(🇮🇹/🇬🇧) Cinema: le caratteristiche del neorealismo italiano

(🇮🇹)La realtà come set cinematografico: il Neorealismo italiano

Dopo la Prima guerra mondiale, le produzioni cinematografiche italiane erano quasi inesistenti. Prevalenti erano i film stranieri importati e anche quello che era conosciuto come il “Cinema dei Telefoni Bianchi”. Quest’ultimo era una raccolta di film volta a emulare commedie in stile americano che includevano costose scenografie caratterizzate all’epoca da un “telefono bianco”: l’elemento principale che rappresentava la ricchezza.

Ma tutto questo presto cambiò, a causa dell’intento di Mussolini di unificare il paese e assumerne il controllo. I film di propaganda di destra che intendevano principalmente istruire, piuttosto che intrattenere il pubblico, iniziarono a prendere piede. Tuttavia, questi film fascisti furono solo temporanei, perché con l’inizio della Seconda guerra mondiale, parallelamente a una travolgente sensazione di angoscia, scoppiò una crisi generale nel settore dello spettacolo. Le forme più convenzionali di cinema (come il cinema hollywoodiano) si concentravano nell’offrire solo una versione addolcita della verità, una sorta di illusione di una realtà che avrebbe attratto un vasto pubblico; e per molto tempo è stato così anche per il cinema italiano. Poi però è arrivato il Neorealismo italiano che, in parte come posizione artistica collettiva e in parte per necessità, si è allontanato da quei principi per costruire qualcosa di inconfondibile.

L’industria cinematografica italiana fu distrutta in particolare a seguito degli eventi della Seconda guerra mondiale che hanno visto la devastazione di gran parte del paese a causa dei bombardamenti Alleati, rendendo praticamente inutilizzabili molti studi cinematografici italiani (in particolare Cinecittà, a Roma).

compresso
Germania, anno zero

Ma è proprio in questo disastro che notiamo come un semplice movimento cinematografico abbia incredibilmente svolto un ruolo importante nella rinascita di una nazione e nella ridefinizione di un gruppo di persone che tentavano disperatamente di riscoprirsi dopo vent’anni di fascismo. Questa situazione richiedeva urgentemente un rinnovamento del settore e consentiva a registi e sceneggiatori di creare immagini in cui veniva rappresentata un’Italia autentica.

I cineasti avevano il grande desiderio di dimostrare la vera autenticità in ogni film, quindi iniziarono a utilizzare come strumento le storie e i paesaggi che l’Italia offriva. Contrariamente a quei film altamente stilizzati mostrati in precedenza, la gente iniziò a vedere strade bombardate ed edifici fatiscenti fare da sfondo a molti di questi film, che creavano un senso della realtà sempre molto attuale. Ma tutto ciò si rivelò presto un fattore rilevante nello stile neorealista poiché rappresentava accuratamente la distruzione fisica e il terrore che la guerra aveva causato. Il film “Germania, Anno Zero” (Rossellini, 1948) non sarebbe così d’impatto se non fosse per le varie scene riguardanti gli edifici bombardati durante tutto il film; gli spettatori non comprenderebbero l’entità della povertà in cui i napoletani furono costretti a vivere se non fosse per la scena della grotta in Paisà (Rossellini, 1946).

Quindi, si può dire che il neorealismo rispecchi un rifiuto sia dell’artificio che della fantasia, che deriva non solo da una necessità pratica, ma anche dal desiderio di mostrare la realtà per quello che effettivamente era in quel periodo.

continua…

tradotto da Manuela Salipante

(🇬🇧)Reality as a Film Set – Italian Neorealism

After World War I, Italian cinematic productions were almost inexistent. There was a prevalence of imported foreign films and what was known as ‘Cinema dei Telefoni Bianchi’ – a collection of films aimed at emulating American-style comedies which included expensive set designs that were crowned with the staple item of wealth at the time, a ‘white telephone’.

But with Mussolini’s intent to unify a country and take control of it, that soon changed. Right-wing propaganda films that mainly intended to educate rather than entertain the public were beginning to take a stance. However, these Fascist films were only transitory, because with the outset of World War II – alongside an overwhelming feeling of anguish – derived a general crisis in the entertainment business. More conventional forms of filmmaking (like Hollywood Cinema) concentrated on offering only a sweetened version of the truth, a sort of illusion of a reality which large audience would be drawn to; and for a long while this was also true for Italian cinema; but then came Italian Neorealism, which, in part as a collective artistic stance and in part out of necessity, drifts away from those principles to create something distinctive.

The Italian film industry was shattered particularly following the events of the second global conflict which saw much of the country blasted by Allied bombing, rendering many of the Italian studios essentially useless (most notably Cinecittà, in Rome).

But it is in this wreckage that we remarkably see how a cinematic movement came to play such an important role in the rebirth of a nation and the redefinition of a group of people desperate to rediscover themselves after 20 years of fascism. This situation desperately called for a renovation of the industry, and allowed directors and screenwriters to create pictures where an authentic Italy was portrayed.

Filmmakers had a great desire to demonstrate true authenticity in every film, so they started to use the stories and landscapes that Italy offered as an instrument. Contrarily to the highly stylised films previously shown, people started seeing bombed streets and crumbling buildings become the backdrop for many of these films, creating an ever-so present sense of reality.

But this turned out to be a great factor in the neorealist style since it accurately depicted the physical destruction and dreadfulness that the war had brought. Germania, Anno Zero (Rossellini, 1948) would not be as impactful if it were not for the various scenes of bombed-out shells of buildings throughout the film; viewers would not understand the extent of poverty which Neapolitan people were forced to live in if it were not for the cave scene in Paisà (Rossellini, 1948). So, it can be said that neorealism is a rejection of both artifice and fantasy, derived not only from a practical necessity but also from a desire to show reality for what it actually was at that time.

to be continued…

Written by Riccardo De Meo

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