SECONDA PUNTATA – Che facoltà scegliere? Alcuni consigli di chi è già all’università

Sei un maturando 2020 e sei ancora indeciso sulla facoltà universitaria da scegliere? FreedArte ha raccolto per te alcune testimonianze di studenti o laureati di diversi percorsi di studi per aiutarti nella scelta o, se hai già deciso, per renderti ancora più sicuro. Se ancora non l’hai fatto, leggi anche la prima puntata in cui troverai le opinioni su fisica, filosofia, medicina, servizio sociale, economia e lettere.

PS: continua a seguirci per scoprire opinioni su altre facoltà!

ACCADEMIA DI MODA

Beatriz, 23 anni

La moda è una forma d’arte, gli abiti sono opere d’arte e quindi chi decide di iniziare questo percorso sente il bisogno, la necessità di dare spazio alla creatività per realizzare meraviglie che si possono indossare. I quadri abbelliscono le pareti, le statue la casa e gli abiti la persona.

TERAPIA OCCUPAZIONALE (Facoltà di Medicina e Chirurgia)

Michela, 22 anni

Studiare terapia occupazionale ti permetterà di fare un lavoro bellissimo. È un corso di laurea che ti permette di conoscere molti ambiti e lavorare in quello che ritieni più adatto a te, perché aiuta le persone a vivere la loro vita in autonomia e rispetta le scelte e la dignità di tutti. Si basa sul fare come mezzo terapeutico e fine per il benessere della persona. A un maturando consiglierei questo corso di studi se è una persona empatica e pronta ad aiutare gli altri.

MATEMATICA

Sara, 26 anni

Matematica è una scelta di cuore: non è tra le facoltà più famose, incute timore, e poi.. che cosa fai dopo?
Nel mio caso non vedevo altre scelte, era il mio chiodo fisso, la matematica mi era sempre piaciuta ed era quella materia in cui riuscivo bene con poco sforzo. L’università è stata dura, non bastava l’intuito, serviva tanto studio e tanta forza di volontà. Ma ne è valsa la pena. Perché non è tra le università più famose, ci siamo laureati in pochi e la concorrenza non si fa sentire. Perché incute timore: leggono il curriculum e pensano “ma davvero sei laureata in matematica?”.
Perché il dopo università stata una discesa dopo tanti anni di salita. Chi nelle aziende, chi a scuola come me, il lavoro ha cercato noi, non il contrario. Insomma, se il cuore di porta alla Matematica, allora vale la pena provarci.

GIURISPRUDENZA

Morgana, 25 anni

Il momento della maturità non solo è un periodo di transizione verso qualcosa di nuovo, ma anche  di scelte che condizioneranno il futuro. Il percorso di laurea che si deciderà di affrontare, infatti, influenzerà al 90% ciò che sarà della propria vita lavorativa. Se sei un volenteroso, ma ancora un po’ confuso maturando, sei interessato al mondo della attualità e vuoi capire come si è strutturata e come funziona la nostra società, vuoi essere consapevole di ciò che puoi e non puoi fare, giurisprudenza senz’altro è un percorso che ti aiuterà a comprendere le non sempre chiare dinamiche del mondo odierno, ampliando la tua conoscenza in ambito legale, che ti aiuterà a rispondere a domande che tante volte ci si è posti lungo la giornata in ambito sia pubblico che privato. Giurisprudenza è anche la facoltà di chi vuole imparare a parlare ad essere convincente e persuasivo. Dal punto di vista lavorativo con la laurea in materia di diritto potrai lavorare un po’ ovunque: da aziende multinazionali, banche a studi privati. (Non è vero che chi studi legge possa fare solo l’avvocato!) La conoscenza che si assume nell’ambito di diritto privato, penale, pubblico, commerciale, amministrativo, del lavoro e via dicendo ti aiutano ad essere una persona assolutamente poliedrica è adattabile a tantissime possibilità lavorative.

ARCHITETTURA

Gessica, 24 anni

Scegliere di studiare architettura vuol dire avere la consapevolezza che le proprie idee possano prendere forma. Il bello di questa facoltà, avendo un approccio più pratico che teorico, ti permette di capire sin da subito la professione che un domani l’architetto andrà a svolgere. Il tuo lavoro sarà oggetto di critiche, il che ti permetterà di crescere e di maturare in fretta. Intraprendere questa tipologia di percorso ti porterà ad osservare il mondo con occhi diversi  ma non posso negarti che lo sforzo sarà tanto. Ti premetto che il computer sarà il tuo migliore amico e data la presenza di molti esami di gruppo, sarà fondamentale il gioco di squadra che ti permetterà di sviluppare la tua idea insieme a quella degli altri al fine di renderla migliore.

CONSERVATORIO

Stefano, 20 anni

Da alcuni anni a questa parte i Conservatori sono a tutti gli effetti delle università, considerati il più alto corso di formazione musicale in Italia, i cui corsi divisi in Triennio e Biennio vanno dal pianoforte principale alla musica elettronica, dalla prepolifonia alle percussioni. Allo studio del proprio strumento o di una materia di indirizzo si aggiungono diversi corsi teorici di cui molti anche a scelta, corsi aggiuntivi di approfondimento, esibizioni concertistiche, masterclasses ed erasmus. Una volta terminato il percorso di studi si diventa Maestri a tutti gli effetti, e si può scegliere in quale settore della musica entrare, come l’insegnamento, la direzione artistica di eventi, di teatri o la carriera concertistica.
Detto ciò permettetemi di dire che la scelta di un’università deve essere dettata a mio parere semplicemente da quelle passioni che ci coinvolgono completamente: si tratta di capire quale realtà di questo mondo nel corso della nostra vita ci ha colpiti e cambiati in modo così intenso da volerla approfondire, studiare, comprendere fino in fondo. Termini come “possibilità lavorative dopo la laurea” o “settore in via di sviluppo che offrirà ampi spazi di lavoro” o “stipendio medio” sono scemenze da dimenticare. Come scrisse Plutarco, “I giovani non sono vasi da riempire ma fiaccole da accendere”. Allora non si pensi di scegliere un vaso e riempirlo con certe informazioni o corsi o chissà che altro per usarlo per un certo posto di lavoro, piuttosto accendiamoci d’entusiasmo per qualcosa che amiamo fare, studiamolo, e ogni volta che incontriamo un ostacolo abbattiamolo travolgendolo e costruiamoci sopra ciò che abbiamo sognato, servendoci di tutto ciò che continuiamo ad apprendere.

AGRARIA

Giuseppe, 21 anni

Perché studiare agraria dopo le superiori?
Io penso che al giorno d’oggi studiare agraria o comunque una facoltà di scienze naturali può essere importante per ricordare alle persone che abbiamo un legame con ciò che ci circonda, e ci aiuta a capire che cose scontate come l’aria che respiriamo e la qualità della nostra vita in un modo o nell’altro vengono dalla terra e noi non siamo altro che uno specchio della salute dell’ambiente che abbiamo intorno.
Quello che vorrei trasmettere è che può essere bello studiare una di queste facoltà,  proprio per aiutarci a capire come tutti noi facciamo parte di un cerchio più grande che possiamo caratterizzare con il nome di natura e di quanto questa sia una cosa perfetta, che noi diamo per scontato, ma che scontata non è. Dunque, dobbiamo fare di tutto per riuscire a preservarla e a risanarla dov’è possibile. Da un punto di vista squisitamente pratico posso consigliare la scelta di una facoltà di agraria perché è un mercato in continua espansione che non potrà mai fermarsi.

CHIMICA

Chiara, 20 anni

Scegliere di studiare chimica può essere una decisione impegnativa per chi, come me, abbia alle spalle un percorso di formazione al liceo classico. Se però vi piacciono le sfide e, soprattutto, pensate di essere fortemente stimolati dalla necessità di conoscere e comprendere il mondo che vi circonda sin dal suo stato microscopico, è la scelta che fa per voi. Dalla chimica della vita alla chimica dei materiali, non esiste un aspetto concreto che questa scienza non riesca a coinvolgere e ad esplicare. È naturale che sia necessaria un’integrazione di principi fisici e matematici per poterne fruire, ma ciò non limita la sua attrattiva: chimica è soprattutto dinamicità, praticità e un sacco di vita da laboratorio!

LINGUE

Vittorio, 24 anni

Perché studiare lingue all’università? Le motivazioni sono molteplici, spesso si cresce con una predisposizione legata all’interesse verso una nuova lingua, alla voglia di avvicinarsi ad una cultura che ci affascina diversa dalla nostra. Con l’espandersi della cultura di massa, con lo sviluppo dei media e della globalizzazione è molto facile, soprattutto per le nuove generazioni trovare un legame o un interesse verso una nuova lingua, l’inglese più di tutte, parlata da oltre due miliardi di persone sul pianeta, presente ormai dietro ogni angolo e necessaria per affrontare il mondo del lavoro. Partendo col presupposto che un giovane abbia voglia di apprendere una o più nuove lingue per un interesse personale, vuoi per passione, vuoi per un’ambizione lavorativa da raggiungere, al giorno d’oggi quello linguistico è tra i più richiesti titoli di studio in Italia (da 34.000 a 36.800 unità sulla base del fabbisogno totale 2019-2023) dato che la maggior parte delle aziende opera sempre di più a livello internazionale e richiede infatti che i propri dipendenti abbiano ampie competenze linguistiche per essere in grado di comunicare con persone di tutto il mondo. Studiare lingue inoltre offre la possibilità di aprirsi a nuovi orizzonti, imparando nuovi vocaboli e una nuova grammatica ma soprattutto conoscendo nuove culture e tradizioni legate alla lingua studiata e magari decidere in un futuro di tentare una carriera all’estero o stringere rapporti commerciali oltre confine. La conoscenza delle lingue straniere ci è utile anche nella vita di tutti i giorni, si può parlare in questo caso di maggiore sicurezza personale legata magari al fare nuove amicizie con persone straniere, riuscire a capire i film senza sottotitoli, farsi trascinare dal testo di una canzone in un’altra lingua e soprattutto mantenere la nostra mente allenata grazie all’assimilazione e alla memorizzazione di una nuova terminologia e di una grammatica differente.

SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE

Evelyn, 24 anni

Scienze della comunicazione. La maggior parte di voi penserà alla classica battuta infelice “Scienze delle merendine”, io che l’ho frequentata e mi sono laureata penso ad un percorso stimolante e creativo sotto molti aspetti. Il miglior pregio o, se vogliamo, anche il peggior difetto, è che non c’è un percorso di studi preimpostato e nemmeno una professione già definita dopo la conclusione della triennale. Tutto dipende dalle passioni e dagli interessi dello studente. Mi spiego meglio.
Gli svariati esami, molti obbligatori e la maggior parte facoltativi, consentono di scoprire un ampio ventaglio di discipline, dal cinema al teatro, dalla linguistica al giornalismo, dalla comunicazione digitale alla sociologia, ed è proprio questo l’aspetto più stimolante: venendo in contatto con più settori hai l’opportunità di scoprirti portato e appassionato a una disciplina a cui magari non avresti mai pensato prima. Hai quindi l’occasione di scegliere gli esami che più ti rispecchiano, approfondirai i tuoi reali interessi e studierai cose che ti piacciono davvero. Il tuo ambito preferito sarà con tutta probabilità il tuo futuro lavoro oppure la magistrale se sceglierai di continuare gli studi.
Mi sento di dare un consiglio spassionato a chi sceglierà questa facoltà. Non limitarti a studiare il minimo indispensabile per arrivare ad un 18 in ogni esame. Scopri, informati e appassionati. Cogli gli aspetti che più ti aggradano di ogni esame e cerca di vederli sotto un’altra luce, non solo come “cose da studiare per forza”, vedrai che avrai imparato qualcosa di nuovo e sapere quel qualcosa ti servirà prima o poi. Studia e approfondisci anche da autodidatta quello che ti sembra rispecchiare di più le tue passioni e se riesci, inizia anche già ad entrare in quel settore lavorativo, anche solo come stagista. Tutto l’impegno che ci metterai un giorno farà la differenza.

Un pensiero su “SECONDA PUNTATA – Che facoltà scegliere? Alcuni consigli di chi è già all’università

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