Intervista ad Aida Diouf: la prima tiktoker e youtuber italiana con il velo

In questi ultimi giorni le vicende accadute negli Stati Uniti stanno scuotendo il mondo intero e hanno dato vita al movimento “Black lives matter”. Sui social però una giovanissima tiktoker e youtuber affronta questi temi da moltissimo tempo. Si tratta di Aida Diouf, 18 anni, di origine senegalese ma italiana a tutti gli effetti. Con la sua ironia fa divertire ma al tempo stesso riflettere e, mai come in questo periodo, sostiene la causa della parità di diritti tra bianchi e neri. FreedArte l’ha intervistata per sapere di più su di lei e sul suo utilizzo dei social.

La religione non è mai stata un ostacolo per i propri sogni,

basta andare avanti e non voltarsi

Aida Diouf
Aida Diouf

Intervista ad Aida

Ciao Aida, raccontaci un po’ di te!

Ciao mi chiamo Aida Diouf (nome completo Aida Diouf Mbengue) ho 18 anni, sono una giovane Senegalese che abita in provincia di Bergamo ma sono nata a Kaolack (Senegal) e faccio parte del team AfroInfluencers.

Ti definisci influencer? E se sì, perché e come hai iniziato?

Mi definisco una semplice ragazza che ha intenzione di cambiare i pensieri negativi che le persone hanno su noi ragazze velate, e quindi no, non mi definisco una influencer, ma chissà forse in futuro potrò essere considerata tale. Per quanto riguarda il perché, ho iniziato appunto per cercare di cambiare i pregiudizi e le idee sbagliate sulle ragazze di un’altra cultura perché di solito ci si ferma ad alcune convinzioni diffuse senza conoscere a fondo la persona. Per esempio pensano che essendo una ragazza musulmana io non possa mettere la mia faccia sui social, non possa dire ciò che penso, non possa essere una tiktoker, una youtuber e così via.. e la mia domanda è stata sempre “perché io non posso? Solamente perché sono una ragazza nera musulmana con il velo?”. Un altro motivo per cui ho iniziato è perché davanti alla videocamera mi sono sempre sentita molto a mio agio: fin da piccola ho avuto sempre questa passione legata un po’ al mondo del cinema e dell’intrattenimento.

Come pensi debbano essere usati i social network?

Penso che i social network debbano essere usati con molta attenzione perché il mondo dei social è un mondo in cui tutto viene condiviso, compresi i minimi dettagli, e la maggior parte delle volte le cose dette o scritte vengono fraintese. Quando condividiamo un pensiero dobbiamo riformularlo così che la persona che lo ascolta o legge, in questo caso i nostri followers, possa sempre capire esattamente quello che volevamo intendere. Avendo un pubblico vasto capita che condividiamo qualcosa di sbagliato oppure che ci esprimiamo in modo sbagliato e in questo modo la persona che lo riceve capirà delle cose non pienamente vere e a sua volta lo condividerà ad altri: è da qui che partono le critiche e i pregiudizi. Noi tiktoker dobbiamo far moltissima attenzione anche perché il nostro pubblico comprende soprattutto bambini e adolescenti e loro sono più facili da influenzare.

Cosa vuoi trasmettere ai tuoi follower attraverso i tuoi canali?

Tramite i miei canali/social (Instagram. Tiktok e Youtube) l’unica cosa che voglio trasmettere ai miei followers è la “libertà” di fare ciò che ognuno si sente perché mi ricordo che quando avevo appena cominciato il mio percorso sui social (ho cominciato a settembre del 2019) la prima cosa che diceva la gente è “ma non c’è nessuna tiktoker o youtuber in Italia che indossa il velo e quindi non vedo il motivo di farlo perché non avrai mai del pubblico”. Questo mi dispiaceva perché se non c’è nessuno che lo è perché io non posso essere la prima? Non è che se nessuno non lo fa allora anch’io non lo posso fare! Posso tranquillamente cominciarlo io no? Infatti finora sono la prima tiktoker/Youtuber con in velo e la più conosciuta in Italia, questa è una soddisfazione perché voglio far capire alle persone che mi seguono che la religione non è mai stata un ostacolo per i propri sogni, basta andare avanti e non voltarsi…. E quindi il valore che voglio trasmettere attraverso i miei canali è la DETERMINAZIONE.

Cosa pensi degli episodi di razzismo in America e secondo te ci sono anche in Italia?

Parlando del problema del razzismo che sta spopolando in questi giorni in America e nel mondo, è una cosa molto delicata che tocca sicuramente i neri ma anche tutta la popolazione mondiale. In tanti ci stanno supportando combattendo la nostra stessa guerra che come dico sempre non è dei neri contro i bianchi ma di TUTTI contro i razzisti e gli ignoranti. C’è molto da dire del razzismo in Italia, e sì fortunatamente non mi sono mai sentita vittima di razzismo a causa del colore della mia pelle, ma in diverse situazioni mi sono sentita in difficoltà per il mio velo, per esempio a scuola quando i miei professori mi dovevano trovare un’azienda per il mio tirocinio (stage)e mi avevano detto che dovevo togliermi il velo per poterlo fare. Questo mi sembrava molto ingiusto anche perché non trovo differenza tra chi mette e chi no! Ho sempre combattuto per essere accettata con il mio velo. Penso in Italia il razzismo ci sia, la gente prova a nasconderlo ma c’è eccome! E la cosa peggiore che si possa fare è giustificare una forma di razzismo. Spesso se una persona prova a criticare una persona razzista, la gente intorno pur sapendo che ha ragione preferisce stare muta e non intervenire. Questa è omertà, ed è pericolosa quanto il razzismo.

Pensi che i fedeli musulmani siano abbastanza tutelati in Italia?

Non sempre siamo tutelati in Italia e per me dipende anche dal contesto, ma è una cosa da cambiare assolutamente. Non parlo in generale perché non tutti sono razzisti, non tutti sono irrispettosi nei confronti di altri che hanno una fede diversa. Ci sono per fortuna tante persone che fanno la differenza e, come ho sempre detto, per me i miei follower italiani fanno la differenza, perché loro mi seguono pur sapendo che sono di un’altra nazionalità, religione e sicuramente la penso diversamente da loro ma nonostante ciò mi adorano e mi supportano. Ma c’è ancora tanto su cui lavorare e spero che con le manifestazioni di queste settimane la gente cambi perché è una cosa veramente triste vedere che nel 2020 ci siano ancora episodi di razzismo. Tanti anni fa si diceva “ nel 2020 le macchine voleranno” io l’unica cosa che vedo volare sono le anime innocenti dei miei fratelli e sorelle che vengono uccisi per il colore della loro pelle.

3 pensieri su “Intervista ad Aida Diouf: la prima tiktoker e youtuber italiana con il velo

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