(🇮🇹/🇬🇧)QUINTA PUNTATA – Libertà nel mondo ai tempi del Coronavirus: l’opinione dei ragazzi sulla quarantena

🇮🇹 Siamo arrivati alla quinta e ultima puntata del nostro percorso “Libertà nel mondo ai tempi del Coronavirus”. Dopo cinque settimane in cui abbiamo avuto modo di raccogliere e pubblicare le riflessioni dei giovani sulla quarantena e sull’emergenza sanitaria, siamo arrivati alla fine di una ‘serie’ che ci ha fatto emozionare e pensare. In alcuni paesi fuori dall’Italia, la situazione è tutt’altro che alla ‘Fase 2’ e ne vogliamo tenere conto: nonostante la vita in Italia stia tornando giorno dopo giorno alla normalità, non tutti i paesi del mondo possono affermare lo stesso.  
FreedArte vi propone oggi le ultime testimonianze della serie, scritte da ragazzi non italiani e provenienti da vari paesi stranieri: Stati Uniti d’America, Olanda, Francia, Svezia e Asia.

🇬🇧 We arrived at the fifth and final episode of our path “Freedom in the world in the time of Coronavirus”. After five weeks in which we had the opportunity to collect and publish the reflections of quarantined young people and about the health emergency, we came to the end of a ‘series’ that made us excited and think. In some countries outside Italy, the situation is far from ‘Phase 2’ and we want to take this into account: although life in Italy is returning to normal day after day, not all countries in the world can say the same.
Today FreedArte offers you the latest testimonials of the series, written by non-Italian children and from various foreign countries: United States of America, Holland, France, Sweden and Asia
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Elizabeth, 24 anni (New Hampshire, Stati Uniti d’America)

La libertà è potere e diritto di agire, parlare e pensare liberamente senza alcuna restrizione. È una delle parole più potenti dell’esistenza. Sfortunatamente, anche durante i periodi normali, non esiste per tutti a causa di regolamenti governativi, motivi d’imbarazzo, famiglia e amici e molte altre ragioni. Fortunatamente, vivo in un paese (USA) dove esiste la libertà. Vivo in uno stato che segue il motto “Vivi libero o muori”. Un motto presente sulle targhe delle auto che guidiamo, sui berretti da baseball, magliette, tazze e altro ancora. È il nostro modo di vivere.

Di recente, però, quella libertà è stata tolta senza preavviso. Il COVID-19 ha rapidamente spazzato il mondo infettando la vulnerabilità, instillando la paura e portando via la libertà delle persone. Anche i diritti più elementari, come uscire a fare una passeggiata sulla spiaggia. Le persone non possono nemmeno vedere la famiglia, andare a lavoro / a scuola, vedere i propri cari nei loro ultimi momenti della vita a causa di una malattia. Non ho idea di cosa ci riserva il futuro e non credo che molti lo sappiano, nemmeno gli esperti. Tuttavia, sono sicura di una cosa; ci saranno cambiamenti nella vita di tutti i giorni. Proprio come dopo qualsiasi altro evento storico catastrofico, ci saranno ulteriori misure precauzionali prese in base alle lezioni apprese, quindi non finiremo di nuovo in questa posizione. Durante questo periodo difficile, ho avuto l’opportunità di riflettere e pensare a quanto sono fortunata. In qualche modo, ce la faremo e diventeremo più forti, come mai prima d’ora.

Elizabeth (New Hampshire, USA)

Freedom is the power and right to act, speak, or think as one wants too without any restriction. It is one of the most powerful words to exist and exercise. Unfortunately, even during normal times, it doesn’t exist for everyone due to government regulations, fear of embarrassment, family and friends, and many more reasons. Luckily, I live in a country (USA) where freedom exists. I live in a state that lives by the motto “Live Free or Die”. It is on the license plates of the cars we drive, and advertised on baseball caps, t-shirts, mugs and more. It is our way of life.

Recently though, that freedom has been taken away with no warning. COVID-19 rapidly swept the world by infecting the vulnerable, instilling fear, and taking people’s freedom away. Even the most basic rights, like going out for walk on the beach. People cannot even see family, go to work/school, see loved ones in their final moments of life, because of a disease. I have no idea what the future holds and don’t think many do, even the experts. However, I can assure you of one thing; there will be changes made to everyday life. Just like after any other catestrophic historical event, there will additional precautionary measures taken based on the lessons learned, so we do not end up in this position again.During, this difficult time, I have had the opportunity to reflect and think about how lucky I am. Somehow though, we will make it through and become stronger, then ever before.

Elizabeth (New Hampshire, USA)

Anonimo, Asia

Questo virus ha cambiato totalmente la mia concezione di libertà.
Non penso esista la libertà assoluta, anche la libertà ha un limite. Affrontando questa pandemia, tutti noi siamo stati chiamati ad un notevole sforzo sia sotto il punto di vista fisico che mentale. La forza-lavoro di un paese quasi azzerata, così come il ramo istruttivo-educativo privato della funzione meramente sociale della “scuola”, anche le sedute di laurea – momento più bello di qualsiasi studente – confinato in un monitor ed una tastiera, per non parlare di medici ed infermieri che lavorano h24.
Tutti abbiamo dato parte di noi stessi per combattere questo virus, infatti per la maggior parte dei popoli, la perdita più grave in questo periodo è proprio quella della “libertà”.
Nei paesi orientali il modo di concepire la vita, e di conseguenza la relativa idea di libertà, viene influenzata in modo sostanziale dai pensieri degli antichi, i quali ne sottolineavano il valore collettivo, l’interesse sociale. Assaporando il sacrificio personale, soprattutto di fronte al disastro umano, la perdita di ‘libertà’ in questo frangente non ci crea irrisolvibili disagi. Dico tutto ciò dal mio punto di vista, che è prettamente personale: sono una studentessa, la quarantena per me è solo un periodo per stare a casa e prevenire il virus, inoltre non ho la pressione incessante di guadagnare soldi o di occuparmi di bambini (che fortunatamente non ho). Io approvo la libertà seppur contenuta entro certi limiti. Non significa che sia d’accordo con il blocco di qualsiasi piattaforma social come Instagram, Facebook, Google ed altro. Intendo che davanti al disastro umano e mondiale, dobbiamo essere più ‘disciplinati’ per proteggere noi stessi e soprattutto per ridurre la diffusione del virus.
Ps: Per voi che inventate ridicole scuse per uscire ed andare a fare solo un giro per poi trovarvi al bar a bere con gli amici… io resto senza parole, anzi forse ne ho una per voi: ignoranti.

Anonimo, Asia

This virus has totally changed my idea of freedom.
I don’t think that absolute freedom exists, even freedom has a limit. As we face this pandemic, we are all asked to make a huge physical and mental effort: the workforce of a country has been almost wiped out, just like the educational system that has been deprived from the social function of schools, and also from graduation sessions, moment of apology for every student. Now those activities are confined behind a screen and a keyboard, to say nothing of doctors and nurses who work 24/7.
We all have have given part of us to fight this virus, for the greatest part of the nations the greatest loss in this moment is indeed that loss of “freedom”.
In eastern countries the way to conceive life, and consequently, freedom, is influenced by the thoughts of the ancients that remind us of the collective worth, the social interest…in order to appreciate our personal sacrifice, overall in front of the human disaster, the loss of freedom does not involve exaggerate discomfort. I say so from my point of view, that is strictly personal: I’m a student, quarantine for me is just a period to stay at home and prevent the spread of the virus, furthermore I don’t have the necessity to gain money or to feed children (that luckily I don’t have). I approve freedom if it is contained within specific limits. That does not mean that I agree with the censorship of whatever social media, like Instagram, Facebook, Google and other platforms. I mean, that in front of a global human disaster, we must be more disciplined to protect ourselves and overall to avoid the spread of the virus.
P.S.: to those who invent stupid excuses to go out even just for a walk and that go to the bar with their friends…I have no words, no well, maybe I have one for you: ignorant.

Anonymous, Asia

Mary, 26 anni, Olympia (Washington, USA)

Sto perfettamente bene con l’allontanamento sociale e il semi-isolamento. È l’unica cosa giusta da fare. Non credo che la mia libertà sia minacciata. Non importa cosa succeda, sono sempre libera nella mente e nell’animo. La cosa che fa più paura sono le tante incognite su questo virus e il fatto che non possiamo vedere i nostri figli e nipoti. Abitano tutti a un’ora o più di distanza da noi. Ma per lo meno ci mandiamo messaggi e ci vediamo su FaceTime o Zoom, anche se non è lo stesso. Che dire ancora sulla libertà: non ci sentiamo troppo colpiti o raggirati. Questo paese è così diviso e l’adorazione del dollaro è così forte a vari livelli che potrebbero accadere cose davvero terribili, mentre le persone insistono per mettersi in pericolo – e tutto questo in nome della loro libertà. Molte di quelle persone hanno le pistole e questo non mi piace! Se ci sono disordini civili, sono a favore del fatto che il governo locale, insieme alla guardia nazionale, intervenga per impedire che le cose sfuggano di mano

Mary, Olympia (Washington, USA)

I’m perfectly fine with the social distancing and semi- isolation. It is the only appropriate thing to do. I do not feel my freedom is threatened. No matter what happens I am always free in my mind and soul. The scary part is the unknowns about this virus and the hardest one is not visiting with our children and grandchildren. They are all an hour or two way. But we text and FaceTime and Zoom with them. But it’s not the same. More about freedom – we don’t feel too impacted or put upon. This country is so divided and the worship of the dollar so strong on many levels that harmful things could happen as people insist on putting themselves at risk- all in the name of their freedom. Many of those people have guns and that does not please me! If there are civil disturbances I support the local government along with the national guard stepping in to stop things getting out of hand.

Mary, Olympia (Washington, USA)

Anonimo, Asia

Dal 25 gennaio 2020 in poi, nessuno del nostro quartiere poteva più uscire di casa se non per gli impegni di prima necessità, e di seguito, il portiere ha consegnato un bigliettino(un pass per entrare e uscire)a ogni famiglia del quartiere, informandoci che per ogni due giorni ogni famiglia poteva solo mandare una persona a fare le spese, portando il pass e la carta d’identità e registrando tutte le informazioni relative: nome, indirizzo preciso, destinazione, orario d’uscita e d’rientrata, temperatura corporea, numero della carta d’identità, numero di telefono…
Qualche giorno dopo, i registri cartacei venivano sostituiti dai registri elettronici, cioè il codice QR, che è più preciso e più efficiente. Praticamente ognuno possiede il suo codice, che collega al documento di identità e alle applicazioni più usate. Normalmente questo codice deve essere verde, se sei appena tornato dal viaggio o sei stato fuori della tua città oppure hai contattato direttamente o indirettamente con i casi positivi, per esempio siete andati allo stesso negozio nelle stesse ore, il tuo codice diventerà rosso. Dovunque vai, prima di entrare devi prima fai vedere il tuo codice, viene misurata la temperatura corporea e fai scansione del QR code del posto (quasi tutti i luoghi pubblici hanno il loro codice, tipo i supermercati, la banca, i quartieri, gli istituti ecc.), che garantisce i percorsi di tutti sono rintracciabili.
L’attuazione di queste politiche è avvenuta in modo abbastanza tranquillo perché la trasparenza che garantiscono, anche se a costo di perdita della libertà di movimento e della privacy personale, è molto rassicurante per i cittadini. Al contrario, siamo sempre più sensibili alla libertà di parola, perché tutti hanno paura che i dati pubblicati dai media ufficiali non siano abbastanza obiettivi e che le notizie vengano censurate…

Anonimo, Asia

From January 25, 2020 onwards, no one in our neighbourhood could leave their house anymore except for the commitments linked to first necessity. Subsequently, the porter delivered an entry and exit ticket to each family in the neighbourhood, informing us that, for every two days, each family could only send one person to do the shopping by bringing with them the ticket and the identity card, recording all the related information: name, specific address, destination, time of exit and entry, body temperature, identity card number, telephone number…
A few days later, paper registers were replaced by electronic registers, namely, the QR code, which is more accurate and more efficient. Basically, everyone has got his own code, which connects to the identity document and the most used applications. Normally, this code must be green, but if you have just returned from a trip or have been out of your town or have, directly or indirectly, been in contact with some positive cases; for example you went to the same store in the same hours of these people, your code will become red. Wherever you go, before entering, you must first show your code, your body temperature has to be measured and you have to scan the QR code of the place where you are which guarantees everyone’s routes are traceable (almost all public places have their code, such as supermarkets, banks, neighbourhoods, institutions etc.).
The implementation of these policies was quite simple because the transparency they achieve is also very reassuring for citizens, even at the cost of losing their freedom of movement and their personal privacy. On the contrary, we are increasingly sensitive to the freedom to speak, because everyone is afraid that the data published by the official media is not objective enough and that the news is censored…

Anonymous, Asia

Aurore, 23 anni, (Espéraza, Francia)

Per me libertà significa fare ciò che si desidera della propria giornata: si può andare a lavorare per guadagnare un po’ di soldi e essere così utili e avere un ruolo nella società; si possono incontrare persone a cui si vuole bene, siano amici o familiari; si può anche decidere di cucinare qualcosa che si apprezza semplicemente perché si ha la facoltà di andare al supermercato quando si vuole e comprare il necessario per farlo; si può fare una passeggiata nella natura, in montagna o vicino al fiume perché si adora l’aria aperta e uscire ci rende felici… Questi sono solo alcuni esempi, ma penso che siano i più importanti per me. Di conseguenza, la situazione attuale limita la mia libertà per il momento. Non sono in grado di lavorare e, naturalmente, non posso vedere i miei amici e la mia famiglia e non so quando li rivedrò, quindi è un po’ difficile. Ma è lo stesso per tutti, quindi questo mi fa riflettere, perché so che è molto importante rispettare il lockdown per salvare le persone. Inoltre, potrebbe sembrare un po’ strano, ma in questa situazione molto difficile penso che ci sia comunque anche una sorta di aspetto positivo. Ad esempio, posso pensare a cosa sia veramente importante nella mia vita.

Aurore (Espéraza, Francia)

For me, freedom means that you can do what you want of your day : you can go to work to earn some money and to be useful and have a social role ; you can meet people that you want to see and that you love, your friends and your family ; you can also decide to cook something that you love because you can go to the supermarket when you want and buy what you want for cooking ; you can have a walk in nature, in mountains or near the river because you love that and it makes you happy… These are just some examples, but I think it’s the most representative for me. So consequently, the covid 19 situation limit my freedom, as everyone for the moment, I think. I’m not able to work and of course, I’m not allowed to see my friends and my family and I don’t know when I will see them again, so it’s a bit difficult. But it’s the same for everybody so I think about that. And I know it’s very important to respect the lockdown to save people. And also, it could seems a bit strange, but in this very difficult situation, I think there’s also a kind of positive aspect. For example, I can identify what is really important in my life.

Aurore (Espéraza, Francia)

Sebastian, 25 anni (Jönköping, Svezia)

Dunque, il mio concetto di libertà si fonda sulla libertà di parola, di religione e di movimento. Questa situazione che stiamo vivendo in questo momento è particolare perché da un lato le persone fanno ciò che il governo sta dicendo loro di fare, ma allo stesso tempo, dall’altro si prendono anche il diritto di abusare della propria libertà di movimento per andare in ristoranti molto affollati. Le persone dovrebbero avere la massima libertà di movimento e di religione, ma certamente non col rischio di far del male ad altri, diffondendo virus o malattie. E questo è qualcosa che la gente deve capire, perché se davvero certe persone si stanno prendendo la libertà di far del male ad altri, allora questa situazione richiederà necessariamente più tempo. E certamente il governo toglierà alle persone il diritto alla libera circolazione a causa della mancanza di responsabilità che molte persone stanno dimostrando. Questo stato di cose è per giunta un modo pericoloso perché permette al governo di decidere che misure adottare proprio con quelle leggi che non sono state rispettate dal popolo. Quindi, sono due facce della stessa medaglia. Le persone da un lato dovrebbero avere certamente (in condizioni normali) la libertà di fare tutto ciò che vogliono fare, ma non ora, in questo momento di crisi. È arrivato il momento che le persone si assumano le proprie responsabilità nei confronti degli altri in modo che il governo non debba fare più restrizioni, perché in caso contrario le faranno.

Sebastian (Jönköping, Svezia)

Well, my concept of freedom has to do come down to the fundamentals of freedom of speech, religion, and movement. This situation that we are having right now is a special in that way that people do what the government is telling them to do in some ways. But at the same time people do also take their time to abuse their freedom of movement and go out to tightly crowded restaurants.
People should have the freedom of movement and religion in the fullest, but not in the way that they can hurt other by spreading viruses or diseases. And that is something people has to know, because if people are taking their freedom to hurt others this situation will take longer time. And that the government will take away people right to freedom of movement because of the irresponsibility that people are showing.
And that is also a dangerous way to go with letting the government decides how to do and not to do with laws that hasn’t been recognised by the people. So is like two sides of a coin. People should have freedom to do whatever they can do, but not now in a time of crisis. Now it’s time for people to take their responsibility towards others so that the government doesn’t have to make more restrictions because they will.

Sebastian (Jönköping, Sweden)

Sietze Attema Herrera, 24 anni (Den Haag,Olanda)

Vivo a Den Haag, in Olanda, ma sono originario della Repubblica Dominicana. Il Coronavirus ha avuto un impatto forte per la società, per quando riguarda la sua economia e gli altri settori ricollegabili, ma questo non è l’aspetto sorprendente perché è ciò che è accaduto in tutto il mondo. Negozi chiusi, meno persone per strada, le notizie che informano su questo tema continuamente. Quello che è davvero sorprendente è il modo in cui molti olandesi stanno affrontando la situazione: sono tutti molto calmi rispetto al tema, anche se ci sono sempre meno persone sparse per le vie della città di quelle che ci sarebbero state normalmente in primavera e in estate. Ciò nonostante, ci sono olandesi che passeggiano, si rilassano nei parchi, giocano con i propri figli all’aperto, etc. Sicuramente, questo è un comportamento irresponsabile da parte della popolazione olandese rispetto ai forti provvedimenti presi in altri Paesi. Qui, le regole fondamentali sono: “non avvicinarti alle persone” e la chiusura dei vari negozi, anche se è ancora possibile andare a uno snack bar per ordinare patatine fritte con burro d’arachidi o maionese d’asporto (una merenda molto diffusa da queste parti). Un’altra cosa particolare è che, nonostante le precauzioni “leggere” che sono state prese, i casi positivi non aumentano in maniera significativa, al contrario rimangono sempre molto concentrate. Di sicuro, l’Olanda è uno dei Paesi nei quali la vita quotidiana delle persone è stata “meno colpita” da questo nuovo virus.

Sietze Attema Herrera (Den Haag, Olanda)

I am living in Den Haag, Netherlands but I came from Dominican Republic. The Coronavirus has had a great impact for the whole society, its economy and other interconnected areas, but this is not the most surprising aspect because it has happened everywhere in the world. Closed business, less people in the street, news always talking about this topic. The most incredible thing is the way Dutch people are dealing with the situation: they are very calm about it, even if there are fewer and fewer people going downtown than there would normally be in spring and summer. Nonetheless, people walk, relax in the garden, play with their kids at open air, etc. This is a very irresponsible behavior with respect to the measures taken by other countries. There are two rules here: “do not stay next to people” and the closure of local shops, although you can still go to a snack bar to order french fries with peanut butter or mayonnaise to take away (a very common snack around here). Another interesting thing is that, despite the “light” precautions that have been taken, positive cases are not increasing significantly.  For sure, Netherlands are one of the countries where people’s daily lifestyle has been less affected by this new virus.

Sietze Attema Herrera (Den Haag, Olanda)

Ratchanee Seesan, 24 anni (Tokio, Giappone)

Responsabile Freewill. Questa è la libertà per me. Questo virus mi ha fatto capire quanto io dia il tempo, le persone e le cose per scontate. Questo virus influenza i miei progetti futuri e mi ha resa ancora più ansiosa di come sarà il futuro dopo tutto questo. C’è la paura che in qualche modo le cose vadano ancora peggio di come già vanno ora.

Ratchanee Seesan, 24 (Tokio, Giappone)

Responsible freewill. That’s freedom for me. This covid19 made me realize how I take time, people and  things for granted. It affects my future plans and made me more anxious of what the future will be after this is all over. There is fear somehow that things will get worse than it already is now.

Ratchanee Seesan, 24 (Tokio, Giappone)

 

Un pensiero riguardo “(🇮🇹/🇬🇧)QUINTA PUNTATA – Libertà nel mondo ai tempi del Coronavirus: l’opinione dei ragazzi sulla quarantena

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