(🇮🇹/🇬🇧)”L’Autunno del medioevo” di Johan Huizinga: riassunto e analisi

«Miriamo più in alto del bersaglio per colpire il bersaglio»

Johan Huizinga

L’Autunno del Medioevo è un’opera scritta da Johan Huizinga, storico e linguista olandese vissuto tra l’800 e il ‘900. L’opera nasce dalla volontà dello studioso di descrivere la società franco-borgognona del XIV-XV secolo e cioè, la società all’interno della quale avevano vissuto e soprattutto, avevano creato, realizzando le loro opere d’arte figurativa, i fratelli Van Eyck. Il risultato dello studioso è un affresco della vita cruda quanto variopinta della suddetta società.

🇮🇹 Una storiografia tardo-romantica: “L’Autunno del Medioevo

La vita delle persone tardomedievali e soprattutto (ma non solo), di quelle che appartenevano ai ceti più bassi della società a loro contemporanea, era segnata dalla costante paura della morte, dei diavoli e delle streghe, il tutto potenziato da un continuo ed esasperante senso di ingiustizia.

Huizinga racconta la storia della società tardo medievale, raggruppandola per tematiche: l’amore e l’erotismo, la morte, il sacro e il profano… ed è proprio quest’ultimo tema che necessita un’analisi più approfondita. Come è noto, la vita degli uomini medievali era fortemente influenzata dalla religione cattolica, tuttavia la sacralità, soprattutto tra il XIV e il XV secolo, sconfinava spesso nel profano. Come? Basti pensare che gli uomini dell’epoca erano convinti che nei giorni in cui si ci recava alla messa, non era possibile contrarre alcune malattie o diventare ciechi. Ancora, il 28 dicembre, ovvero il giorno in cui si commemorava la strage degli Innocenti, era percepito come nefasto: non si poteva iniziare un nuovo lavoro, non si poteva intraprendere un viaggio. Ben presto, a diventare nefasto, fu il giorno della settimana in cui quell’occorrenza ricadeva in un determinato anno. L’incoronazione di Edoardo IV si ripeté due volte, perché, appunto, la prima era avvenuta in quel giorno funesto. La Chiesa dell’epoca doveva dunque lottare contro tali superstizioni.

Al di là della vita dell’epoca, l’aspetto più interessante che Huizinga mette in evidenza nella sua opera è la linea di continuità esistente tra il Medioevo e Rinascimento. Si tende sempre a percepire questi due momenti storici, come distinti, separati e in reciproco contrasto tra di loro. In realtà, egli mette in evidenza come siano presenti elementi rinascimentali nell’arte medievale e viceversa. Nell’arte rinascimentale sono presenti elementi medievali per forma (realismo) e per contenuto (soggetto); basti pensare alle opere dello scultore Claus Sluter e a quelle dei fratelli Van Eyck. L’autore mette in evidenza, come il naturalismo presente nelle opere di questi ultimi artisti, non sia da considerarsi un elemento che annuncia il Rinascimento, quanto piuttosto, «l’ultima forma dello sviluppo dello spirito tardomedievale».

Anche nella letteratura del XV secolo, non compaiono nuove e moderne tematiche, quanto piuttosto si tende a rielaborare e a modernizzare quelle passate e appunto, medievali.

Tuttavia, l’immagine che gli storici e i poeti dell’epoca ci hanno lasciato della società del XV secolo è diversa da quella lasciataci dagli artisti. Le arti figurative infatti, lasciano un’immagine più luminosa di quella dei letterati, perché? Huizinga afferma che nel XV secolo, regna il buio praticamente in ogni sfera culturale, ma non in quella artistica. Indubbiamente, la letteratura riflette ed esprime la vita del proprio tempo e questo vale per ogni epoca, ma il nesso tra produzione artistica e vita sociale ci è noto in modo incompleto, perché fatta eccezione per l’arte sacra, l’arte figurativa profana e l’arte applicata mancano quasi del tutto.

Un altro elemento che viene messo in risalto dallo scrittore olandese è che nell’arte dell’epoca, l’aspetto più importante non riguardava tanto la bellezza, ma il soggetto trattato e quale fosse il suo scopo; per esempio, la famosa pala d’altare dell’Adorazione dell’Agnello Mistico dei Van Eyck, non veniva quasi mai aperta. A un certo punto però, nella società dell’epoca, il fasto e l’ornamento cominciano a soffocare la bellezza. L’esuberanza e l’eccentricità, che coinvolgeranno ogni aspetto della vita, perfino l’abbigliamento, fagociteranno completamente l’armonia e la misura. Perfino le navi, come ricorda Huizinga, venivano completamente decorate in preda ad un senso di horror vacui e ad un’inquieta sovrabbondanza.

Stilisticamente parlando, l’opera di Huizinga non può proprio essere definita scorrevole, ma sicuramente, l’interesse degli argomenti trattati, facilita in qualche modo la lettura. Si tratta certamente di un’opera fondamentale nello studio dell’arte e della letteratura medievale, imprescindibile per cogliere aspetti sconosciuti della società in cui, gli artisti più famosi dell’arte medievale e moderna, vivevano e operavano.

Giovanna Pasciuto

L’Autunno del Medioevo”, di Johan Huizinga – Twitter

“We aim higher than the target to hit the target”

Johan Huizinga

Autumn of the Middle Ages is a work written by Johan Huizinga, a Dutch historian and linguist who lived between the 19th and 20th centuries. The work derives from the scholar’s desire to describe the Franco-Burgundian society of the 14th-15th century, that is, the society within which the Van Eyck brothers had lived and created their works of figurative art. The result of the scholar is a fresco of the raw and colourful life of the aforementioned society.

🇬🇧 A late romantic historiography:”Autumn of the Middle Ages

The life of late medieval people and especially (but not only), of those who belonged to the lower classes of contemporary society, was marked by the constant fear of death, of devils and witches, all enhanced by a continuous and maddening sense of injustice.

Huizinga tells the story of late medieval society, grouping it by themes: love and eroticism, death, the sacred and the profane… and it is this latter theme that needs a more in-depth analysis. As is known, the life of medieval men was strongly influenced by the Catholic religion, however sacredness, especially between the 14th-15th centuries, often bordered on the profane. How? Suffice it to say that the men of the time were convinced that in the days when we went to mass, it was not possible to contract some diseases or become blind. Furthermore, December 28th, the day on which the massacre of the Innocents was commemorated, was perceived as harmful: you could not start a new job, you could not embark on a journey. Soon, to become nefarious, was the day of the week when that occurrence befell in a certain year. The coronation of Edward IV was repeated twice, precisely because the first had taken place on that dismal day. The Church of the time therefore had to fight against these superstitions.

Beyond the life of the time, the most interesting aspect that Huizinga highlights in his work is the line of continuity existing between the Middle Ages and the Renaissance. We always tend to perceive these two historical moments, as distinct, separate and in mutual contrast with each other. In reality, he highlights how Renaissance elements are present in medieval art and, vice versa, in Renaissance art there are medieval elements in form (realism) and content (subject); just think of the works of the sculptor Claus Sluter and those of the Van Eyck brothers. The author highlights that the naturalism present in the works of these last artists is not to be considered an element that recalls the Renaissance, but rather, “the last form of the development of the late medieval spirit”.

Even in the literature of the 15th century, new and modern themes do not appear, but rather we tend to rework and modernize past and, therefore, medieval ones.

However, the image that historians and poets of the time have left us of 15th-century society is different from that left by artists. In fact, the figurative arts leave a brighter image than that of the literati. Why? Huizinga says that in the 15th century, darkness reigns in practically every cultural sphere, but not in the artistic one. Undoubtedly, literature reflects and expresses the life of its time and this applies to every age, but the connection between artistic production and social life is incompletely known to us, because with the exception of sacred art, profane and applied art are almost entirely missing.

Another element that is highlighted by the Dutch writer is that in the art of the time, the most important aspect was not so much about beauty, but about the subject matter and what its purpose was; for example, the famous altarpiece of the Adoration of the Mystic Lamb of the Van Eycks was almost never opened. At a certain point, however, in the society of the time, pomp and ornament begin to stifle beauty. The exuberance and eccentricity, which will involve every aspect of life, even clothing, will completely engulf harmony and measure. Even ships, as Huizinga recalls, were completely decorated with a sense of horror vacui and restless overabundance.

Stylistically speaking, Huizinga’s work cannot really be defined as flowing, but surely, the interest of the topics covered, somehow facilitates reading. It is certainly a fundamental work in the study of medieval art and literature, essential to grasp unknown aspects of the society in which the most famous artists of medieval and modern art lived and worked.

Translated by Riccardo De Meo

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