Dieci piccoli indiani: trama e analisi del libro di Agatha Christie

Dieci piccoli indiani: le caratteristiche

Dieci piccoli indiani (titolo originale Ten Little Niggers) è un romanzo giallo della celeberrima Agatha Christie. Pensato come romanzo a puntate, uscì all’inizio sul giornale inglese Daily Express in 23 parti, senza divisioni in capitoli. Fu poi pubblicato come libro in Gran Bretagna nel 1939.

Descritto dalla stessa scrittrice che “uno dei libri più difficili da scrivere”, con il suo sensazionale record di 110 milioni di copie, è il libro giallo più venduto al mondo. Si trova quindi all’undicesimo posto nella classifica dei best seller con più incassi della storia e al terzo posto se consideriamo solo i romanzi,

Copertina “Dieci piccoli indiani” – Twitter

Sicuramente si tratta dell’opera più famosa e conosciuta della grandissima Agatha Christie, maestra del genere giallo. Questa storia rappresentò una vera e propria novità all’interno del mystery classico degli anni Trenta.

  • Manca la figura dell’investigatore
  • Tutti i personaggi hanno commesso un reato (nessuno è innocente)
  • C’è un personaggio che conosce il passato e i crimini di tutti gli altri.I protagonisti del romanzo, arrivano su un’isola deserta sulla quale pensano di recarsi per motivi lavorativi, grazie a una imbarcazione, guidata da un barcaiolo di nome Fred Narracott, in cui F. Pezzini ha addirittura visto il personaggio del Caronte dantesco.

La storia conserva comunque alcune analogie con il romanzo giallo tradizionale:

  • il fatto che il romanzo inizia con un omicidio
  • la presenza del classico tema dell’isolamento di un circolo di persone in uno spazio limitato e limitante
  • il fatto che l’opera termini con la spiegazione puntuale e razionale di quanto è accaduto nelle pagine precedenti

Dieci piccoli indiani: la trama

Alzò solennemente una mano e ammiccò con gli occhi cisposi. «State all’erta e pregate» disse. «State all’erta e pregate. Il giorno del giudizio è vicino.»
Si lasciò scivolare sulla banchina, ma non riuscì a tenersi in piedi e cadde. Da quella posizione, guardò il signor Blore, e insistette con dignità: «Dico a lei, giovanotto. Il giorno del giudizio è molto vicino».
Mentre tornava a sedersi, il signor Blore pensò: “E’ più vicino lui di me al giorno del giudizio, questo è sicuro!”.
E invece, come dimostrarono gli eventi, aveva torto…

Otto persone vengono invitate a soggiornare, per motivi diversi, su un’isola chiamata “Nigger Island” per la sua forma a ‘testa di negro’. Nessuno conosce l’identità del padrone della tenuta dove vengono inviati, ma tutti accettano l’invito e al loro arrivo sull’isola vengono accolti da due maggiordomi, i Rogers.

Prima di cena gli invitati si sistemano nelle camere dove, in ciascuna, si trova una poesia; i protagonisti sono dieci ‘negretti’ che vengono uccisi uno dopo l’altro. Nessuno ci fa molto caso e insieme scendono a cena. Dopo cena una voce, proveniente dal grammofono della stanza affianco, azionata dai Rogers sotto ordine di U.N.Owen (il proprietario dell’isola) accusa gli invitati di aver commesso, nessuno escluso, maggiordomi compresi, un omicidio.

Ciascuno a turno spiega il fatto accaduto, cercando di scagionarsi, anche dichiarando il falso. Poco dopo Anthony Marston beve dal suo bicchiere e cade a terra. Il dottor Armstrong, uno degli invitati sull’isola, ne dichiara la morte per asfissia da cianuro di potassio. Il mattino seguente, il Signor Rogers sveglia il dottor Armstrong dicendogli che la moglie non riesce più a svegliarsi. Il medico, dopo aver visitato la Signora Rogers, annuncia che quest’ultima è morta nel sonno per cause estranee. Uno ad uno, i personaggi vengono uccisi secondo le modalità illustrate dalla filastrocca presente nelle loro stanze

La vera protagonista del romanzo è  dunque la Morte, colei che detta le regole e che arriva quando i personaggi meno se lo aspettano. La Morte viene presentata, tra le pagine del romanzo, come detto, sotto forma di filastrocca, che con il suo ritmo gestisce e articola i terribili eventi che si succedono sull’isola. Uno dopo l’altro, i “dieci piccoli indiani” cascano a terra proprio come dei birilli al ritmo di questa cantilena:

Dieci poveri negretti se ne andarono a mangiar: uno fece indigestione, solo nove ne restar.
Nove poveri negretti fino a notte alta vegliar: uno cadde addormentato, otto soli ne restar.
Otto poveri negretti se ne vanno a passeggiar: uno, ahimè, è rimasto indietro, solo sette ne restar.
Sette poveri negretti legna andarono a spaccar: un di lor s’infranse a mezzo, e sei soli ne restar.
I sei poveri negretti giocan con un alvear: da una vespa uno fu punto, solo cinque ne restar.
Cinque poveri negretti un giudizio han da sbrigar: un lo ferma il tribunale, quattro soli ne restar.
Quattro poveri negretti salpan verso l’alto mar: uno un granchio se lo prende, e tre soli ne restar.
I tre poveri negretti allo zoo vollero andar: uno l’orso ne abbrancò, e due soli ne restar.
I due poveri negretti stanno al sole per un po’: un si fuse come cera e uno solo ne restò.
Solo, il povero negretto in un bosco se ne andò: ad un pino s’impiccò, e nessuno ne restò

La filastrocca deriva da una ottocentesca canzone popolare americana, appunto Ten little niggers, che a sua volta aveva avuto origine da una canzone ottocentesca di Septimus Winner: Ten little injuns.

È molto difficile inserire Dieci piccoli indiani all’interno di un genere preciso: poliziesco, fantastico, thriller e mystery si intrecciano dall’inizio alla fine. Questo fatto conferma ciò che Stefano Serafini aveva affermato: Agatha Christie era molto attenta alle novità letterarie provenienti dagli Stati Uniti d’America e dalla Francia.

Dieci piccoli indiani, si può parlare di plagio?

Come ho affermato all’inizio, Agatha Christie riuscì a creare un libro assolutamente originale per l’epoca. Ma, siamo sicuri che l’autrice non avesse avuto proprio nessun punto di riferimento per la sua storia?

In realtà, esiste un romanzo cui Agatha Christie si ispirò.

Nd 1930, Gwen Bristow e Bruce Manning, marito e moglie, scrissero insieme un thriller, intitolato “L’ospite invisibile”. La trama ha molti punti in comune con Dieci piccoli indiani, poiché otto persone vengono invitate in un attico e ricevute dalla servitù; c’è poi un ospite misterioso che parla loro, attraverso alcuni altoparlanti, annunciandogli che saranno i protagonisti di un macabro gioco: dovranno scoprire l’identità dell’assassino prima di essere uccisi uno ad uno.

L’Ospite invisibile, però, rispetto al capolavoro della Christie, non ne possiede né lo spessore psicologico, né l’inquietante atmosfera. L’utilizzo, invece, della filastrocca che scandisce una serie di omicidi è fatto risalire da Reggiani al celebre L’enigma dell’alfiere, giallo scritto da S.S. Van Dine.

Giovanna Pasciuto

4 pensieri su “Dieci piccoli indiani: trama e analisi del libro di Agatha Christie

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