(🇮🇹/🇬🇧)Come entrare nel mondo del cinema? Ce lo racconta Vittorio

Illustrazione di Annamaria Ghiroldi

🇮🇹 Ognuno di noi è affascinato dai grandi divi di Hollywood: Brad Pitt, Angleina Jolie, Tom Hanks, Scarlett Johansson, Leonardo di Caprio, Jennifer Aniston e chi più ne ha più ne metta. Anche il cinema italiano vanta grandi quanto famosi attori, come per esempio Pierfrancesco Favino, Elio Germano, Sophia Loren, Monica Vitti, Alessandro Gassman, Alessandro Borghi e anche qui… chi più ne ha più ne metta.

Ma come funzionano il mondo della televisione e del cinema? Cosa significa fare TV o fare film, prima di diventare una Stella? Anche Johnny Depp e Vittorio De Sica saranno partiti dal basso… Cosa significa essere un giovane che vuole fare della propria passione, e cioè la recitazione, un lavoro qui in Italia?

Lo abbiamo chiesto a Vittorio Nastri in una semplice e divertente intervista.

Il mondo del cinema: intervista a Vittorio

1. Parlaci di te: chi sei, di cosa ti occupi, i tuoi hobby e i tuoi valori
Ciao! Mi chiamo Vittorio e ho 24 anni. Ho deciso da adolescente di avvicinarmi alla recitazione e ad oggi ho compiuto i primi passi verso uno dei mestieri più belli e intriganti, facendomi sempre guidare dalla passione e dalla determinazione, valori necessari per il raggiungimento di un obiettivo, soprattutto se tanto arduo. Fin da bambino ho sempre portato con me la passione per l’arte, sono un grande appassionato di letteratura, mi piace disegnare, fotografare e trovare il bello anche nelle piccole cose ma la mia più grande passione è il cinema.

2. Quando hai iniziato a recitare e perché ti sei immerso in questo mondo?
Avevo 15 anni quando ho iniziato a frequentare un laboratorio di recitazione e ho continuato a seguirlo per i successivi otto anni. Inizialmente era pura e giovane curiosità di conoscere il mondo della recitazione ma con il passare del tempo, con i primi spettacoli a teatro, intorno ai 20 anni ho capito che era quello che volevo fare veramente nella vita seppure studiavo lingue e letterature europee all’università ma con tanta forza di volontà sono riuscito a laurearmi e contemporaneamente a studiare recitazione, lavorare a teatro e avvicinarmi al cinema.

3. Cosa rappresenta per te recitare?
Recitare è la possibilità di entrare nell’animo di qualcun altro, vivere delle vite diverse, con storie e passati diversi. La possibilità di essere altro ma nello stesso tempo pescando tanto dal proprio vissuto, dal proprio bagaglio emotivo. Per me recitare è vivere ma nello stesso tempo bisogna vivere per recitare altrimenti non ci sono colori.

4. In quale genere di film reciti solitamente e personalmente quale preferisci?
Ad oggi ho recitato in due film d’autore di prossima uscita al cinema, uno dei quali di produzione Italiana, Lussemburghese, Belga e Tedesca e l’altro d’impronta indipendente che ha già toccato diversi festival internazionali e in una commedia romantica. Credo che il genere autoriale sia proprio quello che preferisco tant’è vero che la mia tesi di laurea l’ho incentrata sulla Nouvelle Vague francese, mi piace il fatto che sia un cinema intimo e personale.

5. Cosa ne pensi del mondo delle star e dello show business?
Il successo è un qualcosa che arriva ma poi può dissolversi, ritornare di nuovo e così via, fa parte del mestiere ma non è il motore principale anche se ovviamente ha la sua importanza.

6. Hai qualcuno che segue i tuoi progetti e la tua carriera (agenzia/manager) e come ti trovi a lavorare con loro?
Sì, certo. Quasi ogni attore è seguito da un agente che si occupa, soprattutto a inizio carriera, di aiutarlo nella scelta di un percorso, che gli procura dei provini e che di conseguenza gli permette di entrare nel giro facendosi conoscere. Una volta arrivati i provini, li si affrontano seguiti dai direttori casting o dai registi stessi e se si è giusti per il ruolo si ottiene la parte quindi è necessario sia per l’attore che per l’agente avere un ottimo rapporto.

7. Qual è stata la scena (o il film) che hai preferito recitare e perché?
Considerando che al momento ho fatto tre film, sono grato e felice di averli girati tutti, ognuno porta con sei i suoi ricordi, conoscenze, luoghi e storie. Ho un bellissimo ricordo dell’esperienza in Lussemburgo e in Belgio perché si è trattata di una realtà per me nuova, ho visto posti bellissimi e sul set si parlavano cinque lingue diverse, è un film ambientato in parte tra gli anni 60 e 70 quindi è stato molto interessante immergersi totalmente in quell’epoca.

8. Parlaci di un’esperienza particolarmente divertente capitata sul set
Ci sono state diverse scene divertenti che ho affrontato, più che altro perché si trattava di situazioni in cui bisognava soprattutto lasciarsi andare e il divertimento è un ingrediente necessario per affrontare questo mestiere. Ricordo ad esempio lo scorrazzare in giro ad alta velocità in un’auto d’epoca, l’inalare cocaina finta, fingere l’ubriachezza, le scene che richiedono una certa intimità con altri colleghi o quando sei costretto ad ingozzarti di cibo ad ogni ciak per una determinata scena.

9. Come ti vedi tra qualche anno?
Darò il massimo per continuare su questa strada quindi spero di interfacciarmi con nuovi progetti e personaggi interessanti.

 

🇬🇧 Each of us is fascinated by the great Hollywood stars: Brad Pitt, Angelina Jolie, Tom Hanks, Scarlett Johansson, Leonardo di Caprio, Jennifer Aniston and whoever has more. Italian cinema also boasts as great as famous actors, such as Pierfrancesco Favino, Elio Germano, Sophia Loren, Monica Vitti, Alessandro Gassman, Alessandro Borghi and here too… whoever has more.

But how do the world of television and cinema work?  What does it mean to make TV or make films, before becoming a star?  Even Jhonny Depp and Vittorio De Sica should have started from the bottom… What does it mean to be a young man who wants to make his passion, that is acting, a job here in Italy?

We asked Vittorio Nastri in a simple and fun interview.

The film world: interview with Vittorio

1. Tell us about yourself: who you are, what you do, your hobbies and your values
Hi! My name is Vittorio and I’m 24 years old. As a teenager I decided to get closer to acting and today I have taken the first steps towards one of the most beautiful and intriguing professions, always being guided by passion and determination, values ​​necessary for achieving a goal, especially if it’s very difficult. Since I was a child I have always carried a passion for art, I am a great fan of literature, I like to draw and photograph, and I find beauty even in small things, but my greatest passion is cinema.

2. When did you start acting and why did you immerse yourself in this world?
I was 15 when I started attending an acting workshop and continued to follow it for the next eight years. Initially it was pure and young curiosity to know the world of acting but over time, with the first shows in the theater, around 20 years I understood that it was what I really wanted to do in life even though I studied European languages ​​and literatures at university. But with so much willpower I managed to graduate and at the same time study acting, work in the theater and get closer to the cinema.

3. What does acting mean to you?
Acting is the opportunity to enter someone else’s soul, to live different lives, with different stories and past. The possibility of being other but at the same time drawing a lot from one’s own experience, from one’s emotional background. For me acting is living but at the same time you have to live to act, otherwise there are no colours.

4. In which genre of films do you usually play and which one do you personally prefer?
To the present day I have starred in two auteur films coming soon to the cinema, one of which of Italian, Luxembourgish, Belgian and German production and the other of independent imprint which has already touched several international festivals and in a romantic comedy. I think the authorial genre is exactly what I prefer, so much so that my degree thesis focused on the French Nouvelle Vague, I like the fact that it is an intimate and personal cinema.

5. What do you think of the world of stars and show business?
Success is something that arrives but then it can dissolve, come back again and so on, it’s part of the job but it’s not the main engine although obviously it has its importance.

6. Do you have someone who follows your projects and your career (agency / manager) and how do you find yourself working with them?
Yes, of course. Almost every actor is followed by an agent who, especially at the beginning of his career, takes care to help him in choosing a path, which provides him with auditions and which consequently allows him to get in on the action by making himself known. Once the auditions arrive, you face them followed by the casting directors or by the directors themselves and if you are right for the role you get the part, so it’s necessary both for the actor and for the agent to have an excellent relationship.

7. What was the scene (or film) that you preferred to play and why?
Considering that I have made three films at the moment, I am grateful and happy to have shot them all, each one brings with him his memories, knowledge, places and stories. I have a beautiful memory of the experience in Luxembourg and Belgium because it was a new reality for me, I saw beautiful places and five different languages ​​were spoken on the set, it’s a film set in part between the 60s and 70s so it was very interesting to immerse yourself totally in that era.

8. Tell us about a particularly fun experience that happened on set
There have been several funny scenes that I have dealt with, mostly because they were situations in which it was necessary above all to let go, and fun is a necessary part to face this profession. I remember, for example, running around at high speed in a vintage car, inhaling fake cocaine, pretending drunkenness, scenes that require some intimacy with other colleagues or when you are forced to gorge yourself on food at every take for a certain scene.

9. How do you see yourself in a few years?
I will do my best to continue on this path so I hope to interface with new projects and interesting characters.

Translated by Irene Burricco

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