Egon Schiele: dalle accuse di pornografia a Gli amanti

“Nessuna opera d’arte erotica è una porcheria, quand’è artisticamente rilevante, diventa una porcheria solo tramite l’osservatore, se costui è un porco”

Egon Schiele

Egon Schiele: biografia dell’artista

Egon Schiele (Tulln an der Donau, 1890 – Vienna, 1918) è stato uno dei più importanti artisti del panorama austriaco ed europeo del secolo scorso. È stato uno dei massimi esponenti della corrente espressionista ed un pittore e incisore molto prolifico: ha realizzato circa 350 dipinti e 2800 tra acquerelli e disegni.

Egon nasce in un piccolo paese austriaco, nei pressi di Vienna. La sua adolescenza viene interrotta quando ha solo quindici anni, nel 1905, a causa della morte di suo padre. La tutela di Egon viene affidata a suo zio, che ne riconosce il talento artistico e lo fa iscrivere all’Accademia di Belle Arti di Vienna.

Nel 1912, viene accusato di aver sedotto e rapito una giovane modella di quattordici anni. Subisce un processo rischiando una condanna alla prigione. In attesa della sentenza viene segregato in prigione per un mese e gli vengono confiscati 125 disegni. Al termine del processo le accuse più gravi decadono, resta solo quella di avere esposto opere considerate pornografiche.

Con lo scoppio della Prima guerra mondiale, Schiele viene chiamato al fronte, anche se non in prima linea, anche se ciò non lo salverà da una morte prematura. Il 28 ottobre del 1918 infatti la moglie, Edith, incinta di sei mesi, muore di febbre spagnola. Egon la seguirà qualche giorno dopo, avendola contratta anche lui, il 31 ottobre.

Egon Schiele: “Gli Amanti”

Uno dei temi ricorrenti dell’iconografia di Egon Schiele è l’amplesso.

Il capolavoro assoluto che l’artista realizza nel 1917 su questo tema è Gli amanti, oggi a Vienna, presso l’Österreichische Galerie Belvedere. Davanti a questo quadro troverete una piccola panca e se siete abbastanza fortunati, sopra non ci troverete nessuno e potrete godervi la vista fronte a fronte di questo meraviglioso dipinto.

Gli amanti egon schiele
Gli amanti di Egon Schiele

La prospettiva adottata da Schiele è a volo d’uccello, vediamo i due amanti, avvinghiati in un abbraccio che sembra indissolubile. Il volto di lui vicino a quello di lei, come se stesse sussurrandole qualcosa. I due non sono stesi su un letto ben rimboccato, ma su un semplice lenzuolo che termina in turbinii di pieghe in basso a sinistra, che richiamano il vorticoso movimento dei riccioli della donna in alto a destra. La linea nervosa di Schiele segue ogni dettaglio, dai decori della coperta, alle lunghe dita dei protagonisti. È una linea complessa, che si piega e ripiega seguendo i panneggi angolosi e i giochi della stoffa.

Nelle opere di Schiele, come anche nei ritratti di Arthur Roessler (1910), Eduard Kosmack (1910) ed Erich Lederer (1912-1913), le mani sono sempre esageratamente grandi e ossute, senza grazia, con le nocche gonfie e che si “accartocciano in un campo nodoso”.

I colori sono avvolgenti, caldi e luminosi e sembrano irradiare energia ben oltre i confini della tela. La pelle sembra graffiata da piccoli segni di colore, mettendo a nudo la volumetria di ogni muscolo e nervo. È il tema del “ritorno all’utero”, il rifugiarsi l’uno nel corpo dell’altra, nascondendo il proprio volto al fine di non vedere e di non essere visti.

Penso che Egon Schiele sia stato un genio dell’arte in un momento storico sicuramente prolifico dal punto di vista pittorico, ma ancora non pronto alle novità stilistiche e alla sensibilità mostrate dal giovane artista austriaco. Il suo tormento, alimentato da un periodo di euforia che terminerà in una generazione annullata, a causa della guerra e della spagnola e dai propri drammi personali venne scambiato, troppo superficialmente, con perversione. Forse perché era più facile accusarlo di essere un pervertito, piuttosto che accettare l’angoscia e il senso di inquietudine propri dell’epoca in cui lui viveva e che stava mettendo, quadro dopo quadro, a nudo.

di Giovanna Pasciuto

5 pensieri su “Egon Schiele: dalle accuse di pornografia a Gli amanti

  1. Circa cinque anni fa, ormai, giravo tra le stanze del museo Belvedere senza avere alcuna fretta di trovare alcun quadro in particolare, dal momento che non ne conoscevo nessuno (tranne “il bacio” di Klimt, credo). E quando mi sono imbattuta ne Gli amanti (un abbraccio) di Schiele mi sono subito fermata; è stato un colpo di fulmine, mi sono innamorata di quel quadro e ho sentito il bisogno di restare lì a fissarlo e osservarlo bene. Credo di essere stata lì almeno una mezz’ora buona, se non di più. E’ di gran lunga il mio quadro preferito, mi ha lasciato un’emozione indescrivibile.
    Ho avuto poi la fortuna di tornare a Vienna e al Belvedere poco dopo, e rivederlo è stato decisamente un piacere. Non so, quel quadro mi dà l’impressione che voglia raccontare l’amore eterno: i due soggetti pare si stiano per lasciare, ma lo stanno facendo con reciproca consapevolezza, sapendo che il loro amore li terrà per sempre legati.
    E sono decisamente d’accordo con te, Schiele è un genio dell’arte, e meriterebbe più riconoscimento.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...