(🇮🇹/🇬🇧)Diversità e pregiudizi: Andrea e la disforia di genere

🇮🇹 La scorsa settimana è iniziata la rubrica “Diversità e pregiudizi“. Il filo conduttore di questa serie di testimonianze è raccontare la presunta diversità e i pregiudizi che tanti ragazzi vivono quotidianamente, come Greta. In questa seconda puntata, Andrea, 23 anni, ci racconta la sua storia. Siamo sicuri che vi emozionerà e vi farà riflettere. Buona lettura!

🇬🇧 The “Diversity and Prejudice” section began last week. The guiding thread of this series of testimonies is to tell the alleged diversity and prejudices that so many kids experience every day, like Greta. In this second episode, Andrea, 23 years old, tells us his story. We are sure that it will excite you and make you think. Enjoy the reading

Illustrazione di Annamaria Ghiroldi

🇮🇹 La storia di Andrea

Pensate di svegliarvi domani mattina in un corpo diverso dal vostro, un corpo che non vi rappresenta; siete davanti allo specchio e ciò che guardate non è ciò che sentite di essere. Ecco, questa sensazione è ciò che provo ogni giorno io, un ragazzo transessuale.

La disforia di genere è una disarmonia tra il tuo corpo e l’identità sessuale (cioè dal genere sessuale in cui ti identifichi). La disforia di genere si concentra diversamente in base alla persona. Io per esempio odio la mia voce, la sento troppo femminile e la vorrei più bassa, vorrei la barba più di ogni altra cosa e odio il seno. Per questo motivo utilizzo piccoli trucchi: una fascia che comprime il petto, una “lozione” naturale che aiuta a far crescere qualche peletto sul viso e faccio degli esercizi per abbassare la voce. La palestra può aiutare aumentare la muscolatura, soprattutto per le braccia e le spalle: per renderle più grandi, più mascoline.

Come fare per migliorare davvero questo disagio? Per non stare male? Bisogna affrontare una terapia lunga, difficile e spesso dolorosa ma che porterà ad una felicità graduale che ti rende libero di poter essere chi sei!

Il primo grande ostacolo da superare è la consapevolezza di essere disforico. Non è facile ammettere a se stessi di essere transessuale perché il contesto sociale in cui viviamo ne parla poco e male, Bisogna capire, prima di ogni altra cosa, che la parola transessuale non è un’offesa, una parolaccia ma è una caratteristica di cui non bisogna vergognarsi. Questa omertà, questa mancanza di informazioni genera la paura. Ma nel momento in cui riesci a dire a te stesso chi sei, acquisisci una forza tale da poter affrontare tutto il cammino verso la propria felicità!

Un ragazzo transessuale in “pre T” (cioè prima della cura ormonale) deve affrontare un percorso psicologico che non ha un tempo definito, cambia in base alla persona, insieme al quale ci sono una serie di controlli medici da affrontare per stabilire il dosaggio del testosterone. In particolar modo è importante la visita endocrinologica. Per ottenere il testosterone c’è bisogno di un documento che attesti la disforia di genere e che la persona ha bisogno di assumere ormoni. E poi inizia la caccia alla farmacia che ha il testosterone visto che non tutte sono così “avanti”. Il testosterone solitamente viene assunto tramite “gel” (simile ad un bagnoschiuma speciale) oppure le classiche siringhe. Gli ormoni vanno presi per tutta la vita.

I cambiamenti di chi prende testosterone sono abbastanza forti ed evidenti: la voce si abbassa, cresce la barba, il ciclo mestruale sparisce, aumenta la massa muscolare, il clitoride può allungarsi di qualche centimetro e il grasso si distribuisce in modo diverso perché il corpo, piano piano, diventa più maschile; aumenta la fame e la libido. Il problema è che ci sono attese lunghissime sia per le operazioni: mastectomia e falloplastica, ma soprattutto per il cambio anagrafico. Spesso bisogna aspettare anche tre anni e fino a quel momento la difficoltà più grande è dover spiegare il perché hai la barba ma sulla carta di identità c’è un nome di donna e una F gigante.

Prima del testosterone si vive in un limbo, senti costantemente gli occhi addosso di chi ti osserva e si domanda se sei maschio o femmina. I più coraggiosi si avvicinano e te lo chiedono senza troppi giri di parole. I pronomi femminili fanno più male di un pugno, utilizzare il nome all’anagrafe è un colpo al cuore. Prima ancora della terapia, prima ancora degli ormoni, la cosa più importante è il rispetto. Avere intorno persone che rispettano la tua transessualità ti permette di essere ancora più forte.

Una cosa molto importante, un consiglio che mi permetto di dare a chi ha a che fare con persone transessuali: non utilizzate la parola “scelta”. La disforia di genere non è una scelta, è una sensazione dolorosa ed affrontare la terapia è un’esigenza.

🇬🇧 Andrea’s story

Think of waking up tomorrow morning in a body other than yours, a body that does not represent you; you are in front of the mirror and what you look at is not what you feel you are. There you go, this is the feeling that I, a transsexual guy, experience every day.

Gender dysphoria is a disharmony between your body and sexual identity (in other words, the sexual gender you identify with). Gender dysphoria concentrates differently based on the person. For example, I hate my voice, I feel it too feminine and I would like it lower, I would like a beard more than anything else and I hate breasts. For this reason I use small tricks: a band that compresses the chest, a natural “lotion” that helps to grow some hair on the face and I do exercises to lower my voice. The gym can help increase muscle, especially for the arms and shoulders: to make them bigger, more masculine.

How to really improve this discomfort? To not feel bad? You have to face a long, difficult and often painful therapy that will lead to gradual happiness that makes you free to be who you are!

The first major obstacle to overcome is the awareness of being dysphoric. It is not easy to admit to yourself that you are transsexual because the social context in which we live speaks little and badly of it. We must understand, before anything else, that the word transsexual is not an offence or a dirty word but it is a characteristic of which you don’t have to be ashamed. This silence, this lack of information generates fear. But the moment you can tell yourself who you are, you acquire such strength that allows you to face fear all the way to your happiness!

A transsexual boy in “pre T” (that is before hormonal treatment) must face a psychological path that does not have a defined time and changes according to the person, alongside which there are a series of medical checks to be faced to establish the dosage of testosterone. In particular, the endocrinological visit is important. To obtain testosterone, a document is needed to certify gender dysphoria and that the person needs to take hormones. And then the hunt begins for the pharmacy that has testosterone since not all of them are so “advanced”. Testosterone is usually taken through “gel” (similar to a special shower gel) or the classic syringes. Hormones are to be taken throughout one’s life.

The changes of those who take testosterone are quite strong and evident: the voice lowers, the beard grows, the menstrual cycle disappears, the muscle mass increases, the clitoris can stretch a few centimeters and the fat is distributed differently because the body slowly becomes more masculine; it increases hunger and libido. The problem is that there are very long waits both for the operations: mastectomy and phalloplasty, but above all for the registry change. Often you have to wait up to three years and until then the biggest difficulty is having to explain why you have a beard but on the identity card there is a woman’s name and a giant F.

Before testosterone you live in limbo, you constantly feel the eyes of those who observe you and wonder if you are male or female. The most courageous approach and ask you without too many words. Female pronouns hurt more than a punch, using the name in the registry office is a blow to the heart. Before therapy, even before hormones, respect is the most important thing. Having people around who respect your transsexuality allows you to be even stronger.

A very important thing, a piece of advice that I allow myself to give to those who deal with transsexual people: do not use the word “choice“. Gender dysphoria is not a choice, it is a painful sensation and facing therapy is a requirement.

Translated by Riccardo De Meo

Un pensiero su “(🇮🇹/🇬🇧)Diversità e pregiudizi: Andrea e la disforia di genere

  1. Pingback: Diversità e pregiudizi: com’è vissuto l’orientamento sessuale? – FreedArte

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