1984 di George Orwell: una trama piena di domande

Anno 1984.
O forse é il 1985, il protagonista del libro, non sa dircelo con esattezza, ma il titolo, quel titolo così certo e preciso leva ogni possibilità di dubbio: siamo nel 1984. Da quanto tempo il mondo si é ridotto a un ammasso grigio e fuligginoso di continenti buoni solo a farsi guerra fra loro? Da quanto tempo ogni contatto umano é abolito? Il protagonista non é certo nemmeno di questo. In in mondo dispotico e dittatoriale, nulla é dato sapere. Essere fagocitato da un sistema che vincerà sempre e comunque, come quello del Grande Fratello, oppure cercare di opporsi, facendo diventare l’amore un atto di rivolta esasperatamente sovversivo? Quale sarà il risultato di tale ribellione?

Facciamo un passo indietro. Siamo in Oceania, uno dei tre continenti, insieme all’Estasia e all’Eurasia, contro i quali è in uno stato di conflitto perenne. All’interno dell’Oceania c’è Londra, un piccolo ingranaggio perfettamente inserito all’interno della società utopistica dominata in tutto e per tutto dal Grande Fratello. Questa entità, più che una vera e propria persona, vede e sente ogni cosa; chiunque pensi di poterlo fregare, si sbaglia di grosso. Il protagonista di 1984, Winston Smith, ne pagherà presto lo scotto. Stanco di vivere all’interno di un’aberrante dittatura dove la spersonalizzazione dell’uomo è un processo lento ma preciso, che giorno dopo giorno porta a compimento i suoi obiettivi, come una goccia d’acqua che scava pian piano nelle più profonde cavità delle rocce più dure. Winston cerca semplicemente della vita, incontra una donna che dice di amarlo e inizia un’avventurosa storia d’amore segreta e proibita, che va avanti per circa sette anni. L’amore tra Winston e Julia è famelico, pieno di rabbia nei confronti di un mondo pieno di divieti e restrizioni; leggendo il libro, si ha l’idea che i due abbiano una relazione amorosa più per tirarsi fuori dal sistema malato in cui sono costretti a vivere, che per altro.

Ma ovviamente, chi crede di sbeffeggiare il sistema, non può che rimanerne sbeffeggiato.

Una breve riflessione

1984 é un capolavoro del Secolo Breve. La società dispotica e dittatoriale del Grande Fratello quanto è davvero distante da ciò che, ancora oggi, accade sotto l’abnegante vista dei cittadini? Leggere il racconto della storia di Winston Smith, a volte, è come direbbero gli anglosassoni ‘disturbing’. Non si può non finire 1984 senza riflettere su quanto lo scrittore sia stato lungimirante e disincantato, considerando che scrive l’opera negli anni Trenta. 1984 potrebbe essere un racconto parossistico (neanche troppo) su quello che accadeva nell’ex URSS e che ancora accade, per quello che possiamo intuire, in Cina e in Corea del Nord.
E non si può non finirlo senza restare scossi e senza interrogarsi su quello che è stato, è e molto probabilmente, continuerà ad essere

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