La Traviata di Giuseppe Verdi: riassunto e analisi dell’opera

La Traviata, una delle opere più belle e rappresentate al Mondo.

La Traviata di Giuseppe Verdi viene rappresentata per la prima volta il 6 marzo del 1853 al Teatro La Fenice di Venezia, ma il suo debutto fu disastro. La sua bellezza verrà apprezzata solo un anno dopo, precisamente il 6 maggio 1854, quando venne rappresentata nuovamente, sempre a Venezia, ma al Teatro San Benedetto; per l’occasione fu lo stesso Verdi a dirigere il tutto.

Ma… come si ascolta la Traviata?

Ascoltiamo il preludio:

Cos’è un preludio? Un preludio è un brano di soli strumenti, composto da due motivi musicali principali.

Il Primo è il tema della malattia/morte.  Questa musica ha una grande forza, tanto che il tema della morte si trasforma in quello dell’amore: “L’Amore che muove il sole e le altre stelle” scrive Dante e qui è proprio l’Amore a muovere l’intera Opera.

L’opera si apre, dopo il preludio strumentale, con una festa, una grandissima festa che Violetta dà nella sua casa, dove possiamo ascoltare uno dei brani più famosi di Verdi: Brindisi. Qui è lo scandalo, perché la festa si tiene a casa di una prostituta. Ulteriore scandalo allo scandalo: Violetta è stata una persona realmente esistita e per giunta… solo pochi anni prima della Traviata.

Le persone che andavano a teatro erano di estrazione borghese e rimasero completamente scandalizzate da questa cosa: non si poteva parlare di una prostituta! Verdi parla di una prostituta che ha abbandonato tutto, ed è questa la grande forza: una prostituta che lascia tutto per amore del suo amato Alfredo.

Tuttavia, inevitabilmente… il suo passato torna a tormentarla. Accade quando il padre di Alfredo chiede a Violetta di lasciare il figlio perché lui è un borghese e lei, con il suo passato da prostituta, sta infangando il suo nome. Terribile è la reazione di Violetta. Nonostante si senta sola, amareggiata e desolata, Violetta decide di assecondare il padre del suo amato, quando ami davvero qualcuno, devi pensare prima a lui che a te stesso. L’unica cosa che Violetta chiede in cambio è di essere abbracciata come una figlia, per avere, almeno l’illusione di una famiglia che la ami.

Il secondo quadro del secondo atto, si apre nuovamente con una festa, una festa dove zingarelle e mattatori ballano e cantano.

Poi c’è una partita a carte, una partita a carte tragica, perché Alfredo infanga Violetta davanti a tutti. Perché Alfredo fa questo? Perché lui si sente tradito, perché lui non sa della conversazione tra Violetta e il padre: è all’oscuro di tutto.

Ed ecco, che il terzo atto, l’ultimo atto dell’Opera, si apre con un altro preludio, un preludio che, come possiamo sentire, riprende le prime note del primo preludio, quindi riprende il tema della morte è questo tema non viene più trasformato, resterà morte. Violetta sta male, è malata di tisi e morirà, di li a poco, dopo aver incontrato Alfredo che le giura grande amore e dopo aver perdonato il padre Giorgio che arriva per chiederle perdono

Ed ecco, che quel passato tanto scomodo diventa motivo di grande forza in quell’aria meravigliosa: “addio del passato“. Violetta dice addio a quel passato da prostituta, ma dice addio anche a quel passato d’amore; a quel passato d’amore che le aveva regalato un sogno incredibile.

E allora si sente quella famosa frase “Della Traviata Sorridi al Desio”… e da qui nasce il nome dell’opera. Violetta, non può che morire tra le braccia del suo amato, dopo aver avuto un momento di vitalità dato dall’Amore. Quell’Amore che muove il mondo intero.

Gianluca Foderà

 

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