. In realtà mi resi presto conto che le persone sono così poche in proporzione al territorio, che possono permettersi di occupare aree molto vaste.

La ragazza a cui ero stata assegnata si chiamava Melissa ed era l’ultima di quattro fratelli, i quali, come mi spiegò, avevano lasciato casa appena maggiorenni. Tutti ci accorgemmo che, in generale, i nostri coetanei erano molto più indipendenti di noi, ma anche più timidi. Infatti non erano abituati al chiasso e al nostro genuino entusiasmo, perciò capitava che li mettessimo inconsapevolmente in imbarazzo con i nostri atteggiamenti espansivi.

Le giornate erano intense e scandite da diverse attività a scuola: abbiamo imparato alcune nozioni di cultura e storia finlandese, cucinato dei piatti tipici (come la carne di renna con la marmellata di more artiche), giocato ad hockey in palestra e cantato brani tradizionali.

Finlandia, scambio culturale

L’aspro clima nordico fu clemente con noi in quei giorni e ciò ci permise di goderci le passeggiate tra la natura incontaminata dei boschi di conifere e pioppi in tutta tranquillità. L’elemento immancabile di quelle uscite, era senza dubbio la presenza dei laghi cristallini che circondavano la zona. Le loro acque erano così pulite da poterle bere senza problemi.

Ovviamente ci fecero provare la celebre sauna, elemento immancabile in ogni casa finlandese che si rispetti. Una variante particolare era quella in legno, costruita all’esterno in prossimità della riva del lago. Infatti, dopo aver fatto sudare il corpo con il vapore, bisognava tuffarsi nelle acque gelide. I ragazzi del posto si aspettavano che noi italiani ci tirassimo indietro e invece, con loro sorpresa, diventò una delle nostre esperienze preferite.

Visitammo anche la capitale, Helsinki, che si rivelò molto tranquilla e sobria nello stile, nonostante avesse delle attrazioni turistiche davvero eclettiche: la cattedrale luterana in stile neoclassico era completamente bianca, la Chiesa di Cristo in stile gotico spiccava con i suoi in mattoni rossi e infine Temppeliaukion kirkko era unica perché scavata interamente nella roccia. Oltre queste visitammo un museo d’arte contemporanea Kiasma e il museo di Scienze naturali.

Man mano che il tempo passava, i ragazzi finlandesi si aprivano sempre di più e lo scoglio iniziale iniziava ad assottigliarsi. Quando fu ora di salutarci, avevamo stretto amicizia con i nostri coetanei e le loro famiglie e, nonostante eravamo certi che ci saremmo rivisti in Italia, la malinconia serpeggiava tra tutti noi.

Non avevamo solo visitato un Paese straniero, ma ci eravamo confrontati con una cultura e dei modi di fare diversi, se non opposti ai nostri. Entrambi i gruppi erano andati oltre gli stereotipi e le incomprensioni, imparando a capire ed apprezzare il lato più nascosto dell’altro.

Avevamo ammirato la loro indipendenza, educazione ed organizzazione, mentre loro avevano apprezzato la nostra spensieratezza e affabilità.

Anche se breve, lo scambio culturale aiuta ad avere un occhio attento sul mondo che ci circonda e a stimare e valorizzare anche il nostro territorio, che spesso trascuriamo.

Una volta tornata a casa di una cosa ero certa: avrei fatto il possibile per partecipare ad altre esperienze simili e non dovetti attendere a lungo, anche se, ad essere onesti, tra tutti i Paesi, mai avrei pensato all’India. Ma questa è un’altra storia.

Giulia

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