Intervista a Harry Greb: lo street artist tra attualità e ironia

Harry Greb è uno street artist romano ed è solito commentare i temi di stretta attualità con le sue opere. L’avrete probabilmente sentito per la sua opera su Papa Francesco in versione Kill Bill, con tanto di katana e pantaloni gialli dopo l’episodio dello schiaffo a una fedele che lo aveva strattonato in Vaticano. Ma la sua arte non è solo dettata dall’ironia. Spesso sostiene battaglie internazionali come quella in onore di George Floyd o quella per l’estensione delle cure mediche negli USA.

Tornando a personaggi italiani, Harry Greb omaggia talvolta grandi personalità della cultura popolare come Alberto Sordi, Anna Magnani e altri nomi che hanno fatto la storia dello spettacolo, che posta sempre sul suo profilo Instagram. L’ultima opera citata anche da molte grandi testate è stata il murale intitolato Il Maestro raffigurante Ennio Morricone con in mano il premio Oscar e con in testa una sorta di corona-aureola.

Gli abbiamo fatto qualche domanda per sapere di più su di lui.

Intervista a Harry Greb

– Cos’è per te l’arte?

L’arte per me è sentimento. É poter liberamente esprimere sensazioni da condividere con gli altri. É creatività, è un’idea che si concretizza e che diventa accessibile a tutti, che sorprende ed emoziona.

Cosa ti spinge ad andare in strada e a farne arte?

Mi spinge il desiderio, quasi l’esigenza di condividere un messaggio, quello in cui credo. La strada è un luogo accessibile a tutti, senza filtri con un impatto immediato che avvicina lo spettatore all’opera.

– Quale tecnica artistica preferisci usare?

Amo sperimentare a seconda delle esigenze. Le definizioni delle tecniche usate non mi interessano, preferisco seguire l’istinto. Ogni opera ha le sue peculiarità. Ultimamente parto da una progettazione grafica al computer per poi passare alla fase più delicata, cioè l’applicazione in strada. Ho iniziato e tutt’ora faccio anche originali su canvas. Quindi dipende dai momenti.

– C’è un pubblico ideale a cui ti rivolgi?

Non ho un pubblico ideale a cui rivolgermi. Mi rivolgo a tutti, non necessariamente a chi si intende di arte, anzi mi piace l’idea che anche la signora curiosa, tornando a casa con la spesa, possa fermarsi perché colpita dall’immagine e rifletta, traendo le proprie sensazioni. A volte rimango in disparte ad ascoltare e vedere le reazioni delle persone. Mi piace molto.

– Quali emozioni vorresti suscitare in chi guarda i tuoi lavori?

Sorpresa, sorriso, riflessione. Sorpresa perché mi piace stupire anche provocando. Sorriso perché l’ironia è la parte fondamentale delle mie opere e riflessione perché non c’è messaggio senza una reazione.

– Ci sono street artist italiani per i quali provi stima?

In realtà personalmente non ne conosco nessuno, quindi parlare di stima credo sia prematuro. Apprezzo Laika e il suo impegno sociale però non conosco neanche lei. Poi ce ne sono altri molto bravi, credo che in italia questo tipo di arte abbia diversi interpreti che meritano attenzione.

Cosa pensi dei lavori su commissione? Ne realizzi qualcuno?

Essendo questo per me anche un lavoro realizzo opere su commissione pur preferendo che la richiesta attinga direttamente dal mio repertorio. E comunque anche la commissione deve essere un tema condiviso altrimenti non avrebbe senso.

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