Dalla ristorazione all’alta sartoria: la scelta di Francesco

Francesco G., classe 1997, decide di trasferirsi a Parigi per continuare a lavorare nell’ambito della ristorazione. A un certo punto però, capisce che quello che ha sempre fatto, il lavoro che lo ha accompagnato per anni, non fa più per lui. Decide così di provare a realizzare un suo vecchio e grande sogno: lavorare nell’alta sartoria.

Alta sartoria

Lavorare nell’alta sartoria: la storia di Francesco

Ciao, mi chiamo Francesco, ho 23 anni e nella vita faccio lo stilista/sarto.
La mia carriera è appena iniziata e ho davanti un mondo ancora intero da scoprire. Ho iniziato la mia esperienza a Parigi, lavorando in una boutique di lusso: sicuramente ho avuto anche un bel po’ di fortuna.

Prima di entrare nel mondo della moda, lavoravo nella ristorazione e avevo anche una carriera ormai più che avviata: lavoravo in uno dei locali più famosi di Parigi come direttore di sala. Tuttavia, in un certo momento, ho capito che non era quello che volevo fare realmente nella mia vita, nonostante gli anni di gavetta e di esperienza fatti in questo settore; così ho deciso di mollare tutto e iniziare un nuovo percorso.

Devo dire però che la moda mi ha sempre affascinato. Ricoprendo un ruolo da manager nel settore della ristorazione, andavo spesso nelle piccole botteghe per farmi fare abiti su misura, insomma cercavo il prodotto giusto, giravo posti e posti per trovare abiti più adatti al mio stile.

Così in un giorno qualunque do le mie dimissioni, rifiuto un contratto a tempo indeterminato e mi iscrivo su una piattaforma francese per cercare lavoro. Dopo circa una settimana vengo contattato da questo proprietario della boutique parigina e inizio così il mio percorso nel campo della sartoria da uomo.

Step by step ho iniziato a capire ogni passaggio: come funziona la sartoria, come si prendono le misure e come si riconoscono i tessuti più pregiati; ho iniziato a capire quanto lavoro sta dietro ad un abito su misura e quante settimane di lavoro servono per avere un prodotto di alta classe cucito addosso; ho cominciato ad apprezzare ogni piccola cosa, anche se il lavoro era abbastanza duro e di precisione. Bisogna infatti capire, guardando una persona, la taglia che porta (ora se ti guardo posso subito dirti di vita quanto hai e di spalle che taglia porti).

Ho appreso che l’abito su misura è una garanzia a vita: lo puoi stringere, allargare e accomodare, questo fa sì che il guardaroba del cliente non cambi e che rimanga sempre soddisfatto per il lavoro che gli è stato offerto. Un abito su misura è eterno, rimane una tua creazione e anche se magari per qualche stagione può passare di moda. ritorna sempre.

Quello che posso dire ai miei coetanei è che non devono mai rinunciare ai propri sogni. Bisogna combattere per le cose che ci rendono felici. Sono molto soddisfatto di me stesso: certo, ho rinunciato ad un posto sicuro con una carriera già avviata, ma abbraccio la mia nuova scelta con entusiasmo e tanta voglia di fare, anche perché a breve lancerò la mia linea di cravatte fatte a mano alla Made in Italy.

Da più di un mese infatti sto lavorando per questo mio progetto: sto girando posti, sto chiamando fornitori e sto andando alla ricerca di quella cosa fuori dal normale per dare il 100% di me e creare quello che ho sempre voluto. Tutto questo per dirvi di continuare a combattere sempre per ciò in cui credete e di non abbassate mai la testa… bisogna sempre combattere e andare avanti, perché solo così potete raggiungere la vostra propria felicità e soddisfazione.

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