Diversità e pregiudizi: vivere al nord quando si è di giù

Nella nostra rubrica “Diversità e pregiudizi” affrontiamo moltissimi episodi di pregiudizi che hanno visto protagonisti tanti ragazzi e ragazze. Oggi ne affrontiamo uno che in Italia fa molto discutere, nord vs sud, e in particolare come i ragazzi di giù affrontano un trasferimento nelle città del Nord. Ci teniamo a sottolineare che essendo una rubrica di “pregiudizi” evidenziamo questi ultimi, e quindi, gli aspetti possiamo dire negativi, ma questo non implica che non ne esistano molti più che positivi.

Ecco le storie di Giovanna, Andrea e Alessandro.

Vivere al nord quando si è di giù

Giovanna, 24 anni

Qualche anno fa, tre al massimo, una signora lombarda mi chiese, poiché sono originaria del centro-sud, se mio padre avesse mai picchiato mia madre, perché si sa, nel Mezzogiorno gli uomini sono così. Voi la chiamerete, e avete ragione, ignoranza. È solo un po’ di innocente ignoranza, che male farà mai?
Qualche anno fa, quattro al massimo, durante uno stage per l’università, una mia coetanea e collega, ridendo mi disse che i suoi parenti in casa i meridionali non li volevano. Voi la chiamerete, e avete ragione, ignoranza. È solo ignoranza, non ci pensare, tu sei più forte di quattro parole buttate lì senza riflettere. Col tempo diventi anche insofferente a tutte quelle accuse: no-perché-giú-non-si-ha-voglia-di-fare-niente, venite-qui-per-rubarci-il-lavoro (ah, mo’ c’abbiamo voglia de lavorà?), no-perchè-voi-c’avete-la-mafia…
Diventi così insofferente, che quando i tuoi amici di ‘su’ prendono l’argomento meridione alla fine smetti di ribattere annoiato e metti in standby il cervello.
Successivamente a questi momenti, ho pensato a tutte le volte in cui un mio compaesano (o anche un mio parente) aveva fatto una battuta su uno straniero, su una persona arrivata da un’altra parte, etichettata come un boccaccio e condannata come un criminale pagante la sola colpa di essere nato ‘dall’altra parte’. E allora un po’ lo capisci il forestiero che si chiude nel guscio della propria piccola comunità nel paese straniero e che l’italiano proprio non vuole impararlo. E allora un po’ lo capisci come deve sentirsi uno straniero in Italia quando ti stringe la mano, perché hai sentito anche tu, sulla tua pelle, quello sguardo inquisitore farsi più attento e guardingo alle parole “Sono di giù”. Siamo tutti lo straniero di qualcuno e… allora?

Andrea, 24 anni

Sono un ragazzo di 24 anni e vengo dalla provincia di Latina (Lazio) ma la mia famiglia è divisa tra Nord e Sud. Per questo motivo durante la mia vita ho avuto modo di conoscere queste due zone così diverse dell’Italia e così piene di stereotipi e rivalità. Ho deciso di trasferirmi a Pavia (Lombardia) da più di un anno con la speranza di trovare un lavoro migliore, di migliorare la mia vita e di sentirmi più libero. Da sempre si parla del nord come di una sorta di paradiso in cui ognuno può far avverare i propri sogni. Da sempre noi ragazzi del sud siamo costretti ad andare via, sognando di poter lavorare e crearci quell’indipendenza economica tanto sperata. La mia personale esperienza è stata ben diversa: quando ho deciso di partire non immaginavo di dovermi ritrovare a combattere contro giudizi ignoranti e razzismo. Sono un ragazzo di 24 anni, sono del sud e vivo al nord. Ho cercato lavoro come cameriere e sono stato rifiutato diverse volte perché non potevo lavorare in una trattoria tipica con questa fastidiosa cadenza del sud, sono stato rifiutato perché, in quanto terrone, non avrei rispettato gli orari di lavoro.
Nella città in cui vivo non mi sono integrato e chiacchiero solo con gli altri terroni come me. Ci ritroviamo nel bar di fiducia a parlare di quanto ci manca il mare e, nel frattempo, qualche anziano pavese ci insulta perché “siamo venuti qui a rubare il lavoro ai lombardi”. Un giorno ero all’ASL in fila, aspettando il mio turno. Ad un certo punto, non ricordo bene il motivo, ma faccio qualche passo in avanti e poi torno al mio posto. In quel momento un signore, che era in fila con me, inizia a scaldarsi e insultarmi. Il motivo? Pensava che volessi raggirare la fila e fare il furbo; quando gli ho spiegato che non era mia intenzione farlo lui mi dice (sempre urlando): “Ah ecco, sei pure un terrone, c’era da aspettarselo! Siete tutti uguali!” e poi “Parla italiano, terrone”. Sono un ragazzo di 24 anni che vive al nord e sono fiero di essere un terrone. Sono fiero di essere attaccato alle mie origini, alla mia terra e alla mia cultura. Sono fiero di essere ciò che sono e sono dell’idea che tra Nord e Sud ci sia qualcosa in comune: in entrambi i casi c’è l’ignoranza che rovina la bellezza del nostro paese!

Alessandro, 25 anni

Devo ammettere che non ho mai avuto grossi problemi nel vivere al Nord essendo calabrese. Tuttavia, una volta mi trovavo in metro e davanti a me c’erano due signore di mezza età. Parlavano di un tale direttore di Eataly che da Trieste era stato spedito “giù in Terronia” e che era più o meno, se non ho capito male, disperato. Le parole “giù-in-Terronia” mi fecero un certo effetto. Ricordo che mi era venuta voglia di alzarmi e di dire a quelle due qualcosa, non so esattamente cosa, ma qualcosa. Non ricordo di essermi sentito discriminato in altri frangenti, ma forse sono stato  semplicemente a contatto con persone che o non pensano male di me e del posto da cui provengo o che, banalmente ed educatamente, hanno la creanza di non dirmi certe cose in faccia.

 

6 pensieri su “Diversità e pregiudizi: vivere al nord quando si è di giù

    1. “Ci teniamo a sottolineare che essendo una rubrica di “pregiudizi” evidenziamo questi ultimi, e quindi, gli aspetti possiamo dire negativi, ma questo non implica che non ne esistano molti più che positivi”. Lo abbiamo specificato all’inizio dell’articolo. É una rubrica sui Pregiudizi, quindi, parliamo di quelli. Purtroppo, nonostante al nord ci siano tante brave persone, ci sono ancora casi di pregiudizio nei confronti dei meridionali, come le tre testimonianze di Giovanna, Andrea e Alessandro testimoniano.

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      1. Scusate se vi siete sentiti “offesi” dal mio commento, non era rivolto alla vostra rubrica e tanto meno a voi, probabilmente mi sono espressa male ma volevo soltanto menzionare 1uqnto io personalmente sono contraria a queste forme di pregiudizi. Tutto qua scusatemi

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      2. Figurati, non era per offendere nessuno. Io sono meridionale, ma vivo in Lombardia da cinque anni. Ho tanti amici e amiche del nord che mi hanno sempre trattata benissimo. L’obiettivo non é fare di tutta erba un fascio, ma dare spazio a chi, purtroppo, ha vissuto discriminazioni a causa della sua origine. Grazie per leggerci e alimentare dibattiti costruttivi.

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  1. possiamo affermare tranquillamente che questi pregiudizi nei confronti dei meridionali esistono e sono abbarbicati tenacemente nella gente del nord tanto che possiamo parlare anche di razzismo.
    Io sono partenopeo e quando leggo episodi del genere mi rivolto tenacemente. Vorrei ricordare a questi nordisti che quando dalle loro parti c’erano le cosiddette Signorie, Napoli era un Regno ed era centro, punto di riferimento per le grandi menti del secolo….
    basta con queste denigrazioni gratuite!!!

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