“Siamo in grado di farci vedere?”: intervista all’autrice Veronica Pecorilli

“Può una persona essere percepita e sentita nel proprio modo di
essere dalla sua prima immagine? Un essere umano è in grado di
mostrare la sua reale identità, azzerando qualsiasi sua maschera?”. Queste le domande su cui si basa il libro “Siamo in grado di farci vedere?” uscito da pochissimo. L’autrice è una giovane originaria di Latina ma trapiantata a Torino: Veronica Pecorilli.

Un viaggio dentro noi stessi alla scoperta di come siamo e di come affrontiamo la vita e le relazioni con gli altri. Uno stimolante lavoro di introspezione che Veronica ha fatto con sé stessa, e che, con questa sua opera, spera compia ogni lettore. Ecco cosa ci ha rivelato l’autrice!

Veronica Pecorilli: "Siamo in grado di farci vedere?"
Veronica Pecorilli con il suo libro

Intervista a Veronica Pecorilli

  • Parlaci di te, chi sei e cosa fai nella vita?

Grazie per avermi accolta! Sono Veronica Pecorilli ed ho 28 anni, da diversi anni vivo nella città di Torino dopo il trasferimento dal luogo in cui ho sempre vissuto in la provincia di Latina. Mi piace l’Arte, ed è il mio principale mezzo di trasmissione del mio corpo, delle mie riflessioni, opinioni e paure. Studiando recitazione fin da piccola ho potuto sperimentare le diverse connessioni fisiche che mentali tra gli esseri umani, ad oggi sono grata a me stessa per aver intrapreso questo percorso qualitativo. Il mio lavoro con la scrittura si rivela come uno scatto fotografico in bianco e nero, coglie l’animo della persona o del soggetto in essere, mostrandolo nella sua vera identità.

  • Com’è nata l’idea di scrivere un libro?

La CONDIVISIONE è stata la mia spinta a scrivere e pubblicare, dopo un profondo lavoro introspettivo. Fin dall’adolescenza ho avuto un istinto a voler analizzare le persone attorno a me, ricostruendone sensazioni e motivi, senza lasciare mai nulla per scontato. Perché questo oggi accade purtroppo, sopprimendoci. Nel 2019 percependone fisicamente il bisogno, concretizzando le mie idee ed obiettivi decisi di condividere per dare un consiglio a chi leggesse e inconsapevolmente anche a me stessa. Il principale obiettivo che viene sottoposto in forma di domanda consiste nel titolo del libro, che comprende il mio intero lavoro sulla persona; possiamo essere visti nella nostra reale identità da un secondo essere umano? Nel bene e nel male.

  • Come definiresti il tuo libro in tre parole? E te stessa?

Definirei questo romanzo riflessivo, introspettivo e immaginario. Definisco me stessa una persona istintiva, leale e libera.

  • A quali autori ti ispiri e qual è il tuo libro preferito?

La persona cui allego la mia ispirazione ed importanza per il mio lavoro, non rientra nella categoria delle autrici nonostante siano stati pubblicati numerosi libri sul suo conto. Lei è Marina Abramovic, una Performance Artist che sicuramente conoscerete, un’artista serba cui ho prestato interesse da diversi anni, ritrovando grandi affinità con i suoi ideali sulla vita e sulla persona. Marina punta ad esplorare le reazioni che possono ricrearsi tra artista e pubblico tramite una performance in diretta, come l’autore ed il suo lettore, nel mio caso. Ho ritrovato numerose similitudini con il mio lavoro, e genericamente nella mia vita.
Il mio libro preferito proviene da un meraviglioso scrittore, Antoine de Saint-Exupery, ‘Il Piccolo Principe‘, grazie al suo libro ho potuto approfondire molto sulla mia persona, come ad esempio saper osservare più dettagliatamente ciò che ci attira ad un altro essere umano.

  • Nel tuo libro parli della società odierna e di come può condizionare l’uomo nell’esprimere se stesso. Perché hai scelto proprio questo tema e a quale conclusione sei arrivata? 

La società odierna è stato un importante tema che con cui ho voluto far riflettere ancora una volta il lettore. Scendendo nel dettaglio delle varie realtà come anche lavorative, il condizionamento sull’uomo se non fermato all’incipit continuerà a fruire, è compito di ogni persona scegliere e prendere immediatamente una scelta.

  • Cosa speri che si porti ogni lettore dalla lettura del tuo libro? Quale messaggio vuoi trasmettere?

Mi piacerebbe che ogni lettore si portasse dentro si sé ciò di cui ha bisogno, vorrei che trascorresse attraverso queste pagine un momento intimo con se stesso, di serenità e verità nei suoi confronti, cogliendo ogni forma che lo circonda nel bene e nel male, cercando di superarle con un pizzico in più di consapevolezza. Nulla è semplice e nulla è impossibile! Il mio libro non è un insegnamento ma un piccolo ‘motivo’ e consiglio, su cui poter riflettere su quei reali motivi che ci portano a prendere delle scelte e intraprendere dei percorsi. Dalle parole si può sempre guadagnare ed assorbire fiducia, l’importante è farne tesoro dentro di sé senza dimenticarsene.  

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