(🇮🇹/🇬🇧)TERZA PUNTATA – Libertà nel mondo ai tempi del Coronavirus: l’opinione dei ragazzi sulla quarantena

🇮🇹 Nonostante gli ultimi allentamenti delle restrizioni, la quarantena da Coronavirus è ancora tra i temi più dibattuti al momento. Ma i giovani come la stanno vivendo? E cos’è per loro la libertà? “Libertà nel mondo ai tempi del Coronavirus” è la rubrica di FreedArte di attualità che dà voce direttamente a loro, a ragazzi e ragazze di tutto il mondo. In questa terza puntata, proseguendo il nostro viaggio lungo la penisola italiana, vi presentiamo le testimonianze provenienti da Genova, Firenze, Roma, Latina e Ragusa.

🇬🇧 Despite the latest easing of restrictions, at the moment Coronavirus quarantine is still among the most debated issues. But how are young people experiencing it? And what is freedom for them? “Freedom in the world at the time of Coronavirus” is FreedArte‘s current affairs column that gives voice directly to them, to boys and girls all over the world. In this third episode, continuing our journey along the Italian peninsula, we present the testimonies from Genova, Florence, Rome, Latina and Ragusa.

"Libertà nel mondo ai tempi del Coronavirus" è la rubrica di FreedArte di attualità che dà voce direttamente a loro, a ragazzi e ragazze di tutto il mondo. In questa terza puntata, proseguendo il nostro viaggio lungo la penisola italiana, vi presentiamo le testimonianze provenienti da Firenze, Roma, Latina, Caserta e Ragusa

Eleonora, 22 anni, Genova

libertà
Libertà.
Libertà!
Suona anche strano ripeterlo ad alta voce mentre lo scrivo.
Cosa sia davvero in realtà non lo so, però mi rendo conto che mi sembra sempre più distante.
Libertà significa tante cose, ingloba ogni aspetto della nostra vita.
Io sono libera di scegliere. Io sono libera di pensare. Io sono libera di agire. Io sono libera, ma mai del tutto, perché devo fare i conti con il resto. Con le circostanze. Con le persone.
Sono sempre stata una persona piuttosto riflessiva, forse troppo, e questa mi sembra veramente la più alta e inimitabile forma di freschezza d’animo che una persona possa avere. Eppure è così pesante. Perché sei libero di far viaggiare il cervello ogni singolo secondo in ogni piccola fantasia o quesito o dubbio, ma non ti senti libero di smettere. Questo periodo è pazzesco. È talmente orribile che sembra tangibile, come se potessimo toccare il dolore o la disperazione. Ciononostante, c’è sempre chi decide di non rispettare gli altri. C’è chi si prende la libertà di uscire di casa consapevole di essere positivo e di infettare tutti quelli che incontrerà per via. C’è chi si prende la libertà di spostarsi senza validi motivi. C’è chi si prende la libertà di fregarsene e di andare in giro ad uccidere. Oh si, perché in questo momento, può uccidere anche un respiro, uno starnuto, uno sbadiglio.
E poi c’è chi, invece, decide di usare la propria libertà per salvare gli altri.
Non so cosa sia la libertà, però so che forse, in questo momento, non è poi così distante come credevo.

Eleonora (Genova, Italia)

...freedom
Freedom.
Freedom!
It’s strange to repeat it aloud even as I write it.
I don’t really know what freedom really is, but I realize that it seems more and more distant.
Freedom means many things, it encompasses every aspect of our life.
I’m free to choose. I’m free to think. I’m free to act.
I’m free, but never completely, because I’ve to deal with the rest. With circumstances. With people.
I’ve always been a rather thoughtful person, maybe too much, and this really seems to me the highest and most inimitable form of freshness of mind that a person can have. Yet it is so heavy. Because you’re free to make your brain wander every single second, in every little daydream or question or doubt, but you don’t feel free to stop. This period is crazy.
It’s so awful that it seems tan
gible, as if we could touch pain or despair. Nonetheless, there are always those who decide not to respect others. There are those who take the liberty of leaving home, aware that they are positive and they’re infecting everyone they meet on the way. There are those who take the liberty of moving without valid reasons. There are those who take the liberty of not giving a damn and going around killing people. Oh yes, because right now, a breath, a sneeze, a yawn can kill too.
And then there are those who, on the other hand, decide to use their freedom to save others. I don’t know what freedom is, but I know that perhaps, at this moment, it’s not as distant as I thought
.

Eleonora (Genova, Italy)

Davide, 28 anni, Firenze

Io e la mia famiglia gestiamo un ristorante, in provincia di Firenze. La nostra città é una bellissima meta turistica e per la prima volta, dopo tantissimi anni (ero praticamente un bambino), non ho lavorato nei giorni di Pasquetta, 25 aprile e primo maggio. In gergo, per me quei giorni rappresentano la ‘santissima trinità’, e cioè le tre giornate che sanciscono ufficialmente l’arrivo della stagione turistica.
Non quest’anno. Non ho potuto lavorare ed è stato strano e tremendo.
La nostra attività cresce sugli assembramenti. Le bollette continuano ad arrivare, e nonostante i consumi siano quasi a zero, le tasse annesse sono veramente spietate.
Certo, in un momento come questo la prima cosa dovrebbe essere la salute, ma come faccio a non pensare di portare avanti un’azienda che é stata creata da mio nonno? Noi siamo fortunati, perché non abbiamo l’affitto da pagare. Posso solo immaginare cosa sta passando chi invece, ogni mese e nonostante questa situazione, deve comunque affrontare uscite ricorrenti.

Davide (Firenze, Italia)

My family and I run a restaurant in the province of Florence. Our city is a beautiful tourist destination and for the first time, after many years (I was practically a child), I did not work on Easter Monday, April 25th and May 1st. In jargon, for me those days represent the ‘most holy trinity’, that is, the three days that officially mark the arrival of the tourist season.
Not this year. I was unable to work and it was strange and terrible.
Our business grows on gatherings. The bills continue to arrive, and despite the fact that consumption is almost zero, the associated taxes are truly ruthless.
Of course, at a time like this the first thing should be health, but how can I not think of running a company that was created by my grandfather? We are lucky because we don’t have the rent to pay. I can only imagine what is going on who instead, every month and despite this situation, still faces recurring economic issues.

Davide (Florence, Italy)

Silvia, 26 anni, Roma

«Ore 7.00 suona la sveglia. Mi alzo, faccio colazione, mi preparo ed esco. Prendo la metro e poi il tram, arrivo in aula. La lezione non mi piace; ho fatto tutta questa strada per venire qui e non voglio tornare subito a casa, decido di andare a studiare in biblioteca. Si fa ora di pranzo, mi raggiungono le mie amiche, andiamo a mangiare insieme al bar e poi finalmente torno a casa. Percorso inverso, tram e poi metro.»

Questa era la mia “giornata tipo” durante la quale, inconsapevolmente, ero portata a compiere numerose scelte. Ero però libera di farlo, e non mi sentivo oppressa o costretta a scegliere qualcosa o qualcos’altro. Anzi, nell’effettuare questo lavoro di scelta quasi non ci facevo caso. La libertà è poter scegliere senza farci caso… Viviamo in un periodo storico mai visto prima; l’essere umano è però caratterizzato da una fortissima caratteristica di adattamento. Ci adattiamo a tutto. Piano piano abbiamo cominciato a eliminare attività: dalle più superficiali e sacrificabili, fino alle più importanti, alla base delle umane relazioni. A questa realtà alla quale ci siamo adattati però manca qualcosa. La viviamo, abbiamo la libertà di non farlo? Siamo passati da poter scegliere tutte le grandi e piccole attività di una nostra “giornata tipo” e dover scegliere solamente quando andare a fare la spesa, quando portare fuori il cane e.… e basta! Non solo, nel portare avanti queste attività ci facciamo caso. Facciamo caso a quanto siamo coperti (mani, bocca); facciamo caso a chi ci sta intorno… a che distanza ha starnutito? Facciamo caso soprattutto al fatto che non vediamo l’ora di tornare a casa, quella casa che quando ci stiamo dentro ci sembra stretta e le ore non passano mai.

Silvia (Roma, Italy)

«At 7.00 AM the alarm rings. I get up, have breakfast, get ready and go out. I take the metro and then the tram, I arrive in the classroom. I don’t like the lesson; I have come all this way to come here and I don’t want to go home immediately, I decide to go to the library to study. It is lunchtime, my friends join me, we go to eat together at the bar and then finally I go home. Reverse route, I take the tram and then the metro. »

This was my “typical day” during which, unknowingly, I was led to make many choices. But I was free to do it, and I didn’t feel oppressed or forced to choose something or something else. In fact, in carrying out this work of choice I didn’t noticed. Freedom is being able to choose without paying attention… We live in a historical period never seen before; however, the human being is characterized by a very strong adaptation feature. We adapt to everything. Slowly we began to eliminate activities: from the most superficial and expendable, to the most important, at the basis of human relationships. However, something is missing from this reality to which we have adapted. Do we live it, do we have the freedom not to do it? We have gone from being able to choose all the big and small activities of our “typical day” and having to choose only when to go shopping, when to take the dog out and … and that’s it! But it’s not over, in carrying out these activities we pay attention. We pay attention of what we are covered (hands, mouth); we pay attention to those around us … how far has he sneezed? We pay particular attention to the fact that we can’t wait to go home, that house that when we are in it seems narrow and the hours never pass.

Silvia (Rome, Italy)

Giorgio, 27 anni, Latina

Quando mi è stato chiesto di descrivere cosa fosse per me la libertà, nei miei pensieri si sono ingenerati una serie di dati, di immagini, di riflessioni cosi articolate da non essere semplice il tramutarle in parole.
In effetti, a ben pensarci, la libertà è un qualcosa di estremamente bello ma alquanto complesso. Il concetto di “libertà” richiama un qualcosa di innaturale, immateriale, trascendentale. La libertà non puoi toccarla, non puoi vederla e non puoi sentirla; puoi invece viverla. Ed è proprio questa la chiave di lettura, a mio avviso. La possibilità di vivere la libertà è un qualcosa che molto spesso ci dimentichiamo cosa sia. E soltanto quando non possiamo più utilizzarla, si rammenta la sua importanza nevralgica.
Essendo laureato in giurisprudenza, il concetto di libertà è stato il fulcro di ogni mio esame. In particolare, in ogni testo studiato si carpiva il principio secondo cui non sia possibile concepire la libertà in termini assoluti e, dunque, con la possibilità di estrinsecarla nel modo pieno e senza restrizioni o limitazioni, in quanto ciò potrebbe portar danno al prossimo e in alcune circostanze, anche allo stesso esercente. Pertanto oggi il concetto di libertà deve essere sempre relazionato, bilanciato e confrontato con gli interessi che caratterizzano quella particolare situazione, in quella precisa circostanza.
Ed è proprio questo che sta accadendo nell’attuale emergenza Covid-19. Ognuno di noi si vede costretto a limitare ciò che quotidianamente compieva con estrema leggerezza, senza pensare al principio sotteso a quel determinato gesto, la libertà: la libertà di uscire per fare una passeggiata con gli amici piuttosto che andare in biblioteca a consultare un buon libro. Ma ciò sta avvenendo per una causa primaria: quella di salvaguardare il prossimo, oltre che noi stessi.
Ed ecco come anche gli studi filosofici più complessi, quelle riflessioni che ai tempi del liceo vedevamo come una ovvia affermazione sulla libertà (si pensi a Socrate piuttosto che a Platone) forse soltanto oggi riusciamo davvero a capirne l’importanza.
D’altronde soltanto quando le cose che si sono avute non si hanno più se ne apprezza il vero valore.
Pertanto auspico che questo periodo che stiamo vivendo, oltre che volga al termine il prima possibile, sia anche e soprattutto un momento di riflessione, che consenta ad ognuno di noi di trattare con maggior approfondimento ogni affermazione volte a ledere l’altrui libertà ovvero a criticarne il suo esercizio, come nel caso meramente esemplificativo dei migranti che fuggono dalle loro terre natie per provare a raggiungere un futuro per loro migliore.

Giorgio (Latina, Italia)

When they asked me to describe what freedom was for me, a series of articulated data, images and reflections were generated in my thoughts so that it was not easy to turn them into words.
In fact, when you think about freedom, it is something extremely beautiful but somewhat complex. The concept of “freedom” recalls something unnatural, immaterial, transcendental. You cannot touch freedom, you cannot see it and you cannot feel it; you can live it instead. And in my opinion, this is precisely the interpretation of it. The possibility of experiencing freedom is something that we often forget. And only when we will no longer use it, we remember its neuralgic importance.
Having graduated in law, the concept of freedom was the centerpiece of all my exams. In particular, in every studied text the principle was that it is not possible to conceive freedom in absolute terms and, therefore, with the possibility of expressing it fully and without restrictions or limitations, as this could cause damage to people and in some circumstances, even to the same operator. Therefore today the concept of freedom must be always related, balanced and compared with the interests of a particular situation, in a specific circumstance.
And this is precisely what is happening in the current Covid-19 emergency. Each of us is forced to limit what he did daily with extreme lightness, without thinking about the principle contained in that particular gesture, freedom: the freedom to go out for a walk with friends rather than go to the library to consult a good book. But this is happening for a primary cause: safeguarding others, as well as ourselves.
And here is how even the most complex philosophical studies, those reflections that at the time of high school we saw as an obvious affirmation on freedom (think of Socrates rather than Plato) perhaps today we really understand its importance.
However only when the things you have no longer exist, their true value is appreciated.
Therefore I hope that this period that we are experiencing, as well as coming to an end as soon as possible, can also be a moment of reflection, which allows each of us to deal with more detail every statement aimed at harming the freedom of others and criticize each exercise, as in the merely exemplary case of migrants who flee their homelands to try to achieve a better future for them.

Giorgio (Latina, Italy)

Martina, 23 anni, Ragusa

“Cos’è la libertà?”
In passato, più di una volta mi è stata fatta questa domanda. Io ho sempre risposto con leggerezza, anche troppa, senza mai fermarmi a riflettere a fondo.
Oggi mi ritrovo intrappolata nella mia stessa casa e questo mi fa pensare molto di più. Solo due mesi fa ero LIBERA. Libera di andare a guardare il mare, libera di ammirare un tramonto, libera di andare a casa di mia nonna e abbracciarla forte, libera di essere una studentessa fuori sede a Milano, libera di andare a ballare con i miei amici senza nessun tipo di preoccupazione… notti eterne, giorni pieni… due mesi fa la parola Coronavirus neanche esisteva. Io sono siciliana e qui, in questo paradiso, davanti alle notizie sempre più tragiche abbiamo reagito tempestivamente. Tutto è stato chiuso, abbiamo tagliato le ali alle nostre stesse libertà per salvaguardarci, abbiamo rinunciato ai nostri saluti affettuosi, abbiamo girato le spalle alla nostra “Sicilia bedda”, ma l’abbiamo fatto per lei e per l’Italia tutta.
La nostra vita, come quella di tutti, è cambiata. Abbiamo perso tanto e, alla luce di ciò, penso di essere finalmente pronta a rispondere alla domanda iniziale…

Libertà sta in tutto ciò che ci sembrava poco, mai abbastanza, in tutto ciò che ci annoiava, che davamo per scontato e monotono. La libertà sta in quella ricchezza che non sapevamo nemmeno di possedere, nella vita quotidiana, in un abbraccio, in un bacio, in un tramonto. Presto torneremo ad assaporare nuovi giorni, nuove notti e mi auguro di non dimenticare MAI questo periodo. Continuerò a rivolgere uno sguardo al passato, perché possa arrivare un futuro migliore.

Martina (Ragusa, Italia)

“What is freedom?”
In the past I have been asked this question several times and I have always answered lightly, too lightly, without ever stopping to reflect.
Today I am trapped in my own house and I think a little more about this word. Only two months ago I was FREE to go out, look at the sea and admire a sunset, only two months ago I was FREE to go to my grandmum’s house and hug her tightly, only two months I was FREE to study away from home, in Milan, only two months ago I was FREE to go dancing with my friends without any kind of worry, the nights were eternal and the days full … only two months ago the word “coronavirus” did not exist or maybe did but we didn’t notice. I am Sicilian and here, in this paradise, we reacted instantly to the increasingly tragic news. We locked everything, cutting the wings of our freedoms to safeguard ourselves, we had to give up our affectionate and warm greetings, we turned our backs on our “Sicilia Bedda”, but we did it for her, for us and for Italy in general who recognizes strength only in unity.
Our life has changed, like everyone’s … we have lost a lot and because of this I think I am finally ready to answer that question … freedom is in everything that seemed little, never enough, boring, in things we took for granted and monotonous. Freedom is in that wealth that we didn’t even know we had, in everyday life, in a hug, in a kiss, in a sunset. We will soon be back to savor new days and new nights that I hope I will NEVER forget. I will always look back to the past for a better future to come.

Martina (Ragusa, Italy)

 

 

Traduzioni di: Vittorio Nastri, Riccardo de Meo e Beatrice Toscano

 

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