Le notti bianche di Dostoevskij: trama e analisi

“Era una notte splendida, una di quelle notti che capitano, soltanto quando si è giovani, caro lettore…”

Fëdor Dostoevskij
Le notti bianche Dostoevskij trama e analisi
Copertina “Le notti bianche” di Fëdor Dostoevskij – Twitter

Avete presente quella folla di persone che vedete tutti i giorni? Sì, proprio quella folla tra cui camminate che è troppo impegnata a pensare alle frivolezze, agli impegni superficiali, ai loro vuoti ordinari colmi di giornate ripetitive. Ecco, tra questa gente si nascondono delle persone, diverse dal collettivo: i sognatori, che guardano oltre all’ordinario e lasciano spazio ai loro sogni più reconditi.

Ecco, a quelle persone voglio parlare di questo romanzo. Piccolo, non molto ingombrante, da portare con sé e leggere in un angolo della strada, su una panchina di un parco durante un pomeriggio primaverile, oppure meglio, nel cuore della notte, perfetto appuntamento per le anime sognanti.

Le notti bianche: trama e analisi

Le notti bianche di Dostoevskij, un libro breve ma che non basta una recensione per descriverne la sua bellezza, a partire dalla scrittura, come dalla storia; ma andiamo per ordine.

È la storia di un uomo, che vive un profondo senso di inquietudine e di tristezza. Passeggia tra le vie della città di Pietroburgo del periodo ottocentesco, una città che un tempo le appariva la sua più cara e sincera amica, ora invece estranea ai suoi occhi. Respira ad ogni passo la sua solitudine, il suo vuoto di una vita che gli appare senza senso, finché non incontra una giovane donna la cui bellezza non lo lascia indifferente e grazie ad un episodio spiacevole accadutole, essi si ritroveranno sulla stessa panchina, per quattro notti di fila, in cui parleranno dei loro timori, delle loro illusioni, speranze, amori.

Il libro travolge il lettore sin dalle prime parole. La descrizione dei luoghi come anche questo profondo stato d’animo del protagonista vengono sentiti particolarmente. Il lettore riesce a farli quasi propri. La scrittura dal lato articolato non è un punto a sfavore, anzi mette in evidenza la differenza del linguaggio tra quello attuale e quello del periodo storico in cui è stato scritto. Nonostante ciò, non si può non notare l’attualità delle tematiche trattate, che fanno parte da sempre dell’animo umano e che quindi permette al lettore di esserne coinvolto maggiormente, sentendole parte di sé.

La psicologia dei due protagonisti è altrettanto attuale, quanto percettibile. Abbiamo da un lato il nostro protagonista, ormai un po’ in là con gli anni ma non arrendevole, alla ricerca di un amore, quello puro che vede negli occhi della giovane protagonista. Lei invece, giovane di fuori, al fior fiore dei suoi anni, ma dall’animo provato, di un amore perso e ormai andato via.

Le quattro notti e questa panchina, che faranno da sfondo alla storia delle due anime permettono al lettore di dare spazio all’immaginazione e i vari dialoghi che si scambiano i due giovani protagonisti sembrano quasi un monologo che si può fare con noi stessi, magari in un momento particolare della nostra vita in cui ci siamo persi, e abbiamo bisogno di ritrovarci.

Che dire di questo libro, come si può descrivere? Passionale? Platonico? Triste? Personalmente, solo una parola mi viene in mente: sognante. E a chi ama sognare ne consiglio la lettura.

Paola Pignataro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...