Intervista a Miriam Ayaba: da Milano al palco di The Voice

Miriam Ayaba si è fatta conoscere sul piccolo schermo con The Voice 2019. Classe 1997, è nata in un piccolo comune di Mantova. Affascinata sin da piccola dalle culture straniere, si è avvicinata al mondo della musica, sperimentando i suoni di diversi paesi. Per approfondire i suoi studi Miriam si è trasferita a Milano, dove ha iniziato ad esibirsi per strada, e producendo i suoi primi singoli inediti. Il suo è uno stile urban – underground, e i suoi pezzi hanno la voglia di differenziarsi.

Affascinate e incuriosite soprattutto dal suo singolo Amazzonia, un vero e proprio inno femminista, la abbiamo intervistata per sapere di più su di lei.

Miriam Ayaba – Twitter

Intervista a Miriam Ayaba

Ciao Miriam, parlaci di te. Come ti definiresti/presenteresti a chi ancora non ti conosce?

Ciao FreedArte, io mi chiamo Miriam Ayaba e sono un’artista urban italiana.
Nel mio percorso musicale e non cerco di portare avanti le mie battaglie contro le discriminizioni verso le minoranze,  che siano di genere, omofobe o razziste.

Ti sei trasferita da Mantova a Milano. Come ti ha influenzata la città di Milano? (Nella musica e nella vita)

Anche se ora non abito più a Milano ci ho vissuto tre anni e devo dire che è un’esperienza che mi ha cambiata nel profondo. Musicalmente parlando devo dire che in città ho trovato e fatto mia la mia vera e più profonda identità artistica, grazie anche alle influenze costanti a cui ero sottoposta, vivendo in una casa di artisti.
Ho sviluppato il mio stile, ora so come mi piace presentarmi al mondo. A livello di vita sono cresciuta. Ho lavorato tanto, per strada, davanti ai supermercati, negli aeroporti. Ho vissuto amori ed amicizie profonde, storie da raccontare, sento la mia vita a Milano quasi come un avvincente film.

Qual é il primo ricordo che hai della musica? Quali sono i cantanti a cui guardi? (italiani e non)

Il primo ricordo che ho della musica sono i cartoni Disney, in particolare quello di Hercules,  che più di tutti mi ha infuso l’irrefrenabile voglia di cantare come le muse che cantavano il protagonista.
I cantanti che ho sempre ascoltato e da cui traggo costantemente ispirazione sono i grandi del blues, soul, jazz, come ad esempio Ella Fitzgerald, Ray Charles,  Stevie Wonder, Etta James, Aretha, ecc.
Per quanto riguarda gli artisti più recenti, oltre all’incommensurabile Beyoncé, che ritengo sia il mio più saldo punto di riferimento, ultimamente mi sono avvicinata molto ad artiste come Lizzo, Summer Walker o anche Ari Lennox.

Sappiamo che Ayaba é un nome d’arte e parola che vuol dire ‘Regina’, perché hai deciso di utilizzare proprio questa parola? 

Ho deciso il mio cognome d’arte “Ayaba” un po’ di getto. Volevo che il significato mi rappresentasse ma mi ricordasse anche chi sono e chi voglio essere. Io voglio essere una regina, e me lo devo ricordare. Oltretutto il mio nome inizia e finisce con una stessa lettera, ho pensato che sarebbe stato carino che il mio cognome facesse lo stesso.

Cosa é stato per te The Voice? Pensi che abbia cambiato la tua vita? E se la risposta é affermativa, in che misura lo ha fatto?

The Voice per me è stata una bella sfida è una grande opportunità, era il punto di partenza che stavo cercando trasferendomi a Milano.
Ha sicuramente cambiato la mia vita, sono una persona diversa, forse che ha sofferto di più ma anche che ha imparato molto.

Il pezzo che portasti a The Voice, “Amazzonia” é un inno all’accettazione di se stesse e un manifesto femminista pieno di grinta. Cosa vorresti e/o speri di  trasmettere al tuo pubblico femminile attraverso i tuoi pezzi?

Spero di trasmettere al mio pubblico femminile la forza di andare avanti e di combattere per i propri diritti, la forza di non farsi schiacciare da una società che ci vuole tenere a bada, che non ci vuole vedere brillare. Vorrei essere attraverso i miei pezzi quell’amica che è lì con te e ti dice che c’è la puoi fare, perché sei una fottuta QUEEN.

C’è un tema che i media dovrebbero affrontare di più secondo te?

I media dovrebbero affrontare diversamente e in modo più sincero e approfondito tanti temi su cui è silente, basti pensare a tutti gli atti omofobi, razzisti e sessisti che il nostro paese lascia passare, perché non li racconta e denuncia al pubblico. 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Per il futuro ho in programma un album già pronto e svariati featuring, vediamo cosa avrà in serbo con noi questo 2020!

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