(🇮🇹/🇬🇧)Jane Austen: la vita e la storia delle opere più famose della scrittrice inglese

I ragazzi di FreedArte hanno immaginato di intervistare per il Booktrailer Film Festival, organizzato dal Liceo Scientifico Annibale Calini (Brescia), una delle scrittrici più famose del panorama letterario britannico: Jane Austen. Vediamo la sua carta di identità.

Nome: Jane

Cognome: Austen

Data di nascita: 16 dicembre 1775

Segno zodiacale: Sagittario

Luogo di nascita: Steventon, Hampshire (UK)

Professione: Scrittrice

Opera più famosa: Pride and Prejudice (1813)

(🇮🇹) E se intervistassimo Jane Austen?

Buongiorno Signorina Austen, è un piacere e onore per noi, i ragazzi di FreedArte, parlare con lei oggi.  Sappiamo che lei viene da una famiglia estremamente numerosa. Questo fatto ha inciso sulla sua vena artistica?

Bene, buongiorno a voi. Grazie per aver pensato a me. Come forse saprete già, mio padre George era un reverendo. In Inghilterra ai pastori anglicani è permesso mettere su famiglia e lui, insieme a mia madre, decise di formarne una a dir poco numerosa. Pensate che io sono l’ultima di ben sette figli e siamo, fortunatamente, una famiglia molto unita. Tra il 1786 e il 1793, quando avevo meno di diciotto anni, ho iniziato ad avvicinarmi alla scrittura e il mio scopo, inizialmente, era semplicemente quello di intrattenere famiglia e amici.

Dove scriveva le sue opere? Aveva una scrivania o, come direbbe Virginia Woolf, una stanza tutta per sé?

Purtroppo no, scrivevo in una delle stanze da letto lasciata libera dai miei fratelli. Le pareti erano ricoperte dei disegni di mia sorella Cassandra e al centro avevo un vecchio pianoforte. Un altro luogo dove potevo scrivere era la stanza comune, ma mai in pace, c’erano interruzioni continue e nessuno, al di là dei miei cari, sapeva della mia attività di scrittura. Era una sorta di segreto di famiglia.

Se dovesse ringraziare un membro della sua famiglia in particolare, chi sarebbe?

Questa è una domanda molto scomoda, più di un membro è stato fondamentale per la mia arte e la mia letteratura. Ringrazierei dal profondo del cuore mia sorella Cassandra, con la quale ho tenuto per anni una corrispondenza epistolare molto fitta e sicuramente anche mia cugina Eliza. In casa organizzavamo molti spettacoli teatrali e il merito era tutto della sofisticata Eliza; le ho dedicato anche un romanzo: Love and Friendship.

È vero che le sue primissime opere, come ha detto lei realizzate per intrattenere familiari e amici, erano parodie divertenti di opere alla moda dell’epoca?

Sì, mi è sempre piaciuto far ridere le persone a me care e quello era un ottimo modo per unire risate a creatività. In realtà le mie opere più famose, come Sense and Sensibility (Ragione e Sentimento) e Pride and Prejudice (Orgoglio e Pregiudizio) affondano le loro radici nella mia giovinezza. Già tra i miei 19 e 24 anni ho abbozzato una loro primissima versione; certo, la maturità mi ha permesso poi di perfezionarle.

Abbiamo raccolto molte informazioni su di lei, come può ben sapere… siamo rimasti sconvolti nello scoprire che nel 1797 ha cercato di pubblicare la prima versione di Pride and Prejudice (all’epoca il titolo era First Impression) presso un editore di nome Cadell, che ha rifiutato la sua opera senza praticamente leggerla! Cosa ha da dire a riguardo?

Sapete, ripensandoci ora mi viene da sorridere. L’industria editoriale dell’epoca, se così posso chiamarla, era profondamente diversa da quella odierna.

All’alba dell’800 non avevamo internet e i mezzi di comunicazione odierni, non potevamo postare con un Tweet quello che pensavamo, quello che avevamo scritto… Molti autori famosissimi, a me contemporanei e non, sono stati rifiutati più e più volte dagli editori. Lei conoscerà meglio di me Animal Farm (La fattoria degli animali) di George Orwell, Dubliners (Gente di Dublino) di James Joyce, per non parlare del povero Francis Scott Fitgerald! A fronte di tutti questi grandi rifiuti, avverto quasi come un privilegio, quello di essere stata inizialmente rifiutata.

A causa di tutti questi rifiuti che ha dovuto ricevere, la prima versione di Sense and Sensibility, uscito anonimo nel 1811, l’ha pubblicato a proprie spese, non è vero?

Sì, diciamo che gli editori mi avevano già rifiutata due volte e per ben due opere diverse. Mi sentivo decisamente triste all’epoca, ero ancora molto giovane e quei rifiuti mi avevano ferita, così ho deciso di darmi una spinta da sola e il tempo mi ha premiata. Incoraggiata dal successo di Ragione e Sentimento, ho pubblicato poi il mio «adorato bambino» e cioè Pride and Prejudice.

L’ultima domanda che le facciamo è questa: sappiamo che lei viene da un’epoca diversa e lontana dalla nostra, ma qual è il consiglio che dà ai giovanissimi, soprattutto a quelli appassionati di scrittura e letteratura?

Osservare, osservare, osservare. Io ho scritto un romanzo dopo l’altro restando nella mia piccola ‘trincea’ domestica e osservando chi avevo davanti, cioè la piccola aristocrazia inglese. Prendete appunti, sedetevi in una camera vuota e scrivete. Soprattutto, ribadisco, non fermatevi davanti ai no. I no fanno bene, devono essere una spinta per continuare a scrivere, più acutamente e voracemente di prima. Scrivete.

FreedArte la ringrazia dal profondo del cuore per il suo gentile intervento, Signorina Austen.

Di Giovanna Pasciuto

(🇬🇧) What if we interviewed Jane Austen?

Good morning miss Austen. It’s a pleasure and honor for us, the FreedArte group, to get to chat
with you today. We know that you come from an extremely large family. Did it influence your
artistic talent?


Well, good morning to you and thank you for having me. As you may know, my father George was
a reverend. In England, Anglican rectors are allowed to start a family, so he decided to make quite
a large one with my mother. I’m the last of seven children and, luckily, we are a close-knit family.
Between 1786 and 1793, not yet eighteen years old, I started writing. At first, my aim was just to
entertain my friends and family.

Where did you used to write? Did you have a desk, or, as Virginia Woolf would say, a room of your
own?


Unfortunately, I didn’t. I used to write in one of the bedrooms vacated by my brothers. The walls
were covered with my sister Cassandra’s drawings and in the middle of the room there was an old piano. I could have written in the common room, but there was never quiet there. There were
constant interruptions and nobody, except from my family, knew that I used to write. It was a like
a family secret.

If you had to thank one particular member of your family, who would it be?

That’s a tough question, because more than one member of my family was vital for my art and my
works. I would thank from the bottom of my heart my sister Cassandra, which I have been
corresponding with for years and surely my cousin Eliza too. We used to put up theatre shows and
sophisticated Eliza deserved all the credit. I also dedicated one of my novels, Love and Friendship, to her.

Is it true that your very first works, that – as you said – were just written to entertain your friends
are family, were funny parodies of famous plays of your time?


Yes, indeed. I’ve always liked making my loved ones laugh, and that was the perfect way to match
laughter and creativity. Actually, my most famous novels, like Sense and Sensibility and Pride and
Prejudice, are rooted in my own youth. I wrote their very first drafts when I was 19 and 24, but of
course only maturity gave me the chance to improve them.

We collected much information about you, as you may imagine… and we were shocked to find out
that in 1797 you submitted a proposal of a first version of Pride and Prejudice (whose title then was
First Impressions) to a publisher, Cadell, but he rejected your work without even reading it. What
do you have to say about that?


You know, thinking about it now just makes me smile. In that time, publishing industry – if I may
call it that – was very different from the present-day one. In the beginning of XIX century, we didn’t have Internet and modern-day medias, we couldn’t use a tweet to express what we were feeling, what we were writing… The works of plenty famous authors, my contemporaries and not, have been refused many times. You’ll remember better than me Animal Farm by George Orwell, Dubliners by James Joyce, not to mention poor Francis Scott Fitzgerald! Considering these great refusals, I feel like it has been a privilege to have been initially rejected.

These refusals were the reason why the first version of Sense and Sensibility was printed at your own expense and was published anonymously in 1811, wasn’t it?

Well, let’s just say that publishers had already rejected me twice and for two different novels. I
was pretty sad at that time. I was young, and that refusals had really hurt me, so I decided to help
myself and time proved me right. Encouraged by Sense and Sensibility’s success, I published my
“beloved child”, Pride and Prejudice.

One last question: we know that you come from a time that’s different and distant from us, but
which is your advice to the youngest, especially the ones that are interested in writing and
reading?


Observe, observe, observe. I have written one novel after the other staying in my little domestic
trench and observing the people I had to deal with everyday. Take notes, sit in an empty room and
write. And most of all, once again, don’t give up at your first no. Nos are important, they must be
the push for writing, more poignantly and voraciously than before. Write.

FreedArte thanks you from the bottom of its heart for your kind attendance, miss Austen.


Traduzione di Beatrice Toscano

 

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