Vivere a New York da italiani: l’esperienza di Melissa

Melissa, classe 1994, è una ragazza italiana che dopo la maturità ha lasciato il suo Paese per raggiungere il padre oltre oceano, negli States. Qual è stata la sua esperienza dopo un cambiamento così radicale? In questo articolo ci racconta le sue esperienze di studio, di lavoro e di vita nello stato di New York.

Vivere a NY

Arrivai a New York nel maggio del 2015 con la speranza di iniziare subito a studiare e trovare il lavoro dei miei sogni, ma come spesso accade, la realtà non è mai all’altezza della fantasia.

Ho la fortuna di avere un padre che si è preso cura di me negli States, dandomi un tetto sulla testa, cibo e tutte le comodità del caso, ma presto ho iniziato ad esigere da me stessa un certa indipendenza economica.

Una volta mia zia mi disse “qui si paga anche l’aria che respiri” e bene sì, è così. Se nel mio paesino in Italia voglio andare a bere un caffè al bar io posso anche presentarmi li con solo un euro, qui a NY no. Se voglio mangiare con un amico fuori dovrò spendere minimo 30 dollari (per una cena dignitosa). Ovviamente tutto dipende dalla quantità, dalla qualità e dal posto ma comunque sia in genere si spende molto. In più qui negli USA la lavatrice è un lusso per pochi infatti le case costruite prima del 2008 di solito non permettono l’uso della lavatrice quindi ciò comporta un dispendio di denaro e tempo settimanale per lavare e asciugare i propri panni alla lavanderia.

Il mio primo lavoro è stato in un laboratorio odontotecnico come assistente per 10 dollari lordi all’ora. Quel lavoro non durò molto, solo due mesi ma conobbi molte persone, imparai tanti termini nuovi e soprattutto affinai il mio spagnolo. Dopo qualche mese iniziai un lavoro come donna delle pulizie che era ben pagato. All’inizio ciò che mi spronava a lavorare era lo stipendio, poi con il tempo sono diventata governante di quella famiglia e il mio stipendio ha iniziato ad aumentare. Mi ritengo estremamente fortunata, ma solo adesso capisco che questo mestiere ha una doppia retribuzione: non solo danno valore al lavoro in sé, ma anche alla persona che accolgono in casa.

A volte avere una persona leale che rispetti la casa, i figli e che custodisca i segreti della famiglia vale molto di più che il lavoro stesso e le persone qui lo riconoscono pagandoti bene. Quando cominciai questo lavoro non mi piaceva affatto, ma con il tempo diventai parte della famiglia, ho iniziato a trattare la loro casa come se fosse la mia, a organizzare, dare consigli ‘estetici’ per il mobilio e poco a poco mi sono inserita perfettamente.

Mentre lavoravo part-time studiavo Fashion Design al Kingsborough Community College a Brooklyn. Adesso che finalmente mi sono laureata capisco che studiare non necessariamente chiarisca le idee riguardanti il proprio futuro lavorativo, anzi a volte le confonde. Aver lavorato come donna delle pulizie e poi come governante mi ha fatto capire che non ho necessariamente bisogno di studiare per essere una persona di successo. E soprattutto non è necessario studiare per guadagnare bene. Quello che bisogna fare è ricercare delle esperienze lavorative, per poi crescere nel campo che più appassiona. Saltuariamente continuo a lavorare come governante in questa famiglia perché adesso sto intraprendendo un nuovo percorso di vita.

Grazie a questo lavoro, considerato di poco conto in Italia, sono riuscita a sviluppare un certo interesse per l’organizzazione di interni e con essa una passione. Con due mie colleghe ho aperto da poco un’agenzia di organizzazione professionale degli spazi residenziali e commerciali. L’università mi ha regalato conoscenze nuove, l’inglese e tante piccole esperienze, ma niente è comparabile a ciò che questo lavoro mi ha regalato, ovvero non solo una famiglia ma soprattutto la capacità di creare una prospettiva futura adatta a me. Se non avessi lavorato come governante, senza dubbio, adesso sarei disoccupata e molto probabilmente starei ancora cercando una prospettiva prossima.

Melissa

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