(🇮🇹/🇬🇧) Un film Disney per gli occhi, le orecchie e il cuore: Coco

🇮🇹 Nella famiglia Rivera, in cui la musica è bandita da generazioni, c’è un ragazzo – Miguel – che pur di suonare è disposto a nascondersi e disobbedire, perché incapace di rinunciare alla propria passione. In assenza della sua chitarra – distrutta dalla nonna per porre fine alle inaccettabili ambizioni del nipote – Miguel, per poter partecipare a un concorso durante il Día de los Muertos, decide di rubare lo strumento del famoso musicista Ernesto de la Cruz, custodito nella sua tomba. Basta un tocco su quelle corde per portare il giovane in un viaggio nell’Aldilà alla scoperta della vita, della morte e delle proprie origini.

Disney Coco: recensione

Coco è un film per gli occhi, per le orecchie e per il cuore. Esteticamente incantevole, il regno dei morti è acceso di colori intensi e sgargianti, che rendono la visione un’esperienza magica e avvolgente. La colonna sonora non è un mero accompagnamento, ma protagonista del film. Ogni canzone, ogni nota di chitarra veicola emozioni in sintonia con ciò che viene mostrato sullo schermo e le amplifica nei momenti di maggiore ilarità o commozione. La potenza della musica non viene solamente raccontata tramite la narrazione, ma anche dimostrata allo spettatore, che si ritrova a sorridere, rattristarsi, sorprendersi seguendo il ritmo delle melodie.
Il tema del film non è tanto la morte, quanto l’importanza del ricordo, capace di superare qualsiasi distanza. Nessuno svanisce davvero, finché vive nel pensiero di qualcuno. «Ripensa a me, non dimenticarlo mai. Ricordami, dovunque tu sarai» recitano i versi del brano “Ricordami” (vincitore del premio Oscar), che suona come la carezza di una persona lontana, la richiesta di chi non potrà più esserci, se non nella memoria di chi lo ha amato e lo ama tutt’ora.

Coco rappresenta un omaggio alla cultura messicana, non semplice cornice, ma pilastro del film. Conosciamo così l’usanza delle ofrendas: gli altari dove, nel Día de los Muertos, i vivi offrono doni ai loro defunti, li onorano e dimostrano di non averli dimenticati. Scopriamo l’esistenza delle alebrijes, coloratissimi spiriti guida. Tra questi il cane Dante (nome non casuale), che accompagna e protegge Miguel nel suo atipico viaggio. Non mancano poi i personaggi della cultura popolare, prima tra tutti Frida Kahlo, celebrata icona del paese latinoamericano.
A dare una nota di tristezza al film vi è il fatto che in Coco la morte non equivale alla cessazione del dolore, ma all’iterazione tanto degli affetti e dei rapporti vissuti quanto delle disuguaglianze e delle ingiustizie. Nell’Aldilà rimangono intatti i nuclei familiari, le relazioni, ma anche le gerarchie e le differenze sociali. Questo lato, per qualcuno rassicurante, ha invece un risvolto negativo per chi nella propria esistenza, per demerito o per sfortuna, non è stato in grado di lasciare un ricordo di sé abbastanza potente e radicato.
La Pixar, ancora una volta, intrattiene i bambini e interpella quegli adulti disposti a lasciarsi insegnare qualcosa da un film d’animazione.

Cristina Sivieri

🇬🇧 In the Rivera family, where music has been banned for generations, there is a boy – Miguel – who, in order to play, is willing to hide and disobey, because he is unable to give up his passion. In the absence of his guitar – destroyed by his grandmother to end his grandson’s unacceptable ambitions – Miguel, in order to participate in a competition during the Día de los Muertos, decides to steal the instrument of the famous musician Ernesto de la Cruz, kept in his grave. A touch on those ropes is enough to take the young man on a journey into the afterlife to discover life, death and his origins.

Disney Coco: film review

Coco is a film for the eyes, ears and heart. Aesthetically enchanting, the kingdom of death is lit with intense and bright colors, which make the vision a magical and enveloping experience. The soundtrack is not a mere accompaniment, but the protagonist of the film. Each song, each guitar note conveys emotions in harmony with what is shown on the screen and amplifies them in the most emotional and happiest moments. The power of music is not only told through narration, but also demonstrated to the viewer, who finds himself smiling, saddened, surprised following the rhythm of the melodies. The theme of the film is not so much death, but the importance of memory, capable of overcoming any distance. Nobody really vanishes as long as they live in someone’s thoughts. “Think back to me, never forget it. Remember me, wherever you are” the verses of the song Remember me (Oscar winner) recite, which sounds like the caress of a distant person, the request of those who can no longer be there, if not in the memory of those who loved and loves him still.

Coco represents a tribute to Mexican culture, not just a frame, but a pillar of the film. We know the custom of the ofrendas: the altars where, in the Día de los Muertos, the living offer gifts to their deceased, honor them and demonstrate that they have not forgotten them. We discover the existence of alebrijes, colorful guide spirits. These include the dog Dante (non-random name), who accompanies and protects Miguel on his atypical journey. Then there are the characters of popular culture, first of all Frida Kahlo, celebrated icon of the Latin American country.
To give a note of sadness to the film, death does not equate to the cessation of pain, but to the iteration both of the affects and relationships experienced as of inequalities and injustices. In the afterlife, families, relationships, but also hierarchies and social differences remain intact. This side, for someone reassuring, has instead a negative implication for those who, in their existence, for demerit or for bad luck, have not been able to leave a memory of themselves powerful enough and rooted.
Once again, Pixar entertains the children and challenges those adults who are willing to let themselves be taught something by an animated film.

translated by Vittorio Nastri

5 pensieri riguardo “(🇮🇹/🇬🇧) Un film Disney per gli occhi, le orecchie e il cuore: Coco

  1. l’ho visto con mia nipote durante la quarantena e devo dire che è molto interessante, e piacevolissimo, mia nipote ha solo 4 anni, ma è molto sveglia e mi ha chiesto molte cose appunto che poi erano riferimenti alla cultura messicana. E’ stato un bel momento

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