(🇮🇹/🇬🇧)PARTE 2 – I mosaici di Ravenna: le caratteristiche dell’arte ravennate

La città di Ravenna divenne capitale dell’Impero Romano d’Occidente nel 402 per volontà dell’imperatore Onorio, figlio di Teodosio. Parlando del tripudio di luci e colori che caratterizza molti suoi edifici, si possono distinguere dei periodi storico-artistici fondamentali: il periodo valentiniano (V secolo), di cui si era già accennato nella prima parte, e, in ordine di tempo, il periodo di Teodorico (V-VI secolo).

🇮🇹 Il periodo di Teodorico (V-VI secolo)

Teodorico è stato un sovrano barbaro, poiché goto. Con Teodorico, l’arte a Ravenna cambia profondamente. Egli era stato diversi anni a Bisanzio, in qualità di prigioniero e lì era entrato in contatto con l’arte bizantina, rimanendone particolarmente affascinato. Inoltre, Teodorico era un sostenitore dell’arianesimo, dottrina che negava la natura divina di Cristo e per questo motivo successivamente condannata dalla Chiesa; la memoria stessa dell’imperatore, a causa della sua fede ariana, subì nel tempo una vera e propria damnatio memoriae. L’arte ravennate da questo momento guarderà a quella bizantina: un’arte astratta che vuole celebrare la bellezza sacra e ideale attraverso sintesi e stilizzazione, per sottolineare la distanza tra realtà celeste e materiale.

Sono queste le caratteristiche che troviamo nei monumenti costruiti a Ravenna all’epoca di Teodorico, come nel Battistero degli Ariani (contrapposto a quello degli Ortodossi), che presenta lo stesso tema all’interno della cupola musiva: il battesimo di Cristo. Tuttavia, in questo battistero, a differenza di quello precedente, non c’è spazio per nessuna ricerca volumetrica o anatomica. Non c’è né profondità, né naturalismo; tutto è dominato dalla linea e dai giochi geometrici.

La chiesa di Sant’Apollinare Nuovo è una chiesa che fu costruita a Ravenna verso il ‘500 e inizialmente dedicata al Cristo Redentore. A metà del IX secolo, vennero portate qui le reliquie di Sant’Apollinare, figura che, stando ai Vangeli, aveva accompagnato Pietro nel suo viaggio a Roma e la chiesa gli fu dedicata. All’interno della chiesa, le pareti sono decorate a mosaico. Sulla parete sinistra, in basso, viene rappresentato un corteo di sante vergini guidato dai magi, che partendo dal porto di Classe si dirigono verso la Vergine che ha in braccio Gesù Bambino. Nella parete opposta, un corteo di santi martiri guidato da Teodorico, parte dal suo Palazzo per dirigersi verso la figura di Cristo, seduta in trono. Le immagini rispettano una rigida gerarchia: nessuna figura rappresentata è più grande di Cristo e le scene sono semplificate, in modo tale che il fedele possa capire facilmente la scena. Le caratteristiche sono le stesse presenti nella cupola del Battistero degli Ariani. La figura di Teodorico, a causa della damnatio memoriae, venne coperta e sostituita con quella di San Martino di Tour, nemico giurato dell’arianesimo.

Il Mausoleo di Teodorico è la massima espressione della duplice realtà che conviveva nell’imperatore: romanitas da un lato e barbaritas dall’altro. La forma del mausoleo è atipica, forse ispirata a una tenda a padiglione, simbolo dell’auctoritas del sovrano. Il mausoleo presenta due piante, quella inferiore è a croce e quella superiore è circolare (unico riferimento alla romanitas). Protagonista è la grande cupola a forma di corona ferrea: al centro vi è una croce gemmata. Forse l’edificio si ispirava all’Apostoleion di Costantinopoli (andato distrutto) e voleva celebrare, implicitamente, i 12 apostoli, considerandosi, Teodorico stesso, come Costantino prima di lui, il tredicesimo apostolo.

Il Mausoleo di Teodorico

🇬🇧 Period of Teodorico (V- VI century)

Theodoric was a barbarian sovereign. With Theodoric, the art in Ravenna changes deeply. He spent many years in Byzantium as a prisoner and there he got to know byzantine art, which fascinated him. Furthermore, Theodoric was a supporter of Arianism, a doctrine that denied the holy nature of Christ, and for this reason was condemned by the church. The emperor suffered a true damnatio memoriae during the ages, due to his Arian faith. The art of Ravenna, from this moment on, is inspired by the Byzantine art: an abstract art that wants to celebrate the holy and ideal beauty through stylization, in order to underline the distance between heavenly and material truth.

These are the characteristics that we find in monuments built in Ravenna during the age of Theodoric, just like the Battistero degli Ariani (opposite to the one of the Orthodox), that represents the same theme inside of the dome: the baptism of Christ. Nevertheless, in this baptistery, differently from the previous one, there is no place  for depth, nor for naturalism, everything is linear and geometrical.

The church of Sant’Apollinare Nuovo is a church that was built in Ravenna around the 16th century and initially dedicated to Christ the Redeemer. In the mid-9th century, the relics of St. Apollinaris were brought here, a figure who, according to the Gospels, accompanied Peter on his trip to Rome and the church was dedicated to him. Inside the church, the walls are decorated with mosaics. On the lower half of the left wall, a procession of virgin saints led by the mages is represented, who, starting from the port of Classe, head towards the Virgin holding Jesus. On the opposite wall, a procession of holy martyrs led by Theodoric, leaves from his palace to go towards the figure of Christ, seated on the throne. The images respect a strict hierarchy: no represented figure is bigger than Christ and the scenes are simplified, so that the faithful can easily understand the scene. The characteristics are the same as in the dome of the Arian Baptistery. The figure of Theodoric, because of the damnatio memoriae, was covered and replaced with that of San Martino di Tour, sworn enemy of Arianism.

The Mausoleum of Theodoric is the maximum expression of the double reality that coexisted in the emperor: romanitas on one side and barbaritas on the other. The shape of the mausoleum is atypical, perhaps inspired by a pavilion tent, a symbol of the sovereign’s auctoritas. The mausoleum has two plants, the lower one is a cross and the upper one is circular (the only reference to Romanitas). The protagonist is the large dome in the shape of an iron crown: in the centre there is a jewelled cross. Perhaps the building was inspired by the Apostoleion of Constantinople (destroyed) and wanted to implicitly celebrate the 12 apostles, considering himself Theodoric himself, like Constantine before him, the thirteenth apostle.

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