(🇮🇹/🇬🇧)Diversità e pregiudizi: come sono vissuti dai giovani?

Domenica 17 maggio è stata la giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia. Dio solo sa quanto se ne dovrebbe parlare ancora in Italia. Questo perché il problema più diffuso non è accettare la persona omosessuale o quella trans, ma semplicemente il “diverso”. E cosa consideriamo diverso? Direi qualcosa che non giudichiamo “normale”, qualcosa con cui non abbiamo spesso a che fare e che quindi nemmeno conosciamo. Ed è proprio questo il punto, chi definisce cosa è normale e cosa no?

“Normale” è vedere una donna e un uomo baciarsi perché di solito funziona così. “Normale” è vedere un uomo vestito con abiti maschili, perché è questo quello che fanno gli uomini. “Normale” è vedere un bambino maschio comportarsi da bullo o da prepotente perché “vabè, i maschi sono fatti così” ma se lo fa una bambina è una maleducata e dovrebbe comportarsi da “femmina”. Fino ad arrivare al classico “eh ma se l’è cercata” quando una donna viene picchiata o stuprata perché ha tentato di opporsi ad un marito violento o perché andava in giro con una gonna troppo corta secondo lo standard comunemente accettato. Beh, il filo conduttore che lega tutti questi esempi è solo ed esclusivamente il pregiudizio condito con una buona dose di ignoranza. Proprio l’ignoranza è alla base di molti mali che attanagliano la società odierna perché l’essere umano è intrinsecamente debole. Ha paura della sua debolezza e per questo si crogiola nelle uniche cose che sa con certezza, quello che gli ha insegnato la società, accettandole senza un briciolo di spirito critico. “Sì è sempre fatto così”, “da che mondo è mondo funziona così”. Perché sforzarsi di chiedersi se sia giusto? Perché cercare di analizzare il fenomeno chiedendosi se questa soluzione sia la migliore e quindi quella da trasmettere alle prossime generazioni?

Il punto su cui riflettere parlando dei pregiudizi più diffusi è proprio questo: il cambiamento. L’uomo ne ha paura da sempre perché lo porterebbe ad affrontare qualcosa di ancora ignoto, che può ipoteticamente portare a delle conseguenze spiacevoli. Del tutto inconsciamente quindi lo stesso uomo è portato a giudicare come “normale” tutto quello che vede e sente più di frequente, come se quella fosse l’unica visione possibile solo perché è quella con cui ha più spesso a che fare. Allora ecco che quella cosa che semplicemente avviene con più frequenza, e che quindi è giudicata come “normale” ha anche la qualità di essere “giusta”. Questo è il più grosso errore mai esistito nella storia dell’umanità: il far coincidere il “normale” con il “giusto”. O meglio, il “più frequente” con il “giusto”. Può capitare meno spesso di vedere due ragazzi che si baciano ma cosa ci dà il diritto di giudicarlo come ingiusto?

È come se l’essere umano avesse l’estrema necessità di avere delle sicurezze. Non importa se arretrate, se sintomo di chiusura mentale o solo di ignoranza, basta avere delle certezze, che crediamo tali perché tramandate da secoli. Non ci chiediamo nemmeno il motivo della loro conservazione perché è comodo mantenerle così, perché forse cambiare vuol dire scardinare un sistema di pensiero che dura da sempre e che chissà cosa succederebbe se iniziassimo a pensarla diversamente. E poco importa se la libertà e l’accettazione del diverso sia anche tutelati costituzionalmente sia in Italia che nella legislazione europea. Perché a fare una legge ci si mette un attimo ma a cambiare la cultura radicata in un popolo non basta nemmeno una vita.

Allora ecco che il radicamento di queste certezze fa assumere una sicurezza spropositata all’essere umano, che quindi in virtù di essa si sente in dovere di giudicare, ma non solo, anche di punire chi la pensa diversamente, perché se tutti la pensiamo in questo modo e tu no, sei tu il “non normale”. Il risultato? Ragazzi omosessuali picchiati perché hanno osato scambiarsi una dimostrazione d’affetto in pubblico, donne che subiscono violenza fisica o psicologica perché cultura vuole che esse siano il sesso debole, e disabili vittime di bullismo perché la loro condizione fisica o mentale non è la stessa di tutti gli altri, quelli che sono “normali”. Ma non solo. Questi pregiudizi di vecchia data hanno il loro effetto anche senza un mero episodio di violenza. Parlo in questo caso del “catcalling”, ovvero delle “molestie da strada consistenti in commenti, gesti, clacson indesiderati alle donne. Tutti questi atteggiamenti, retaggio di un passato che voleva l’uomo come maschio alpha e quindi come sesso forte, non solo infastidiscono ma possono anche portare la donna di turno a sentirsi come un mero oggetto, come un mero corpo in balia della volontà dell’uomo. Senza considerare il fatto che ricevere questi commenti, che non definirò apprezzamenti perché questi ultimi sono ben diversi, porta una ragazza ad avere il timore di vestirsi in un certo modo, di frequentare un luogo isolato e a percorrere da sola un tratto di strada di notte anche solo per ritornare a casa. E questa non è limitazione alla libertà personale che sarebbe garantita per legge?

La diversità, il pregiudizio, possono trovare rappresentazione in molti modi nella nostra vita quotidiana, e possono fare più o meno clamore ma saranno sempre pericolosi per chi li subisce. La vittima può essere più o meno forte nell’affrontarli ma farà sempre male e ne subirà comunque un danno psicologico. L’ignoranza è il minimo comun denominatore e l’unica cosa che possiamo fare è parlarne così che questa diversità diventi pian piano normalità.

Bene, FreedArte, vuol dare la parola a loro, alle vittime, ai “diversi” e a tutti coloro che come noi credono nella libertà personale e d’espressione. Daremo quindi il via ad una rubrica composta dalle vostre storie perché come blog abbiamo questo scopo: lasciare spazio a tutti, a chiunque senta la necessità di esprimersi e di condividere la propria esperienza. Chissà che quella garanzia di libertà che per ora è solo sulla carta, diventi il prima possibile anche parte integrante della cultura e del pensiero comune.

Evelyn Novello

Diversità e pregiudizi: come sono vissuti dai giovani?

🇬🇧 Diversity and prejudices: how do young people experience them?

Sunday 17th of May has been the International Day Against Homophobia and Transphobia. God only knows how much more it should be talked about in Italy. That’s because the most common problem is not accepting homosexual or trans people, but simply the “different“. And what do we consider different? I would say that it’s anything that we don’t consider “normal”, anything that we don’t get to deal with often and therefore we don’t even know. And that’s precisely the point, who defines what is normal and what is not?

“Normal” is seeing a man and a woman kissing each other because it usually works that way. “Normal” is seeing a man dressed in men’s clothes, because that’s what men do. “Normal” is seeing a boy being a bully or behaving like one because “well, boys will be boys” but if a girl does it, she is rude and should behave like a “female”. To the point of saying “well, she was asking for it” when a woman is beaten up or raped because she tried to stand up to an abusive husband or because she went around with a skirt too short for to the commonly accepted standard. Well, the common thread that binds all these examples is only and exclusively prejudice, spiced up with a good dose of ignorance. Ignorance is the basis of many evils that grip today’s society because the human being is intrinsically weak. He is afraid of his weakness and for this he basks in the only things he knows for sure: what society has taught him, accepting these opinions without a shred of critical spirit. “It has always been like this”, “That’s the way the world goes”. Why even bothering asking ourselves if it’s right? Why bothering analyzing the phenomenon by asking ourselves if this solution is the best and therefore the one to be transmitted to the next generations?

That’s what the focus talking about common prejudices should be: change. Humanity have always been afraid of it, because it would have led them to face something still unknown, which could have hypothetically led to unpleasant consequences. Therefore humanity is unconsciously led to judge as “normal” all that it sees and hears most frequently, as if it was the only possible vision just because it’s the most frequent one. So here is that things that simply happen more frequently, and that are therefore considered “normal”, have also the quality of being “right”. That’s the biggest mistake ever existed in human history: making the “normal” coincide with the “right“. Or rather, the “most frequent” with the “right”. It can happen less often to see two boys kissing each other, but what gives us the right to judge it as wrong?

It’s like the human being had the extreme need to have certainties. It doesn’t matter if they’re backward, if they’re a symptom of mental closure or just of stupidity, what truly matters is to have certainties, which we believe are such because they’ve been handed down for centuries. We don’t even ask ourselves the reason for their conservation, because it’s convenient to keep them, because maybe changing means unhinging a system of thought that has always existed and who knows what would happen if we started to think differently. It doesn’t matter whether freedom and acceptance of the different are constitutionally protected both in the Italian and in the European legislation. Because it takes a moment to make a law, but even a life is not enough to change the culture rooted in a country.

So here is the grounding of these certainties makes the humanity assume a disproportionate confidence, which therefore feels obliged to not only judge, also punish those who think differently, because if we all think in this way and you don’t, you are the “not normal” one. The result? Homosexual boys being beaten up because they dared to exchange a demonstration of affection in public, women suffering physical or psychological violence because culture wants them to be the weaker sex, and disabled people being bullied because their physical or mental condition is not the same as everyone else, those who are “normal”. But there’s more than that. These long-standing prejudices have their effect even without a mere episode of violence. I’m talking about “catcalling“, or “street harassment“, consisting of comments, gestures, unwanted whistles to women. This behavior, a legacy of a past that wanted men as an alpha males and therefore as the strong sex, is not only annoying but can also make women feel like a mere object, like a mere body at the mercy of the men’s will. Not to mention the fact that receiving these comments, which I won’t define appreciation because they’re very different from them, may lead a girl to be afraid of dressing in a certain way, of attending an isolated place and being therefore forced to walk at night alone, even if it’s just to come back home. And isn’t that a limitation to personal freedom that should be guaranteed by law?

Diversity, prejudice, can find representation in many ways in our daily lives, and they can make more or less clamor, but they will always be threatening for those who happen to be the victims. They may be more or less strong dealing with them, but they’ll always suffer and develop a psychological damage, in any case. Ignorance is the lowest common denominator and the only thing we can do is talking about it, so that this diversity gradually becomes normal.

Well, FreedArte wants to give the floor to them, to the victims, to the “different” and to those who, like us, believe in freedom, personal and of expression. We will therefore start a section made of your stories, because as a blog we have this purpose: to make room for everyone, for anyone who feels the need to express themselves and share their experience. Who knows whether as soon as possible that guarantee of freedom, that for now is only on paper, will become an integral part of culture and common thought.

translated by Beatrice Toscano

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