Intervista a Gianluca Costantini: quando i fumetti sono arte e denuncia

È uno dei più grandi fumettisti italiani, conosciuto per la sua tecnica del graphic journalism, ovvero storie a fumetti con una impostazione giornalistica. Gianluca Costantini è un artista ma anche un attivista: combatte le sue battaglie sui temi più scottanti di rilevanza nazionale e internazionale attraverso il disegno.

Per il suo impegno sociale è stato censurato sul web dal governo turco e ha suscitato controversie in Francia per un fumetto sull’attentato alla sede di Charlie Hebdo del 2015. Attualmente collabora con portali di informazione come la CNN, POST, Focus e Graphic News e con organizzazioni umanitarie come ActionAid, Amnesty, Cesvi e Oxfam. FreedArte l’ha intervistato per capire di più su di lui e sul suo concetto di arte.

Intervista a Gianluca Costantini

Cos’è per te l’arte e come definiresti il graphic journalism?

L’arte può essere tante cose. Quello che mi interessa è fare un’arte che influenzi il sistema e che cerchi di cambiarlo, oppure metterlo in discussione… un’arte che interagisca con la comunità, un’arte che condivide e non impone. Per quanto mi riguarda l’arte è un modo per navigare nel disagio, nel conflitto, nell’aiuto all’altro, un modo per lavorare con lo spazio politico e civile. L’arte deve essere qualcosa che mi aiuta a non guardare dall’altra parte.

Il graphic journalism è un nuovo modo di essere del fumetto. Si tratta di una sperimentazione che cerca di raccontare con il linguaggio e la grammatica del fumetto la realtà che ci circonda con una forte presa di posizione da parte del disegnatore.

Qual è il primo ricordo che hai dell’arte e come hai iniziato?

Ho iniziato veramente molto tempo fa, forse quasi trent’anni fa, Il mio primo ricordo forse è quello di voler essere un artista, di far parte di quel mondo magico che leggevo nei libri e nei cataloghi. La mia formazione parte da Rimbaud, le sue poesie e la sua vita sono un esempio da guardare, sempre. Ho iniziato facendo qualche mostra già al tempo delle superiori quando frequentavo l’Istituto d’arte, dove io ed altri amici avevamo l’urgenza di mostrarci.

Perché ti esprimi proprio attraverso disegni? Con quale tecnica li realizzi e a cosa ti ispiri per la loro creazione?

Ritengo il disegno l’arte principe, quella con cui tutto inizia e mi piace unire le parole al disegno, come un calligrafo dell’arte islamica. Uso più tecniche possibili dal pittorico al digitale, la tecnica è schiava del messaggio nel mio lavoro: cambia dal suo obiettivo.

Qual è e quanto è grande la forza comunicativa di un disegno? Cosa può aggiungere e in cosa è differente da una fotografia?

Per quanto riguarda la mia esperienza personale il disegno è molto potente, colpisce le persone che lo guardano come una freccia. Il disegno è molto diverso dalla foto, con un disegno puoi descrivere la realtà, ma anche se sei il più fedele possibile sarà comunque diverso; anche se ricalchi una foto, il risultato sarà diverso da quello che voleva dare il fotografo. Il disegno è molto soggettivo, riguarda il modo di vedere dell’artista, riguarda la sua memoria. Quando fai un ritratto di una persona, la guardi, poi chini lo sguardo verso il foglio e quello che si disegna è già memoria.

Rapporto arte-realtà. Secondo te l’arte dovrebbe sempre essere in stretto contatto con la realtà che la circonda e deve pretendere di rappresentarla in maniera oggettiva?

L’arte rappresenta la realtà, sempre, anche quando il quadro è astratto. Tutto viene dalla realtà. Per me è molto importante che l’arte entri nella realtà, fisicamente. Quando realizzo un disegno, poi vedo una foto di una persona che lo tiene in mano e vedo che quel disegno la riguarda… allora vuol dire che raggiungo il mio scopo. Vedere i miei disegni alle manifestazioni, oppure usati dagli attivisti in ogni parte del mondo, questo fa sì che la mia arte sia giusta, questo trascende dal campo dell’arte, entrando nella natura quotidiana delle persone, un’arte che le fa pensare e agire. La mia è un’arte politica, un’arte fuori moda, scomoda, giuridicamente scomodo. L’arte per me è una conoscenza scomoda.

Sappiamo che usi molto i social, in particolare Twitter. Cosa cerchi di comunicare e quale pubblico vuoi raggiungere?

Ritengo Twitter il mio studio, il mio studio d’artista nella realtà. Con Twitter sono venuto in contatto con moltissime persone e in luoghi lontanissimi, inoltre, esso mi serve anche come ariete per scontrarmi con i poteri forti, i governi i politici. Twitter è la rete sono la quarta dimensione della mia vita… sono una parte della mia realtà.

Vedendo alcuni tuoi lavori, si percepisce un forte senso di rabbia verso le ingiustizie e una grande fame di libertà. In che misura i tuoi lavori ti fanno sentire libero, nonostante tutto? Credi nel connubio arte-libertà?

Io sono una persona positiva che non ha mai subito una repressione della propria libertà, vorrei che per gli altri fosse lo stesso, ma non è così. Gran parte delle persone subiscono ingiustizie, torture, soprusi dai poteri più forti di loro. Amo aiutare le persone e questo mi ha dato molto, sono stato molto generoso: ho realizzato migliaia di disegni per gli altri, ma ho ricevuto moltissimo indietro. Si credo che la libertà e l’arte siano collegati, se un artista è libero può esprimersi per tutti gli altri, anche per chi non lo è.

View this post on Instagram

Alla fine lo abbiamo fatto veramente! Da oggi #Bologna chiede libertà per Patrick Zaki anche così. Grazie al sindaco di Bologna Virginio Merola a tutto il suo staff e uno speciale ringraziamento a @tmcpubblicita Foto Giorgio Bianchi Comunicato del Comune di Bologna Da questa mattina un grande cartellone che chiede libertà per Patrick Zaki si trova sulla facciata di Palazzo dei Notai in Piazza Maggiore a Bologna, nello spazio pubblicitario che protegge i lavori in corso e che in questo periodo è disponibile. Il disegno è opera dell'artista Gianluca Costantini e la realizzazione è stata curata a spese dell'azienda TMC Pubblicità di Milano, concessionaria dello spazio, con il patrocinio non oneroso del @comunedibologna L'installazione vuole confermare la richiesta al governo egiziano di rilasciare lo studente iscritto al Master Gemma dell'Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, arrestato in Egitto lo scorso 7 febbraio e ancora in stato di detenzione preventiva. "La libertà per Patrick Zaki è la richiesta di una città intera, dal Comune all'Ateneo oltre che di tutti coloro che hanno a cuore i diritti umani – affermano il Sindaco di Bologna, Virginio Merola, e il rettore dell'Università di Bologna, Francesco Ubertini -. Grazie all'artista Gianluca Costantini, che ha avuto questa idea, e all'agenzia TMC per la sensibilità dimostrata". #FreePatrick #ComunediBologna Alma Mater Studiorum – Università di Bologna @unibo @amnestyitalia

A post shared by Gianluca Costantini (@channeldraw) on

Molte tue opere, come il recentissimo lavoro di street art su Patrick Zaki, esprimono un forte valore di denuncia sociale e politica. Quanto pensi l’arte possa incidere sulla società contemporanea e di conseguenza, sulla nostra politica?

Non definirei il lavoro su Patrick Zaki street art, ma più come un’azione, forte e condivisa. Il disegno sembrava incollato nella realtà, quando si era in piazza sembrava di guardare un fotomontaggio reale. Il disegno è stato un’azione voluta dalle istituzioni e accolta come un abbraccio dalle persone. Azioni artistiche come queste possono influenzare la società e la politica contemporanea.

Cosa consiglieresti oggi a un giovane che vuole intraprendere la carriera da vignettista e che guarda ai tuoi lavori con ammirazione?

Non so, io non mi ritengo un vignettista, ma un artista. Se qualcuno vuole seguire il mio percorso, deve prima di tutto amare gli altri e mettere da parte il suo ego artistico. Deve viaggiare e andare a conoscere gli artisti che ama, frequentarli. Deve pensare che magari non farà l’artista per sempre, forse anche solo per un breve periodo, ma che quel periodo dovrà essere intenso e appassionato. 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...