Cultura araba vs cultura occidentale: l’opinione di Giorgia

Diversità e pregiudizi? Come ne abbiamo già parlato nell’introduzione della rubrica, sono un tema sempre molto attuale e uno dei più critici, anche tra i giovani. Oggi affronteremo l’argomento della diversità declinato però nella religione, in particolare, i pregiudizi che occidentali e arabi hanno gli uni degli altri.

Chi lo può spiegare meglio di una ragazza che ha nel suo DNA entrambe le culture? Ecco la testimonianza di Giorgia Riccio, 20 anni, nata da mamma siriana e papà italiano.

Giorgia Riccio

Pregiudizi e diversità di culture

Come ben sappiamo, una delle cose che hanno in comune il mondo occidentale e quello medio-orientale sono gli stereotipi e/o pregiudizi che hanno gli uni verso gli altri. Per gli occidentali, il mondo arabo, ovvero quello che comprende la fascia nord africana e il medio-orientale è un mondo a sé, con caratteristiche particolari che gli occidentali, alle volte, non comprendono e non accettano. Partiamo con il primo stereotipo che è forse quello che ricopre un peso maggiore nella mente di tutti noi occidentali: la religione. In medio-oriente sono nate tutte e tre le religioni monoteiste. Prima di tutte l’ebraismo, poi il cristianesimo e infine l’islamismo. L’islam, insieme al cristianesimo, è una delle religioni più diffuse al mondo e conta circa 1,6 miliardi di praticanti di cui il 91,2% si trova in Medio-Oriente e Nord Africana.

Chi nella sua vita non ha mai fatto un pensiero su questa religione e le sue caratteristiche? Beh, credo tutti. Quel che abbiamo visto negli ultimi anni sono rappresentazioni (errate) di una religione, che hanno aiutato ad amplificare pregiudizi e stereotipi su di essa. Noi occidentali, essendo un popolo che ha sempre guardato alla libertà come al diritto fondamentale per eccellenza non riusciamo a tollerare tutto ciò che i canali mediatici ci fanno vedere. Proprio per questo non riusciamo a concepirla come una religione, perché, una religione veramente permette tutto questo? E inoltre, che cos’è che veramente salta all’occhio di noi occidentali?

Primo di tutti è il ruolo della donna, secondo molti forzata ad indossare un indumento che le copra non solo i capelli, ma anche il corpo e che questo sia un obbligo imposto dal capo famiglia. L’indumento in questione è il burqa (o burqa completo), ovvero un abito che copre non solo la testa ma anche il corpo femminile, visto come una rappresentazione della sottomissione femminile al patriarcato e sinonimo di una religione chiusa, che non permette evoluzione. Ma è veramente così che va? Assolutamente no. Il burqa è un fattore culturale, tipico di alcune popolazioni, indipendente dalle prescrizioni culturali dell’Islam.

Parliamo ora di un altro pregiudizio, o credenza che hanno gli occidentali del mondo arabo e degli arabi. Sempre legato alla religione, l’occidentale medio pensa che, in quei paesi non esiste un’altra religione, che siano tutti musulmani. Sbagliato! Come abbiamo detto in precedenza, il medio-oriente è la culla di tutte le religioni monoteiste e come tale, vi troviamo tutte e tre le religioni.

Passiamo ora al mondo arabo, e di come esso guarda al mondo occidentale.

Parlando con gli arabi possiamo dire che essi siano affascinati dal mondo occidentale, per la sua storia, per la sua cultura e per la sua caratteristica di “mondo aperto”. Un paese come il nostro è un paese ricco di storia, di bellezza da visitare e sono in molti a rimanerne affascinati. Però, c’è sempre un però. Vedere il nostro mondo come un “mondo aperto” è per gli arabi sia affascinante che oggetto di disapprovazione. Ma perché disapprovazione? Il comportamento degli occidentali è libero, perché come abbiamo detto ci sentiamo in dovere di difendere la nostra libertà e comportarci come meglio crediamo. Ed è proprio questa caratteristica che non è accettata, approvata. Gli arabi “vecchio stampo” vedono questo comportamento come poco rispettoso, e indecoroso.

Ma arriviamo al dunque. La domanda che mi pongo è la seguente: Com’è possibile che in un mondo aperto, nel quale viaggiare è diventato il passatempo preferito di ognuno di noi, ci siano ancora questi pregiudizi?  Ve lo sta chiedendo una italo-siriana, nata a Roma ma che, oltre ad avere come “bagaglio personale” la sua cultura, ha anche quella araba.

Da italo-siriana posso dire che questi pregiudizi sono ancora molto attuali e insiti nelle nostre menti. Questo lo dico perché in molti mi hanno chiesto che religione praticassi, altri invece lo hanno dato per scontato. Molti invece mi hanno guardata sorpresa perché non indosso il burqa e quindi ho dovuto spiegare che la maggior parte delle donne musulmane in Siria indossano il velo (o Hijab), che indossarlo è una scelta non solo dell’uomo ma anche della donna e che il burqa, come abbiamo già detto è solo un fattore culturale tipico di alcune popolazioni. Tantissimi mi hanno chiesto come fosse veramente lì, come fosse la Siria con le sue tradizioni, e ho potuto rispondere semplicemente che è affascinante. Si tratta di un paese pacifico, composto dall’87% di abitanti di fede musulmana e il 13% di fede cristiana che vivono pacificamente gli uni con gli altri. Molti dei nostri vicini a casa sono musulmani e quando ero piccola andavo sempre a trovarli. Per capirci meglio, posso descrivere la Siria come il nostro Sud Italia. È un paese caloroso, dove le tradizioni sono importanti e vengono rispettate, dove la famiglia è tutto, e quando si sta insieme si fa un gran casino. È meravigliosa, e ricca come noi di storia. Aleppo e Damasco sono due delle città più antiche al mondo. Le loro strade, così come le nostre, raccontano storie, e molte architetture sono proprio romane.  E per sfatare un altro pregiudizio, i miei parenti amano l’Italia, la sua apertura al mondo, e la sua bellezza.

Quel che raccomando a tutti è quindi di viaggiare, visitare e di aprire la mente a tutte le culture affinché di esse si possa coglierne il buono e il bello, senza lasciare che pensieri errati invadano la nostra mente e la offuschino. Fidatevi di un’Italo-Siriana, non ve ne pentirete!!

di Giorgia Riccio

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