(🇮🇹/🇬🇧) Book Review: Bulgakov, «Il maestro e Margherita» / «The Master and Margarita».

Sì, l’uomo è mortale, ma questa sarebbe solo una mezza sciagura. Il vero male è che qualche volta è mortale quando meno se lo aspetta, ecco il punto! E, in genere, non può nemmeno affermare di giorno quello che farà la sera.

Se conosci Bulgakov, non ci avrai messo molto a riconoscere Behemoth, demone descritto nel Libro di Giobbe, personaggio biblico ripreso dallo scrittore russo nella sua opera più famosa e trasformato in gatto nero.

Sperando che tu stia leggendo, attirato dall’immagine strana di un gatto in frac con lente e pistola, arrivo al vero argomento dell’articolo: Il maestro e Margherita di Bulgakov, capitolo primo.
Chiunque lo abbia letto, non ne é rimasto indifferente, perché semplicemente non é possibile.

Nel centro di Mosca, in un parco, due intellettuali discutono della parabola di Gesù Cristo e della sua assurdità. All’interno dei loro schemi mentali, non c’è spazio per Dio, ma solo per una sola ed unica parola: homocentrismo.

Sentendosi chiamato in causa, alquanto irritato, il diavolo irrompe nella scena, travestito da gentiluomo: affermare che Gesù Cristo non sia mai esistito, significa rifiutare anche la sua stessa esistenza. Inaccettabile. In un mondo in cui, per quanto ne sappiamo, Dio non si fa vedere da più di mille anni, Satana decide di rimettere nuovamente alla prova l’uomo, restando alquanto deluso. Dopo più di mille anni, la natura umana si presenta pressoché immutata.

Così, Woland (uno dei tanti altri nomi germanici con il quale viene indicato Satana e che Bulgakov sceglie per il suo diavolo), intromettendosi nelle cervellotiche disquisizioni dei due intellettuali, tutte volte a dimostrare con fondamento filosofico la sua inesistenza, racconta ai due che Gesù Cristo c’era e che egli stesso c’era quando Gesù Cristo c’era. Egli racconta la sua testimonianza di spettatore. Lui, il diavolo, testimone del giudizio dato al giudeo da Ponzio Pilato (politico romano e personaggio storico che senza la figura di Cristo sarebbe presto stato inghiottito da quel grande buco nero chiamato Storia).

Quello che il diavolo non riesce ad accettare, é la convinzione dei due esponenti dell’Intelligencija russa di essere padroni del proprio destino. Se l’uomo fosse davvero padrone del proprio destino, andrebbe mai verso la sua morte in maniera serena e tranquilla?
E invece ci va, proprio perché non ne ha idea e non ne é padrone. Ed é quello che uno dei due uomini sta facendo proprio ora, congedandosi dall’inatteso incontro con Satana, deridendolo per la sua ‘sciocca’ predizione. Berlioz, questo il nome dell’uomo che va inconsapevole verso la morte, come predetto da Woland, morirà poco dopo.

Di Giovanna Pasciuto

🇬🇧

If you know Bulkagov, you must have recognised Behemoth, the demon described in the book of Job, a biblical character that the Russian author borrows in his most famous work and that is transformed into a black cat.
As you are reading, you see the picture of a cat in a tailcoat with lens and a gun, now I’m getting to the real point of the article: The Master and Margarita of Bulgakov, chapter one.
Everyone that has read it, hasn’t stayed indifferent to this story.
In the middle of Moscow, in a park, two intellectuals talk about the parable of Christ and its absurdity. Inside their mental schemes there is no place for God, there is room for one word only: Homocentrism.
As he feels to be called in question, rather irritated, the devil, dressed up as a gentleman, interrupts the scene: affirming that Jesus Christ has never existed also means refusing the existence of the Devil. That’s inacceptable. In a world where God has not been seen for more than one thousand years, Satan decides once again to test humans. He is left quite disappointed: after all this time the human nature remains quite unchanged.
In this way Woland (one of the many german names to call Satan, and the one that Bulkagov chooses for his devil) interferes in the abstruse disquisitions of the two intellectuals, only aimed at proving the non-existence of Jesus, and tells the two intellectuals that Jesus Christ existed, and he was there to see it. Satan tells the testimony as a spectator. He, the devil, witness to the judgement given by the Jewish Pontius Pilate ( roman politic and historical character that without Jesus would be swallowed by a black hole called history).
What the devil is not able to accept is the certainty of the two representatives of the Russian Intelligencija to be the masters of their destinies. If the man was really master of his own destiny, would he ever walk towards his death so peacefully and calmly?

And he goes anyhow, because he has no idea and he is not the master. That’s what one of the men is doing right now: he takes leave to the unexpected encounter with Satan, as he mocks him for his ‘dumb’ prediction. Berlioz, that’s the name of the man that unconsciously goes towards death, as predicted by Woland, he will die shortly after.

Translated by Katia Solvesi

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